(ZENIT) Preghiamo perchè l’aborto non passi in Brasile

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La votazione sull’aborto in Brasile avrà luogo martedì 6 dicembre BRASILIA, domenica, 4 dicembre 2005(ZENIT.org).- Nonostante fosse stata prevista per il 7 dicembre, la votazione del disegno di legge che liberalizza l’aborto in Brasile è stata anticipata a martedì 6 dicembre. Il cambiamento è stato inserito nel programma della Commissione per la Sicurezza Sociale e la Famiglia (CSSF) della Camera dei Deputati questo venerdì.

La votazione del disegno di legge n. 1.135/91 era stata in principio prevista per mercoledì scorso, 30 novembre. Dopo lunghi ed accalorati dibattiti svoltisi quel giorno, è stata poi richiesta e concessa l’immediata votazione del testo.

Prevedendo il rigetto della proposta, la relatrice, il deputato Jandira Feghali, favorevole alla depenalizzazione dell’aborto, ha chiesto e ottenuto che la votazione fosse rimandata al prossimo 7 dicembre, affermando che avrebbe presentato modifiche alla sua Relazione e Proposta, il che, secondo fonti giuridiche consultate da ZENIT, sarebbe contrario ai principi e alle regole giuridiche più elementari.

Circa la manovra per modificare ancora una volta la votazione anticipandola al 6 dicembre, le stesse fonti affermano che questi tentativi sono giuridicamente errati e contrastano con lo Stato democratico, perchè impediscono che i deputati della CSSF manifestino la propria contrarietà alla legalizzazione dell’aborto.

Anche se ci fossero alterazioni, la base del disegno di legge rimarrebbe la stessa, ovvero la totale depenalizzazione dell’aborto nel Paese.

Sarebbero pertanto indispensabili l’adeguamento previo e la pubblica conoscenza del testo che deve essere deliberato, così come la decisione della data di udienza con un minimo preavviso.

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Il disegno di legge n. 1.135/91 depenalizza l’aborto in qualsiasi circostanza in Brasile, trasformandolo da crimine in diritto.

Il testo di legge liberalizza l’aborto “fino a dodici settimane di gestazione” e “fino a venti settimane di gestazione” in caso di gravidanza derivante da stupro. Lo liberalizza anche “nel caso di diagnosi di grave rischio per la salute della gestante” e “nel caso di diagnosi di malformazione congenita incompatibile con la vita o di malattia fetale grave e incurabile”.

Secondo il disegno di legge, la pratica dell’aborto verrebbe liberalizzata senza limiti di tempo, fino alla vigilia della nascita, perché viene revocato l’articolo 124 del Codice Penale, che prevede la detenzione da uno a tre anni per le donne che ricorrono all’aborto da sole o permettono ad altri di procurarlo.

Il testo prevede anche che il SUS (Sistema Unico per la Salute) e i piani di salute privati coprano le spese dell’aborto.

Attualmente il Codice Penale brasiliano autorizza l’aborto solo in caso di stupro o se la vita della donna è a rischio. In queste due possibilità l’interruzione di gravidanza è considerata un crimine, ma non viene punita.
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