(Tempi) Il miracolo di Edward

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Il miracolo di Edward

“Storia di un neonato e prediche all’italiana”
Da una parte la legge sulla fecondazione assistita, dall’altra un fatto: Edward sta per andare a casa. Da una parte i “casi pietosi” sollevati da giornali e trasmissioni televisive, di madri che con questa legge non potranno più partorire, “pietosi” alla prima lettura sentimentale, ma alla seconda, provate a leggere attentamente, senza pensare a quella poveretta che è stata costretta da medici e mentalità “esistesoloilmiopensiero-larealtàno” a farne ricorso, si parla di: “diagnosi pre-impianto dell’embrione”, “riserva di embrioni congelati”, “trasferimento dei due migliori embrioni”, ci fanno pietà quelle madri, non certo questo uso e abuso, stile “selezione della razza”, di (posso dire! mi è lecito! tanto lo dico) bambini. Ma Edward, nato alla 25sima settimana, 750 grammi, dopo 4 mesi di ospedale, sta per andare a casa. E se proprio volete casi pietosi, chiedete ai neonatologi quanti di questi “embrioni” nascono prima del dovuto e ai fisiatri quanti avranno bisogno di ricorrere alle loro cure, per tutti i problemi che avranno nascendo prima, e se volete, su questo tema, esercitare cuore e intelligenza (ce n’è così bisogno dopo aver assistito alle prediche domenicali di preti e BonolisCostanzo), andate a rileggere l’editoriale di Ferrara, sul Foglio di venerdì 5 dicembre. Edward va a casa, dai suoi tre fratelli, che portavano un caos indescrivibile quando lo andavano a trovare in “terapia intensiva”, da suo padre, che per ore e ore l’ha accarezzato e gli ha parlato teneramente, pur non sapendo cosa aspettarsi per il momento successivo. Va da sua madre che, al momento di un parto costretto, ha dovuto dire fermamente ai medici che lei quel bambino lo teneva in ogni caso, che facessero di tutto per salvarlo (paradosso della mentalità che fa di tutto per darti un figlio, possibilmente perfetto e, se non lo è, meglio lasciarlo morire). Così realista da pensare che, davanti alle prospettive di morte, cecità o problemi respiratori o cerebrali, presentati di giorno in giorno, per quattro mesi, dai neonatologi, ci potesse essere l’“inatteso imprevisto” di un miracolo.



di Valenti Annalena

 

Tempi n° 50 11-12-2003