(ZENIT) SS. Pietro e Paolo, patroni dell’unica Chiesa

Papa

La Solennità di Pietro e Paolo, festa dell’unità della Chiesa, afferma il Papa


E dà il benvenuto, con anticipo, ad una delegazione del Patriarcato di Costantinopoli

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 26 giugno 2005 (ZENIT.org).- La Solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo, fondatori della Chiesa di Roma, che si celebrerà il prossimo mercoledì 29 di giugno, sarà la festa dell’ “unità” e della “cattolicità” della Chiesa, ha affermato questa domenica Benedetto XVI.

Il Pontefice, con visibile entusiasmo, ha constatato che il significato di questa festa verrà sottolineato dalla partecipazione a Roma di “una speciale Delegazione inviata dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli”, Bartolomeo I, “primus inter pares” della Ortodossia.

Ad ascoltare le sue parole vi erano decine di migliaia di pellegrini giunti a Piazza San Pietro, nonostante il sole infuocato di questa domenica, per recitare insieme al Papa la preghiera mariana dell’Angelus.

Il momento culminante si avrà alle 9:30 della mattina, quando il Vescovo di Roma ha dato inizio alla celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

“Sarà questa un’occasione significativa per sottolineare l’unità e la cattolicità della Chiesa”, ha affermato il Successore di Pietro dalla finestra del suo studio, invitando “i fedeli di Roma, che venerano i santi Apostoli Pietro e Paolo come loro speciali patroni, i pellegrini e l’intero Popolo di Dio a invocarne la celeste protezione sulla Chiesa e sui suoi Pastori”.

Lo scorso anno, ad assistere l’eucaristia, presieduta da Giovanni Paolo II, era presente lo stesso Bartolomeo I, giunto a Roma per commemorare i quarant’anni dello storico abbraccio fra Papa Paolo VI e il Patriarca ecumenico Atenagora I, avvenuto a Gerusalemme nel gennaio del 1964, mentre era ancora in svolgimento il Concilio Ecumenico Vaticano II.

Successivamente, il 7 dicembre del 1985, alla vigilia della chiusura del Concilio, Paolo VI e Atenagoras I fecero una dichiarazione congiunta nella quale deplorarono e cancellarono i rispettivi “anatemi” – pronunciati nel 1054 –, che segnarono l’inizio dello scisma fra le Chiese di Oriente ed Occidente.

Benedetto XVI contraccambierà questo gesto inviando una delegazione speciale alla Sede del Patriarcato di Costantinopoli, il 30 novembre, in occasione della celebrazione liturgica di Sant’Andrea, fondatore della Chiesa a Costantinopoli e fratello di San Pietro, Vescovo di Roma.

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