Card. Poletto: “Registrazione di due madri è fango sulla città”

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Il cardinale Poletto contro la scelta del sindaco Appendino di riconoscere il figlio di due mamme: un disegno “contrario” al “progetto di Dio”.
Ecco le dichiarazioni dell’arcivescovo emerito di Torino.
Ma nel frattempo il fenomeno si espande – senza alcun intervento da parte della magistratura né dei partiti – sia a Gabicce che a Roma.

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Il sindaco di Torino Chiara Appendino, qualche giorno fa, ha firmato l’atto di riconoscimento del bambino di due diverse mamme.

Un atto cui si è arrivati “forzando la mano” e una scelta che non è piaciuta affatto al porporato nato in provincia di Treviso, che attraverso un’intervista a La Fede Quotidiana, ha evidenziato il suo pensiero al riguardo. Il primo problema, secondo quanto dichiarato dal porporato, sarebbe il Ddl Cirinnà. Lo spartiacque dal quale si sarebbe dato il via libera a questo genere di provvedimenti.
Così tanto da andare “contro il progetto di Dio“. Poletto sostiene che si stia andando verso un cambiamento radicale delle modalità di pensiero. Una “deformazione” tesa ad allontanare l’uomo dal “progetto di Dio“.

Poi la stoccata:”E’ una manata di fango sulla città e sui cristiani. Torino – ha sottolineato l’uomo di Chiesa – è una città che vanta tradizioni di carità, solidarietà, attaccamento ai valori di Dio. L’iniziativa del sindaco va in senso opposto e ferisce“, ha detto in risposta a una domanda sulla registrazione dell’atto di nascita del figlio di due madri.

L’ex capitale d’Italia, quindi, sarebbe una città orientata antropologicamente da tutt’altra parte e la Appendino starebbe contribuendo all’insediarsi di valori contrari alla storia stessa del capoluogo piemontese. E il tutto, sempre secondo l’arcivescovo emerito di Torino, farebbe parte di un disegno culturale più grande e teso a svilire la centralità della famiglia nel mondo contemporaneo.
Non un singolo atto, insomma, ma uno dei tanti finalizzati a “manipolare il progetto di Dio in modo egoistico o alla ricerca dell’ edonismo sessuale, assecondando scelte che vanno contro la natura“.

Il cardinale, che nel 2010 ha rinunciato al governo pastorale della città di Torino per raggiunti limiti di età, è tra le prime voci della Chiesa cattolica che si alza in opposizione a quanto predisposto dal sindaco Appendino.

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