(Tempi) I Bioetici Faustiani e la libertà

Pubblicazioni

Il tramonto della libertà  

Rodolfo Casadei

Numero: 3 – 15 Gennaio 2004
(c) 2004 – Editoriale Tempi duri s.r.l.  I Bioetici Faustiani, come li ha definiti Giuliano Ferrara,
vogliono imporre la procreazione assistita come il top della
libertà umana.
Ne è invece la distruzione in un delirio di “liberismo
selvaggio”.
Le buone ragioni di una legge restrittiva e alcune scomode
evidenze taciute dai suoi oppositori.  

La libertà e l’idea che ne hanno gli uomini d’oggi sono le
questioni centrali della contesa intorno alla legge sulla
procreazione assistita approvata dal parlamento italiano.

Non la “laicità dello Stato”, la “salute riproduttiva”,
il “progresso della ricerca scientifica”, tutti pretesti
propagandistici sollevati solo per denigrare i fautori
della legislazione restrittiva che è stata poi approvata.

Il vero argomento del contendere era ed è, come
affermano enfaticamente nel loro manifesto contro la
legge italiana il premio Nobel Rita Levi Montalcini, il
ginecologo Carlo Flamigni, l’ex presidente della Comunità
ebraica Tullia Zevi (tutti e tre membri della Consulta di
Bioetica) ed altri personaggi pubblici, «il diritto di
essere liberi di scegliere se avere o non avere figli,
quanti averne, quando averli e come averli, anche
ricorrendo all’assistenza medica. La libertà riproduttiva
è un valore definitivamente consolidato…».

Giuliano Ferrara ha definito i sostenitori di tale
posizione “Bioetici Faustiani (d’ora in avanti BF)” che
vogliono essere “liberi di fabbricare e distruggere vite”;
con felice intuizione l’assessore comunale milanese
Salvatore Carrubba ha applicato ai firmatari, quasi tutti
di sinistra, la legge del contrappasso rovesciando su di
loro l’accusa di “liberismo selvaggio”, solitamente usata
dai medesimi come una clava contro le politiche
economiche della globalizzazione.

Alain Finkielkraut, nell’intervista che di seguito
ospitiamo, fa un passo in più e denuncia «la confusione
fra dominio e libertà» che qui vien fatta, in quanto
«il dominio totale dell’uomo sulla sua procreazione è
evidentemente una minaccia per la libertà, perché l’uomo
è un individuo libero nella misura in cui non è
fabbricato».

Al contrario di quello che asseriscono i fautori della
fecondazione extracorporea, ciò cui ci troviamo di fronte
è una rarefazione della libertà umana, a vantaggio del
potere di una casta scientifico-tecnocratica.

Che questa ricerca di maggior potere sia in atto e sia
il vero obiettivo si comprende quando si prende coscienza
che i BF stanno conducendo una subdola campagna
pubblicitaria per convincere che la procreazione mediante
fecondazione extracorporea è preferibile a quella
naturale.

Quest’ultima, infatti, non potrà mai offrire tutte le
possibili garanzie rispetto a due presunti diritti enunciati
dai BF in materia di figli: «quando averli e come averli».

L’altra invece sì, secondo i suoi fautori, che occultano
accuratamente i danni collaterali prodotti dalle loro pratiche
e di cui esiste significativa documentazione scientifica
(vedi il box a pagina IV).

Quando ci si mostra scandalizzati di fronte al divieto di
diagnosi pre-impianto dell’embrione contenuto nella nuova
legge, la volontà di fare della fecondazione extracorporea
un servizio più efficiente di quella naturale è trasparente:
in un concepimento naturale la diagnosi circa le condizioni
di salute del feto non è formulabile prima del terzo mese di
gravidanza, nella fecondazione extracorporea invece può
essere effettuato prima della gravidanza stessa.

Sulle pagine de Il Riformista, 10 dicembre scorso, il
discorso circa la maggiore competitività della procreazione
assistita è addirittura spudorato:
«Un recente studio americano che ha seguito lo sviluppo
dei figli dell’eterologa… sostiene che questi bambini
sono più accuditi ed amati, al punto che mostrerebbero un
punteggio più alto nei test per il quoziente di
intelligenza».

Il futuro, insomma, è un mondo di individui totalmente
dipendenti dalle capacità manipolatorie della casta dei
tecno-scienziati quando si accingono a concepire e totalmente
determinati dalla volontà programmatoria dei loro genitori-
produttori quando sono stati concepiti: altro che libertà!