(ZENIT) Matrimoni gay, un futuro di discordia

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I Vescovi canadesi continuano ad opporsi al disegno di legge sul matrimonio gay


Appello al leader del Partito Conservatore

OTTAWA, lunedì, 7 febbraio 2005 (ZENIT.org).- I Vescovi canadesi hanno continuato la loro campagna contro il disegno di legge C-38, che legalizzerebbe i matrimoni tra persone dello stesso sesso, in una lettera indirizzata al leader del Partito Conservatore.

L’arcivescovo Brendan O’Brien, Presidente della Conferenza episcopale, ha esortato in una lettera inviata giovedì a Stephen Harper a votare contro il cosiddetto Civil Marriage Act.

“I Vescovi cattolici romani ed orientali del Canada sono uniti nella loro opposizione alla legislazione che ridefinirebbe il matrimonio in modo tale da non essere più riconosciuto come il rapporto unico, essenziale e fondamentale tra un uomo e una donna”, ha affermato l’Arcivescovo.

“La relazione coniugale tra un uomo e una donna costituisce un bene enorme per la società, fornendo un ambiente stabile e positivo per i bambini e quindi per le generazioni future”, ha proseguito.

Il prelato cattolico ha incoraggiato Harper a mantenere le sue posizioni “sulla definizione del matrimonio come unione tra un uomo e una donna e ad assicurare che tutti i membri del suo partito votino secondo coscienza sul disegno di legge presentato alla Camera dei Comuni”.

I prelati canadesi hanno pubblicato venerdì una dichiarazione in cui sottolineano la loro posizione sul C-38. La dichiarazione esprime preoccupazione per le conseguenze sociali a lungo termine della legalizzazione dei matrimoni omosessuali.

I Vescovi prevedono “controversie prolungate e in grado di seminare discordia in tutto il Canada sui diritti basati sulla libertà di coscienza e di religione di rifiutare di essere coinvolti nei cosiddetti ‘matrimoni omosessuali’, di essere liberi di insegnare e predicare il matrimonio e l’omosessualità in modo conforme alla propria fede e coscienza e di non essere costretti, per quanto riguarda le organizzazioni identificate con particolari gruppi di fede, ad usare le proprie strutture per la preparazione o la celebrazione di ‘matrimoni omosessuali’”.

La questione si è sviluppata dopo una serie di decisioni legali in alcune province che permettevano alle coppie dello stesso sesso di sposarsi.

E’ stata poi deferita alla Corte Suprema Canadese, che ha deciso a dicembre di trasferire la responsabilità al Governo federale, raccomandando il cambiamento della legge. Il disegno di legge proposto ha portato vari leader religiosi a rilasciare dichiarazioni decise contro le unioni omosessuali.
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