(ZENIT) L’Eucaristia soccorso dei fedeli

Pubblicazioni

In Spagna, un Corporale intriso del Sangue di alcune Ostie guidò la vittoria sui mori

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 26 gennaio 2005 (ZENIT.org).- Per approfondire il tema del Sacramento dell’Eucaristia ZENIT pubblica una serie di storie legate ai Miracoli Eucaristici, curata da Antonia Salzano Acutis, Presidente dell’Istituto San Clemente I Papa e Martire (info@istitutosanclemente.it) e Curator della Pontificia Accademia “Cultorum Martyrum”.

L’Istituto San Clemente sta preparando un libro su 80 Miracoli Eucaristici corredato di disegni e fotografie a colori, che uscirà nel marzo del 2005.

* * *



Miracolo Eucaristico di Daroca, Spagna (1239)




Nella città di Daroca, presso la Chiesa di Santa Maria Collegiata, si conserva ancora oggi la Reliquia di un importante Miracolo Eucaristico avvenuto nel 1239. La Cappella detta de Los Sagrados Corporales è ornata appunto da sculture che raffigurano il Prodigio.

Nell’Archivio della Collegiata di Daroca è conservata una pergamena del 1340, in cui è narrato il Miracolo. I musulmani, che nei secoli precedenti avevano conquistato quasi tutta la penisola iberica, controllavano anche la città di Valencia. I vari eserciti cristiani di Aragona si unirono per difendere e riconquistare le loro terre e ciò che avevano perduto.

Il 23 febbraio del 1239, le truppe cristiane di Daroca, Teruel e Calatayud, si disposero per riconquistare ai mori il castello di Chia, Luchente, distante tre leghe da Játiva. Il cappellano Don Mateo Martínez, di Da roca celebrò prima della battaglia la Santa Messa, nel corso della quale aveva consacrato sei Ostie destinate alla Comunione dei sei capitani che guidavano le truppe: Don Jiménez Pérez, Don Fernando Sánchez, Don Pedro, Don Raimundo, Don Guillermo e Don Simone Carroz.

Un attacco improvviso del nemico obbligò però il cappellano a sospendere immediatamente la Messa, ad avvolgere le sei Particole consacrate nel Corporale e a nasconderle sotto una pietraia del monte. Le truppe nemiche furono ricacciate e i comandanti pregarono il Sacerdote di dare la Comunione per rendere grazie al Signore per la vittoria ottenuta.

Don Mateo si recò così nel luogo dove aveva nascosto il Corporale e vi trovò le Ostie inzuppate di Sangue e incollate al Corporale. I comandanti, interpretando questo evento come un grosso segno di predilezione da parte delle Signore e di buon auspicio, si comunicarono e legarono il Corporale macchiato di sangue a un bastone per farne uno stendardo. Si recarono così in battaglia contro i mori con questo stendardo e riconquistarono il castello di Chio, ottenendo una strepitosa vittoria. Il merito di questo trionfo fu attribuito al Miracolo Eucaristico.

I sei comandanti provenivano tutti da regioni diverse della Spagna. Ognuno di essi cominciò a dire che il Corporale doveva andare nella loro città per essere onorato nella Cattedrale. Cominciò una grossa discussione. Per tre volte la città di Daroca fu scelta per essere luogo di custodia del Miracolo. Due dei comandanti però non accettarono l’accordo.

Il generale D. Berenguer de Entenza, propose allora come soluzione un compromesso. Si sarebbe posto il Corporale sopra la spalla di una mula araba che avrebbe vagato liberamente: la città dove la mula si sarebbe recata sarebbe stata quella prescelta dalla volontà divina per custodire il santo Corporale.

La prima città che la mula incontrò fu Valencia, ma essa non vi entrò e continuò sorpassando Segorbe, Jerica e Teruel. La mula vagò 12 giorni percorrendo circa 200 miglia, finché, stremata, si accasciò di fronte alla chiesa di San Marco, oggi chiesa della Santissima trinità, a Daroca. Il Corporale restò in questa chiesa finché non venne poi trasferito nella chiesa di Santa Maria.

La festa fu istituita il 7 marzo, che era poi la festa di San Tommaso d’Aquino, grande difensore dell’Eucaristia. (All’epoca del Miracolo, 1239, San Tommaso aveva 14 anni. Dopo la sua morte, fu nominato protettore del Miracolo Eucaristico di Daroca).

Vi sono tradizioni e leggende attorno al viaggio della mula. Si dice che durante i 12 giorni succedettero molti episodi miracolosi, come musiche e canti angelici, esorcismi di indemoniati, conversioni di peccatori. Non ci sono purtroppo documentazioni su questi eventi. Esiste però ingente documentazione sul Miracolo di Luchente, sul pellegrinaggio della mula, sulla elezione di Daroca come città prescelta per custodire la preziosa Reliquia.

Per questo motivo fu costruita una maestosa chiesa, e allestito un prezioso reliquario nel 1385. Furono collocate nella chiesa alcune sculture per illustrare i diversi episodi del Miracolo, come ad esempio la battaglia di Luchente, o il Padre Don Martínez che innalza il Corporale come uno stendardo, il viaggio della mula e il suo arrivo a Daroca.

Nel 1261 alcuni cittadini di Daroca si recarono a Roma per informare il Papa Urbano IV circa il Miracolo Eucaristico, che il pontefice considerò come un ulteriore segno della volontà divina affinché venisse istituita la festa del Corpus Domini.

Nel 1444 il Papa Eugenio IV concesse un anno di giubileo a Daroca, celebrabile ogni 10 anni: lo stesso Papa dichiarò autentici i Miracoli Eucaristici di Walldürn in Germania, e di Ferrara in Italia. Il Papa Sisto IV concesse un giubileo al Miracolo di Daroca ogni sei anni. Il Sangue sul Corporale è stato analizzato, e ne è stata determinata l’origine umana.
ZI05012607


26-1-2005