(ZENIT) Carlo I: il diritto divino unico limite al potere

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Parla un figlio di Carlo I, l’ultimo imperatore d’Austria che verrà beatificato

Intervista con l’arciduca Otto d’Asburgo

BONN, giovedì 1° aprile 2004 (ZENIT.org).- Alla fine dello
scorso anno, la Congregazione per le Cause dei Santi ha
riconosciuto in Vaticano un miracolo attribuito a Carlo I
d’Asburgo, ultimo imperatore d’Austria e re d’Ungheria,
compiendo così il passo fondamentale per il suo processo
di beatificazione.

Proclamato imperatore d’Austria nel 1916, Carlo I abdicò
nel novembre 1918, alla caduta dell’Impero Austro-Ungarico.
Trascorse l’esilio nell’isola portoghese di Madeira, dove
morì nel 1922, a 34 anni.

ZENIT ha realizzato un’intervista in esclusiva ad uno dei
suoi figli, Sua Altezza Reale l’arciduca Otto d’Asburgo,
Presidente dell’Unione Paneuropea Internazionale, che ha
sottolineato le convinzioni cristiane alle quali
l’imperatore ispirò la sua azione politica, in un’epoca
caratterizzata dalla tragedia della I Guerra Mondiale.

Qual’è stato, secondo lei, l’aspetto religioso più conosciuto
dell’imperatore?

Otto d’Asburgo: Il più importante gesto religioso di mio
padre è il fatto di essere stato quasi l’unico capo di Stato
della I Guerra Mondiale ad aver lottato davvero per la pace
a causa della sua coscienza cristiana, e il fatto di aver
lavorato in modo molto stretto, anche se da lontano, con il
Papa per riuscire a raggiungere la pace nel contesto dello
spirito cristiano.

Come ha vissuto suo padre, dal proprio punto di vista di
fede, le circostanze politiche che si è trovato ad
affrontare durante il suo regno?

Otto d’Asburgo: Mio padre aveva la sua interpretazione, che
è diversa da altre, false, che invocano il diritto divino.
Il diritto divino della politica è espresso nella risposta
di Cristo a Ponzio Pilato, quando gli dice che non avrà più
potere di quello che è stato concesso a lui dall’alto.
Per mio padre, questo vorrebbe dire che il compito di un
sovrano non è quello di credere che il potere risieda nella
sua persona, ma che il potere è la responsabilità suprema
di fare tutto ciò che è possibile conformemente alla
volontà divina e allo spirito della nostra religione.
Questo tema è stato molto dibattuto, ma non è giustificato.

Il diritto divino è la più grande limitazione affinché il
potere non si trasformi in tirannia e non oltrepassi i suoi
limiti.
E’ per questo motivo che sarà indispensabile che la
Costituzione europea in preparazione riconosca il diritto
divino.
E’ necessario che l’Europa riconosca Dio nella vita
pubblica.
Questa è una delle grandi tragedie della nostra Europa, in
cui la difesa di Dio nel passato è stata fatta soprattutto
dalle Nazioni islamiche.
Sono loro, infatti, che durante la Conferenza di San
Francisco chiesero che nelle sue sessioni venisse menzionato
Dio.
La mozione, presentata da sei Stati musulmani dell’epoca
(parliamo del 1945), venne respinta all’unanimità, con
l’eccezione di undici voti, sei musulmani e cinque
latinoamericani.
Gli Stati europei dell’epoca non erano presenti a San
Francisco, perché erano stati convocati solo quelli che
erano stati alleati durante la guerra.

Qual è la lezione politica di suo padre che ritiene più
importante?

Otto d’Asburgo: La lezione più importante è sicuramente
quella che ho appena menzionato: il fatto che sia
necessario riconoscere un limite al potere.
Né un re, né un dittatore, né una maggioranza assoluta
danno il diritto di calpestare i diritti inalienabili
che l’uomo possiede per il fatto di essere stato creato
ad immagine del Creatore.
In questo senso, quanto è stato detto può essere
istruttivo per quegli uomini politici che si allontanano
da questa idea e credono che una maggioranza li autorizzi
a violare i diritti dell’uomo.

Qual è l’aspetto della figura di suo padre che metterebbe
in risalto a livello di contesto familiare?

Otto d’Asburgo: Mio padre è stato un esempio per tutta la
famiglia.

Lei ha visto morire suo padre nell’isola di Madeira. Che
ricordo ha di quel momento?

Otto d’Asburgo: Avendo avuto la possibilità di assistere
alla sua morte, so come deve morire un cristiano.
E’ questa la lezione che ha voluto darmi ed è una lezione
che non dimenticherò mai.

Che visione aveva suo padre dell’Unione Europea?

Otto d’Asburgo: All’epoca in cui viveva mio padre,
ovviamente, la questione di un’Europa Unita era
inconcepibile.
E’ stato soprattutto nella regione del Danubio che mio
padre ha fatto tutto il possibile per proporre una
soluzione federale.
E’ stato un fatto indispensabile nella congiuntura
dell’epoca e nel contesto mondiale.
Solo dopo la questione austro-ungarica il giovane Richard
Coudenhove-Kalergi ha cominciato a parlare di Paneuropa.
Sono assolutamente certo del fatto che, se mio padre
fosse vissuto nell’epoca successiva alla II Guerra
Mondiale, sarebbe stato uno dei maggiori protagonisti
dell’idea di un’Europa unita.

Codice: ZI04040103
Data pubblicazione: 2004-04-01
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