(ZENIT) Successo delle cellule staminali adulte

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Mentre un figlio di Reagan attacca l’utilizzo degli embrioni


WASHINGTON, D.C.(ZENIT.org).- L’esperienza di due donne
aiutate da una cura a base di cellule staminali adulte è
stata al centro di una conferenza stampa, al margine
della quale un portavoce dei vescovi statunitensi ha
affermato che questi esempi sono “una potente testimonianza
contro la ricerca sugli embrioni”.

Alla conferenza stampa, che ha avuto luogo giovedì scorso,
ed è stata guidata dal senatore statunitense Sam
Brownback, del Kansas, hanno infatti partecipato due
donne le cui gravi lesioni al midollo spinale sono state
curate con cellule staminali adulte.

Laura Domínguez era una sedicenne divenuta tetraplegica
dopo che un incidente d’auto aveva gravemente danneggiato
il suo midollo spinale, ma ora, dopo una cura a base di
cellule staminali della sua cavità olfattiva, riesce a
camminare con l’aiuto delle stampelle.

Era stato sempre un incidente d’auto a lasciare
paralizzata Susan Fajt, la quale tuttavia ora riesce a
camminare con le stampelle in seguito ad una cura
sperimentale basata su cellule staminali adulte.

“Queste donne coraggiose danno un volto umano alla
lotta per la ricerca etica sulle cellule staminali”, ha
affermato Cathy Cleaver Ruse, portavoce del Segretariato
delle Attività Pro-Vita dell’episcopato statunitense.

La Conferenza Episcopale ha affermato sul suo sito web
che le cellule staminali adulte ed altre alternative
eticamente accettabili hanno già aiutato centinaia di
migliaia di pazienti, e che quasi ogni settimana emergono
nuovi usi clinici.

Le terapie basate su cellule non embrionali, infatti, si
sono sviluppate rapidamente, ottenendo numerosi risultati
una volta ritenuti impensabili senza l’ausilio di cellule
staminali embrionali.

“Questi e altri progressi importanti nel campo della
ricerca sulle cellule staminali adulte mostrano il potere
della ricerca etica – e la sua bellezza”, ha affermato
la Ruse.

“Nella ricerca sulle cellule staminali embrionali è insita
una bruttezza che nemmeno coloro che la propongono possono
nascondere”, ha aggiunto. “Quando si decide di sottomettere
una classe vulnerabile di esseri umani al servizio di
un’altra, veniamo tutti sminuiti”.

Nel frattempo Michael Reagan, figlio dell’ex Presidente
Ronald Reagan, ha insistito sul fatto che suo padre si
era fermamente opposto alla ricerca sulle cellule
staminali embrionali.
“Mi sto stancando dell’insistenza dei media nell’affermare
che la famiglia Reagan era a favore della ricerca sulle
cellule staminali”, ha scritto in un editoriale pubblicato
dal settimanale “Human Events”.
“La verità è che due membri della famiglia sono stati a
lungo nemici di questo processo di manipolazione degli
esseri umani – mio padre, Ronald Reagan, durante la sua
vita, ed io”, ha affermato.

“I media dovrebbero ricordare che anche noi siamo membri
della famiglia Reagan e che mio padre, come me, si era
opposto alla creazione di embrioni umani al solo scopo
di usare le loro cellule staminali come possibili cure
mediche”, ha aggiunto.

“Usando il falso argomento scientifico, ampiamente
promosso ma ormai completamente screditato, in base al
quale la ricerca sulle cellule staminali potrebbe
portare alla cura del morbo di Alzheimer, i media e i
sostenitori della ricerca sulle cellule staminali hanno
suggerito che, se la ricerca fosse stata fatta molto
tempo fa, mio padre avrebbe potuto evitare le dure
prove che ha dovuto affrontare”.
“Questo è l’aspetto peggiore della falsa scienza”,
ha infine commentato.

Per saperne di più sul dibattito intorno alla
possibilità di utilizzare cellule staminali embrionali
nella cura delle malattie, riaccesosi all’indomani
della morte dell’ex-presidente statunitense Ronald Reagan
si legga: ZENIT, Analisi Internazionale, 26 giugno 2004.

(C) www.zenit.org – 27 giugno 2004