Santa Maria Faustina Kowalska, Diario

In libreria

Santa Maria Faustina Kowalska, Diario. La misericordia divina nella mia anima, Decima edizione 2006 rinnovata, Libreria Editrice Vaticana, ISBN: 88-209-7527-0, EUR 12,60

http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/il-diario.asp

Prefazione al DIARIO, scritta da
Don JOZEF BART
Rettore della Chiesa di Santo Spirito in Sassia
Santuario della Divina Misericordia a Roma
e Sede del Centro di Spiritualità della Divina Misericordia

L’interesse sempre più forte che ha suscitato e tuttora suscita negli animi dei lettori il Diario di Suor Faustina Kowalska “ La Misericordia Divina nella mia anima ” è sottolineato dal fatto che tutta la settima edizione si è esaurita proprio durante il tempo del Grande Giubileo, l’anno di Misericordia.

Ci troviamo a presentare l’ottava edizione dell’opera di Santa Faustina Kowalska proprio con l’ingresso dell’umanità nel Terzo Millennio, quasi a voler significare quanto grande e indispensabile sia la consapevolezza da parte di tutti gli uomini di dover instancabilmente ricorrere al Dio della Misericordia.
Infatti scrive Santa Faustina nel suo Diario: “ Tutto ha inizio dalla Tua Misericordia e tutto termina nella Tua Misericordia. Ogni grazia deriva dalla Misericordia e l’ultima ora è piena di Misericordia per noi ” (Q. V).

Numerosissime sono ormai le testimonianze di uomini e donne di varie età e condizioni sociali, culturali e religiose che fin dalle prime pagine della lettura del Diario diventano sempre più assetati di penetrare la profondità del mistero del messaggio affidato da Cristo a Santa Faustina. Ormai da tutto il mondo giungono in questa sede a Roma del Centro di Spiritualità della Divina Misericordia le richieste del “ Diario di Suor Faustina ”.

Davvero “ La Missione di Suor Faustina sta portando frutti sorprendenti. E meraviglioso il modo con cui la sua devozione a Gesù Misericordioso si fa strada nel mondo contemporaneo e conquista tanti cuori umani ” (Giovanni Paolo II, 18-4-1993).

La crescente richiesta del Diario in varie parti del mondo ne è prova tangibile. Infatti molti dopo la lettura e meditazione del Diario hanno subito effettive e profonde trasformazioni dell’anima: chi spacciava la droga ha smesso di farlo, uomini disperati fino alla morte hanno riacquistato la speranza e la gioia di vivere.

Ed ecco che risuona forte come non mai il grido profetico del Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione della Beatificazione di Suor Faustina: “ Dove se non nella Divina Misericordia il mondo può trovare lo scampo e la luce della speranza? I credenti lo intuiscono perfettamente ” (Giovanni Paolo II, 18-4-1993) Veramente Santa Faustina Kowalska è una grande mistica della storia della Chiesa perché ha fatto della sua stessa vita, conclusasi a trentatré anni, una totale unione col Cristo per la salvezza di tutte le anime.

“ Oggi più che mai — scrive il Cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana nel messaggio per l’apertura del primo Convegno Nazionale della Divina Misericordia a Roma — la misericordia deve essere annunciata, testimoniata con la sua vita, creduta e implorata ” (30-9-1999).

In questo contesto accogliamo l’esortazione del Santo Padre Giovanni Paolo II pronunciata a Cracovia nel giugno 1999: “Trasmettete alle future generazioni il messaggio della Divina Misericordia come germoglio di speranza e pegno di salvezza ”.

La Canonizzazione di Suor Faustina Kowalska avvenuta a Roma il 30 aprile del 2000, l’Anno del Grande Giubileo, ha un’eloquenza particolare: “ Mediante questo atto — dice il Papa — intendo oggi trasmettere questo messaggio al nuovo millennio ”.

Vi auguro pertanto di accogliere questa ottava edizione del Diario di Suor Faustina “ La Misericordia Divina nella mia anima ” come un dono prezioso e tangibile dell’amore di Dio, Padre misericordioso, per tutti i suoi figli ormai in cammino nel Terzo Millennio dell’era Cristiana.

La lettura e la meditazione del Diario possa suscitare nei lettori un grande desiderio di diventare Apostoli della Divina Misericordia come Santa Maria Faustina Kowalska.

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Dagli scritti del "Diario"

Visione dell’inferno: la privazione dell’amore
20.X.1936 (II Quaderno) – Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell’Inferno. É un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l’inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi della coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l’anima, ma non l’annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale, acceso dall’ira di Dio; la quinta pena è l’oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l’odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda ed indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall’altro. Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l’onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l’eternità. Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun’anima si giustifichi dicendo che l’inferno non c’è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l’inferno c’è. Ora non posso parlare di questo. Ho l’ordine da Dio di lasciarlo per iscritto. I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di me, ma per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi. Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno. Quando ritornai in me, non riuscivo a riprendermi per lo spavento, al pensiero che delle anime là soffrono così tremendamente, per questo prego con maggior fervore per la conversione dei peccatori, ed invoco incessantemente la misericordia di Dio per loro."

Visione del Purgatorio: l’amore imperfetto
I.VIII.1925 In un momento mi trovai in un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e, in esso, una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per se stesse: soltanto noi le possiamo aiutare. Le fiamme che bruciavano loro, non mi toccavano. Il mio Angelo Custode non mi abbandonò un solo istante. E chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l’ardente desiderio di Dio. Scorsi la Madonna che visitava le anime del purgatorio. Le anime chiamano Maria «Stella del Mare». Ella reca loro refrigerio. Avrei voluto parlare più a lungo con loro, ma il mio Angelo Custode mi fece cenno d’uscire. Ed uscimmo dalla porta di quella prigione di dolore. Udii nel mio intimo una voce che disse: «La Mia Misericordia non vuole questo, ma lo esige la giustizia».

Visione del Paradiso: l’amore come totalità27.XI.1936. Oggi in ispirito sono stata in paradiso e ho visto l’inconcepibile bellezza e felicità che ci attende dopo la morte. Ho visto come tutte le creature rendono incessantemente onore e gloria a Dio. Ho visto quanto è grande la felicità in Dio, che si riversa su tutte le creature, rendendole felici. Poi ogni gloria ed onore che ha reso felici le creature ritorna alla sorgente ed esse entrano nella profondità di Dio, contemplano la vita interiore di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, che non riusciranno mai né a capire né a sviscerare. Questa sorgente di felicità è immutabile nella sua essenza, ma sempre nuova e scaturisce per la beatitudine di tutte le creature. Comprendo ora San Paolo che ha detto: «Occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrò nel cuore d’uomo ciò che Dio prepara per coloro che Lo amano». E Dio mi fece conoscere la sola ed unica cosa che ai Suoi occhi ha un valore infinito e questa è l’amore di Dio, l’amore, l’amore ed ancora una volta l’amore. E nulla è paragonabile ad un solo atto di puro amor di Dio. Oh, quali ineffabili favori concede Iddio ad un’anima che Lo ama sinceramente! Oh, felici quelle anime che già qui su questa terra godono dei Suoi particolari favori! Ed esse sono le anime piccole ed umili. Grande è la Maestà di Dio, che ho conosciuto più a fondo, che gli spiriti celesti adorano secondo il grado della loro grazia e la gerarchia in cui si dividono. La mia anima quando ha visto la potenza e la grandezza di Dio non è stata colpita dallo spavento né dal timore; no, no, assolutamente no! La mia anima è stata colmata di serenità e d’amore e più conosco la grandezza di Dio e più gioisco per come Egli è. E gioisco immensamente per la sua grandezza e sono lieta di essere così piccola, perché, proprio perché sono piccola, mi prende in braccio e mi tiene accanto al Suo cuore. O mio Dio, quanta pena mi fanno gli uomini che non credono nella vita eterna! Quanto prego per loro, affinché li investa il raggio della Misericordia e Dio li stringa al Suo seno paterno. O Amore, o regina delle virtù! L’amore non conosce timore; attraversa tutti i cori degli angeli che montano la guardia davanti al Suo trono. Esso non teme nessuno, esso raggiunge Dio e s’immerge in Lui come nel suo unico tesoro. Il Cherubino con la spada di fuoco, che fa la guardia al paradiso, non ha potere su di esso. O puro amor di Dio, quanto sei grande ed impareggiabile! Oh, se le anime conoscessero la Tua potenza!

La sofferenza
I Quaderno, 5.XII.1934. La sofferenza è il tesoro più grande che ci sia sulla terra. Essa purifica l’anima. Nella sofferenza conosciamo chi ci è veramente amico. Il vero amore si misura col termometro della sofferenza. Gesù, Ti ringrazio per le piccole croci quotidiane, per le contrarietà che incontro nelle mie iniziative, per il peso della vita comunitaria, per l’interpretazione distorta delle mie intenzioni, per le umiliazioni che provengono dagli altri, per il comportamento aspro verso di noi, per i sospetti ingiusti, per la salute cagionevole e per le forze che vengono meno, per il ripudio della mia volontà, per l’annientamento del proprio io, per il mancato riconoscimento in tutto, per gli impedimenti posti a tutti i miei progetti.

Ti ringrazio, Gesù, per le sofferenze interiori, per l’aridità dello spirito, per le paure, i timori e i dubbi, per il buio fitto e le tenebre interiori, per le tentazioni e le diverse prove, per le angosce che è difficile descrivere, e soprattutto per quelle in cui nessuno ci capisce, per l’ora della morte, per la dura lotta che la precede e per tutta la sua amarezza. Ti ringrazio, Gesù, che hai bevuto il calice dell’amarezza, prima di porgerlo a me raddolcito. Ecco, ho accostato le mie labbra al calice della Tua santa volontà.

Avvenga di me secondo il Tuo volere; avvenga di me ciò che ha stabilito la Tua sapienza fin dall’eternità. Desidero bere fino all’ultima stilla il calice della predestinazione, non voglio indagare su questa predestinazione, nell’amarezza c’è la mia gioia, nella disperazione la mia fiducia. In Te, o Signore, quello che ci da il Tuo Cuore paterno è tutto buono; non preferisco le gioie alle amarezze, né le amarezze alle gioie, ma Ti ringrazio di tutto, o Gesù. La mia delizia consiste nello stare a contemplarTi, o Dio incomprensibile. E in un’esistenza misteriosa che si aggira il mio spirito, poiché è là che sento di essere a casa mia. Conosco bene la dimora del mio Sposo. Sento che in me non c’è nemmeno una goccia di sangue che non arda d’amore per Te. Bellezza eterna, chi Ti conosce una sola volta, non può più amare nessun’altra cosa. Sento la voragine insondabile della mia anima, e che niente può colmarla, all’infuori di Dio. Sento che sprofondo in Lui, come un granellino di sabbia in un oceano senza fondo.

Gli attributi di Dio
I Quaderno, p96. Durante l’Avvento si risvegliò nella mia anima un grande desiderio di Dio. Il mio spirito anelava a Dio con tutta la forza del suo essere. In quel tempo il Signore mi elargì molta luce per farmi conoscere i Suoi attributi.
Il primo attributo che il Signore mi fece conoscere è la Sua Santità. Tale Santità è così grande, che davanti a Lui tremano tutte le Potenze e le Virtù. I puri spiriti nascondono il volto e si sprofondano in una incessante adorazione. E l’unica espressione della loro adorazione senza limiti è: « Santo… ». La Santità di Dio è distribuita sulla Chiesa e su ogni suo membro, ma non in uguale misura. Ci sono delle anime completamente divinizzate, ma ci sono anche anime che vivono a malapena.
Il secondo attributo che il Signore mi fece conoscere è la Sua Giustizia. La Sua Giustizia è così grande e penetrante che raggiunge fino in fondo l’essenza delle cose e tutto davanti a Lui è nella sua nuda realtà e nulla potrebbe continuare a sussistere.
Il terzo attributo è l’Amore e la Misericordia. E compresi che l’Amore e la Misericordia è l’attributo più grande. Esso unisce la creatura al Creatore. L’amore più grande e l’abisso della Misericordia li riconosco nell’Incarnazione del Verbo, nella Redenzione da Lui operata. E da ciò compresi che questo attributo è il più grande in Dio.