(Vaticano) GPII: Le forze armate al servizio della pace e della giustizia

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Ministri della sicurezza e della libertà dei popoli

CELEBRAZIONE EUCARISTICA PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE PER IL GIUBILEO DEI MILITARI E DELLE FORZE DI POLIZIA 19.11.2000

OMELIA DEL SANTO PADRE
[sintesi] […]
2. Chi meglio di voi, carissimi militari e membri delle
Forze di Polizia, ragazzi e ragazze, può rendere
testimonianza circa la violenza e le forze disgregatrici
del male presenti nel mondo?
Voi lottate ogni giorno contro di esse: siete infatti
chiamati a difendere i deboli, a tutelare gli onesti, a
favorire la pacifica convivenza dei popoli.
A ciascuno di voi si addice il ruolo di sentinella, che
guarda lontano per scongiurare il pericolo e promuovere
dappertutto la giustizia e la pace.

[…]

A ciascuno di voi esprimo il più vivo apprezzamento per
la dedizione e il generoso impegno.

[…]

Per quanto le situazioni siano complesse e problematiche,
non perdete la fiducia.
Nel cuore dell’uomo non deve mai morire il germe della
speranza.
Anzi, siate sempre attenti a scorgere e ad incoraggiare
ogni segno positivo di rinnovamento personale e sociale.
Siate pronti a favorire con ogni mezzo la coraggiosa
costruzione della giustizia e della pace.

4. La pace è un fondamentale diritto di ogni uomo, che va
continuamente promosso, tenendo conto che “gli uomini in
quanto peccatori sono e saranno sempre sotto la minaccia
della guerra fino alla venuta del Cristo” (Lumen gentium,
78).
Talora questo compito, come l’esperienza anche recente ha
dimostrato, comporta iniziative concrete per disarmare
l’aggressore.
Intendo qui riferirmi alla cosiddetta “ingerenza
umanitaria”, che rappresenta, dopo il fallimento degli
sforzi della politica e degli strumenti di difesa non
violenti, l’estremo tentativo a cui ricorrere per
arrestare la mano dell’ingiusto aggressore.

Grazie, carissimi, per la vostra coraggiosa opera di
pacificazione in Paesi devastati da guerre assurde;
grazie per il soccorso che prestate, incuranti dei
rischi, a popolazioni colpite da calamità naturali.
Quanto numerose sono le missioni umanitarie nelle
quali vi siete impegnati in questi ultimi anni!
Espletando il vostro difficile dovere, non di rado vi
trovate esposti a pericoli ed a gravosi sacrifici.
Fate in modo che ogni vostro intervento ponga sempre in
luce la vostra autentica vocazione di “ministri della
sicurezza e della libertà dei popoli”, che “concorrono…
alla stabilità della pace”, secondo la felice espressione
del Concilio Vaticano II (Gaudium et spes, 79).

Siate uomini e donne di pace.
E per poterlo essere pienamente, accogliete nel vostro
cuore Cristo, autore e garante della pace vera.
Egli vi renderà capaci di quella fortezza evangelica che
fa vincere le fascinose tentazioni della violenza.
Vi aiuterà a porre la forza a servizio dei grandi valori
della vita, della giustizia, del perdono e della libertà.

5. Vorrei qui rendere omaggio a tanti vostri amici che
hanno pagato con la vita la fedeltà alla loro missione.
Dimenticando se stessi, sprezzanti del pericolo, hanno
reso alla comunità un impagabile servizio.
Ed oggi, nel corso della celebrazione eucaristica, li
affidiamo al Signore con gratitudine e ammirazione.

Ma dove essi hanno attinto il vigore necessario per
espletare sino in fondo il loro compito, se non nella
totale adesione agli ideali professati?
Molti tra loro hanno creduto in Cristo e la sua parola
ha illuminato la loro esistenza e ha dato valore
esemplare al loro sacrificio.
Essi hanno fatto del Vangelo il codice dei loro
comportamenti.
Vi sia di incoraggiamento l’esempio di questi vostri
colleghi che, compiendo fedelmente il loro dovere, hanno
raggiunto le vette dell’eroismo e forse della santità.

[…]

Vi sostenga e vi aiuti nella vostra non facile attività
Maria, la Virgo Fidelis (*).

[…]
_____

(*) La Virgo Fidelis è la Celeste Patrona dell’Arma dei
Carabinieri [N.d.R.]