(Tempi) Mullan e i cattolici indifferenti

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“Tempi”, 37 –, Anno 2002

Maledetto il regista che confida nell’uomo, che pone nella menzogna il
suo sostegno e allontana il Signore dal cuore. Egli sara’ come un
tamerisco nella steppa; quando viene il bene non lo puo’ vedere, e il
suo film non potra’ prevalere. Suore che torturano giovani donne
indifese. Suore brutali che, nel nome di Dio, attentano alla dignita’
della persona con tutti i mezzi possibili. Non e’ un delirio, e’
Magdalene di P. Mullan un film che vorrebbe essere una storia vera.
La storia di 30.000 donne perdute (prostitute, ragazze abbandonate),
che, invece di trovare rifugio in comunita’ di recupero e ospizi
gestiti da suore, trovarono violenza, repressione, torture, morte. E’
una storia che sembra aver convinto tutti, persino la Giuria del
Festival di Venezia che le ha pure conferito il premio piu’
importante. Una storia a cui non credo, per una serie di motivi.
Perche’ e’ facile fare film storici senza specificare fonti e numeri
(un’adeguata documentazione sulle 30.000 donne, avrebbe richiesto
anni di ricerche e non i pochi mesi della lavorazione del film).
Perche’ il film e’ arrogante e carico di livore contro la Chiesa
libera e cattolica. Perche’ e’ un anno che vedo uscire film
anticattolici, prodotti e distribuiti con il solo scopo di gettare
fango negli occhi e sul Papa: I banchieri di Dio (Il Papa mafioso),
L’ora di religione (liberi di bestemmiare Dio e la Madonna), Amen (Il
Papa e’ un nazista), 40 giorni 40 notti (I cattolici sfigati, che non
si godono la vita), e ora l’ultima spallata alla rocca, Magdalene. Ma
la vera vergogna non e’ l’opera subdola di Lucifero. La vera vergogna
siete voi. Popolo di Cristo, indifferente di fronte agli attacchi
piu’ feroci. Dove siete finiti, intellettuali, giornalisti,
professori, scrittori? Vi dite cattolici, ma, prezzolati dal Potere,
non osate opporre resistenza, nel nome della santa tolleranza, ma che
e’ solo l’ultima freccia dell’arco della Menzogna.

di Fortunato Simone