San Massimiliano KOLBE, Scritti

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San Massimiliano KOLBE, Scritti, Nuova ed. vol. unico, Edizioni ENMI, Roma 1997, pagine 2607; 22×14 cm (8°), Euro 65.
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OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II per la SOLENNITÀ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
Basilica di S. Maria Maggiore, 8 dicembre 1982

“Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” (Lc 1, 28).

1. Mentre queste parole del saluto dell’Angelo riecheggiano soavemente nel nostro animo, desidero rivolgere lo sguardo, insieme con voi, cari fratelli e sorelle, sul mistero dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria con l’occhio spirituale di san Massimiliano Kolbe. Egli ha legato tutte le opere della sua vita e della sua vocazione all’Immacolata. E perciò, in quest’anno, in cui è stato elevato alla gloria dei Santi, egli ha molto da dirci nella solennità dell’Immacolata, di cui amò definirsi devoto “militante”.
L’amore all’Immacolata fu infatti il centro della sua vita spirituale, il fecondo principio animatore della sua attività apostolica. Il modello sublime dell’Immacolata illuminò e guidò la sua intera esistenza sulle strade del mondo e fece della sua morte eroica nel campo di sterminio di Auschwitz una splendida testimonianza cristiana e sacerdotale. Con l’intuizione del santo e la finezza del teologo, Massimiliano Kolbe meditò con acume straordinario il mistero della Concezione Immacolata di Maria alla luce della Sacra Scrittura, del Magistero e della Liturgia della Chiesa, ricavandone mirabili lezioni di vita. Egli è apparso nel nostro tempo profeta e apostolo di una nuova “era mariana”, destinata a far brillare di vivida luce nel mondo intero Gesù Cristo e il suo Vangelo.

Questa missione che egli portò avanti con ardore e dedizione, “lo classifica – come affermò Paolo VI nell’Omelia per la sua beatificazione – tra i grandi santi e gli spiriti veggenti che hanno capito, venerato e cantato il mistero di Maria” (Insegnamenti di Paolo VI, IX [1971] 909). Pur consapevole della profondità inesauribile del mistero della Concezione Immacolata, per cui “le parole umane non sono in grado di esprimere Colei che è divenuta vera Madre di Dio” (Gli scritti di Massimiliano Kolbe, eroe di Oswiecjm e Beato della Chiesa, 3 volumi, Edizioni Città di Vita, Firenze 1975, vol. III, p. 690), il suo maggiore rammarico era quello che l’Immacolata non fosse sufficientemente conosciuta e amata a imitazione di Gesù Cristo e come ci insegna la Tradizione della Chiesa e l’esempio dei santi. Amando Maria, infatti, noi onoriamo Dio che l’ha elevata alla dignità di Madre del proprio Figlio fatto Uomo e ci uniamo a Gesù Cristo che l’ha amata quale Madre; non l’ameremo mai come egli l’amò: “Gesù è stato il primo ad onorarla quale sua Madre e noi dobbiamo imitarlo anche in questo. Non riusciremo mai ad eguagliare l’amore con cui Gesù l’amò” (Ivi., v. II, p. 351). L’amore a Maria, afferma padre Massimiliano, è la via più semplice e più facile per santificarci, realizzando la nostra vocazione cristiana. L’amore di cui egli parla non è certo superficiale sentimentalismo, ma è impegno generoso, e donazione di tutta la persona, come egli stesso ci ha dimostrato con la sua vita di fedeltà evangelica fino alla sua morte eroica.

2. L’attenzione di san Massimiliano Kolbe si concentrò incessantemente sulla Concezione Immacolata di Maria per poter cogliere la ricchezza meravigliosa racchiusa nel Nome che ella stessa manifestò e che costituisce l’illustrazione di quanto ci insegna il Vangelo odierno con le parole dell’angelo Gabriele: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” (Lc 1, 28).

Richiamandosi alle apparizioni di Lourdes – che per lui furono stimolo e incentivo per comprendere meglio le fonti della Rivelazione – osserva: “A santa Bernardetta, che più volte l’aveva interrogata, la Vergine rispose: "Io sono l’Immacolata Concezione". Con queste parole ella manifestò chiaramente di essere non soltanto concepita senza peccato, ma di essere anzi la stessa "Concezione Immacolata", così come altro è un oggetto bianco e altro la bianchezza; altro è una cosa perfetta e altro è la perfezione” (Gli scritti di Massimiliano Kolbe, eroe di Oswiecjm e Beato della Chiesa, 3 volumi, Edizioni Città di Vita, Firenze 1975, vol. III, p. 516). Concezione Immacolata è il Nome che rivela con precisione chi è Maria: non afferma soltanto una qualità, ma delinea esattamente la Persona di lei: Maria è santa radicalmente nella totalità della sua esistenza, fin dal principio.

3. L’eccelsa grandezza soprannaturale fu concessa a Maria in ordine a Gesù Cristo; è in lui e mediante lui che Dio le partecipò la pienezza di santità: Maria è Immacolata perché Madre di Dio e divenne Madre di Dio perché Immacolata, afferma scultoreamente Massimiliano Kolbe. La Concezione Immacolata di Maria manifesta in modo unico e sublime la centralità assoluta e la funzione salvifica universale di Gesù Cristo. “Dalla maternità divina sgorgano tutte le grazie concesse alla santissima Vergine Maria e la prima di esse è l’Immacolata Concezione” (Ivi., p. 475). Per questo motivo, Maria non è semplicemente come Eva prima del peccato, ma fu arricchita di una pienezza di grazia incomparabile perché Madre di Cristo, e la Concezione Immacolata fu l’inizio di una prodigiosa espansione senza soste della sua vita soprannaturale.

4. Il mistero della santità di Maria deve essere contemplato nella globalità dell’ordine divino della salvezza per essere colto in modo armonico e perché non appaia quale privilegio che la separa dalla Chiesa che è il Corpo di Cristo. Il Padre Massimiliano ha somma cura nel riannodare la Concezione Immacolata di Maria e la sua funzione nel piano della salvezza al mistero della Trinità, e in modo del tutto speciale con la persona dello Spirito Santo. Con geniale profondità sviluppò i molteplici aspetti contenuti nella nozione di “Sposa dello Spirito Santo”, ben nota nella tradizione patristica e teologica e suggerita dal Nuovo Testamento: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà Santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1, 35). È una analogia, sottolinea san Massimiliano Kolbe, che fa intravedere l’unione ineffabile, intima e feconda tra lo Spirito Santo e Maria. “Lo Spirito Santo stabilì la propria dimora in Maria fino dal primo istante dell’esistenza di lei, ne prese possesso assoluto e la compenetrò talmente che il nome di Sposa dello Spirito Santo non esprime che un’ombra lontana, pallida, imperfetta di tale unione” (Gli scritti di Massimiliano Kolbe, eroe di Oswiecjm e Beato della Chiesa, 3 volumi, Edizioni Città di Vita, Firenze 1975, vol. III, p 515).

5. Scrutando con ammirazione estatica il piano divino della salvezza, che ha la sua sorgente nel Padre il quale volle comunicare liberamente alle creature la vita divina di Gesù Cristo, e che si manifesta in Maria Immacolata in modo meraviglioso, il padre Kolbe affascinato e rapito esclama: “Dappertutto c’è l’amore” (Ivi., p. 690); l’amore gratuito di Dio è la risposta a tutti gli interrogativi; “Dio è amore” afferma san Giovanni (1 Gv 4, 8). Tutto ciò che esiste è riflesso dell’amore libero di Dio, e perciò ogni creatura ne traduce, in qualche modo, lo splendore infinito. In maniera particolare l’amore è il centro ed il vertice della persona umana, fatta ad immagine e somiglianza di Dio. Maria Immacolata, la più alta e perfetta delle persone umane, riproduce in modo eminente l’immagine di Dio ed è quindi resa capace di amarlo con intensità incomparabile come Immacolata, senza deviazioni o rallentamenti. È l’unica ancella del Signore (cf. Lc 1, 38) che con il suo “fiat” libero e personale risponde all’amore di Dio compiendo sempre quanto egli le domanda. Come quella di ogni altra creatura, la sua non è una risposta autonoma, ma è grazia e dono di Dio; in tale risposta vi è coinvolta tutta la sua libertà, la libertà di Immacolata. “Nell’unione dello Spirito Santo con Maria l’amore non congiunge soltanto queste due Persone, ma il primo amore è tutto l’amore della santissima Trinità, mentre il secondo, quello di Maria, è tutto l’amore della creazione e così in tale unione il cielo si unisce alla terra, tutto l’Amore increato con tutto l’amore creato . . . È il vertice dell’amore” (Gli scritti di Massimiliano Kolbe, eroe di Oswiecjm e Beato della Chiesa, 3 volumi, Edizioni Città di Vita, Firenze 1975, vol. III, p 758).

La circolarità dell’amore, che ha origine dal Padre, e che nella risposta di Maria ritorna alla sua sorgente, è un aspetto caratteristico e fondamentale del pensiero mariano di padre Kolbe. È, questo, un principio che sta alla base della sua antropologia cristiana, della visione della storia e della vita spirituale di ogni uomo. Maria Immacolata è archetipo e pienezza di ogni amore creaturale; il suo amore limpido e intensissimo verso Dio racchiude nella sua perfezione quello fragile e inquinato delle altre creature. La risposta di Maria è quella dell’intera umanità.

Tutto questo non offusca, né sminuisce la centralità assoluta di Gesù Cristo nell’ordine della salvezza, ma la illumina e la proclama con vigore, perché Maria deriva ogni sua grandezza da lui.
Come insegna la storia della Chiesa, la funzione di Maria è quella di far risplendere il proprio Figlio, di condurre a lui e di aiutare ad accoglierlo.
Il continuo approfondimento teologico del mistero di Maria Immacolata divenne per Massimiliano Kolbe sorgente e motivo di donazione illimitata e di dinamismo straordinario; egli seppe davvero incorporare la verità nella vita, anche perché attinse la conoscenza di Maria, come tutti i santi, non soltanto dalla riflessione guidata dalla fede, ma specialmente dalla orazione: “Chi non è capace di piegare le ginocchia e di implorare da Maria in umile preghiera la grazia di conoscere chi ella sia realmente non speri di apprendere qualcosa di più su di lei” (Ivi., p. 474).

6. Ed ora, accogliendo questa esortazione finale dell’eroico figlio della Polonia ed autentico messaggero del culto mariano, noi, raccolti in questa splendida Basilica per la preghiera eucaristica in onore dell’Immacolata Concezione, piegheremo le nostre ginocchia davanti alla sua immagine e le ripeteremo, con quell’ardore e pietà filiale che tanto distinsero san Massimiliano, le parole dell’Angelo:
“Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. Amen.
 
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Dagli scritti di san Massimiliano
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•• 1210 Il nostro ideale

Maly Dziennik , 24 VI 1936
Rycerz Niepokalanej , VIII 1936, p. 226-227

Perché i Maly Dziennik è sceso in lizza con la stampa quotidiana? Perché i Rycerz e il Rycerzyk conquistano schiere sempre più numerose di anime? Perché a Niepokalanów si sono raccolti tanti religiosi fratelli che consacrano tutta la loro vita al lavoro, riducendo le loro esigenze personali? Perché ci siamo spinti fino al "paese dei ciliegi in fiore", e perché le nostre aspirazioni abbracciano tutto il globo terrestre?
A che cosa miriamo? Qual è il nostro ideale?…
Questi e simili pensieri si affacciano senza dubbio nella mente delle persone di buona volontà.
Dirò francamente che non è facile comprendere il nostro ideale e ancor più difficile è approfondirlo; o piuttosto lo possiamo approfondire sempre di più e conoscere in modo sempre più esplicito, ma non potremo mai esaurirne la sublime profondità. E per quale motivo? Perché in questo caso si tratta della Madre di Dio. Noi conosciamo bene il significato del termine "madre", ma la nozione di "Dio" contiene in se stessa l’infinito, mentre la nostra intelligenza è limitata e non sarà mai in grado, quindi, di comprendere appieno il concetto di "Madre di Dio".
Pertanto, chi non è capace di piegare le ginocchia e di implorare da Lei, in un’umile preghiera, la grazia di conoscere chi Ella sia realmente, non speri di apprendere qualcosa di più su di Lei.
Dalla Divina Maternità scaturiscono tutte le grazie concesse alla Santissima Vergine Maria, e la prima di tali grazie è l’Immacolata Concezione. Questo privilegio deve starle particolarmente a cuore, se a Lourdes Ella stessa volle chiamarsi: "Io sono l’Immacolata Concezione". Con questo nome, tanto gradito al cuore, desideriamo chiamarla anche noi.
L’Immacolata: ecco il nostro ideale.
Avvicinarci a Lei, renderci simili a Lei, permettere che Ella prenda possesso del nostro cuore e di tutto il nostro essere, che Ella viva e operi in noi e per mezzo nostro, che Ella stessa ami Dio con il nostro cuore, che noi apparteniamo a Lei senza alcuna restrizione: ecco il nostro ideale.
Irradiare nell’ambiente, conquistare le anime a Lei, in modo tale che di fronte a Lei si aprano anche i cuori dei nostri vicini, affinché Ella estenda il proprio dominio nei cuori di tutti coloro che vivono in qualunque angolo della terra, senza riguardo alle diversità di razza, di nazionalità, di lingua, e altresì nei cuori di tutti coloro che vivranno in qualunque momento storico, sino alla fine del mondo: ecco il nostro ideale.
Inoltre, che la Sua vita si radichi sempre più in noi, di giorno in giorno, di ora in ora, di momento in momento, e ciò senza alcuna limitazione: ecco il nostro ideale.
Ancora, che questa Sua vita si sviluppi nello stesso modo in ogni anima che esiste ed esisterà in qualsiasi tempo: ecco il nostro caro ideale.
Un giorno Gesù, mentre parlava della possibilità di comprendere la sublimità della vita verginale, affermò: "Chi può capire, capisca" [Mt 19, 12]. Anch’io, per concludere queste poche parole, desidero solo aggiungere la stessa cosa: "Chi può capire, capisca".
Purtroppo, perfino tra coloro che hanno ricevuto il santo battesimo e talvolta hanno approfondito anche le loro conoscenze religiose, si trova un numero abbastanza consistente di persone che riescono con difficoltà a penetrare nel Cuore dell’Immacolata, la Madre di Dio, la Madre di Gesù nostro Fratello, la Madre della nostra vita soprannaturale, la Mediatrice di tutte le grazie, la nostra Regina, la nostra Sovrana, la nostra Condottiera e la Dominatrice di satana.

p. Massimiliano M. Kolbe

•• 1296 L’Immacolata modello di ogni uomo
Niepokalanów, 1940

Al compiersi del tempo della venuta di Cristo, Dio uno e trino crea esclusivamente per sé la Vergine Immacolata, La colma di grazia e prende dimora in Lei ("il Signore è con te" [Lc 1, 28]). E questa Vergine Santissima con la propria umiltà affascina talmente il Suo Cuore che Dio Padre Le dà per figlio il suo proprio Figlio Unigenito, Dio Figlio scende nel Suo ventre verginale, mentre Dio Spirito Santo vi plasma il corpo santissimo dell’Uomo-Dio. E il Verbo si fece carne [Gv 1, 14] come frutto dell’amore di Dio e dell’Immacolata.
Così Egli divenne il primogenito, l’Uomo-Dio, e le anime non rinascono in Cristo in altro modo, ma solo per mezzo dell’amore di Dio verso l’Immacolata e nell’Immacolata. E nessuna parola diviene carne, nessuna perfezione o virtù si incarna, si realizza in nessuno, se non attraverso l’amore che Dio ha verso l’Immacolata. Come Cristo, sorgente delle grazie, è divenuto proprietà di Lei, così pure appartiene a Lei la distribuzione delle grazie. Ogni grazia è frutto della vita della Ss. Trinità: il Padre genera da tutta l’eternità il Figlio, mentre lo Spirito Santo procede da entrambi. Per questa medesima via qualsiasi perfezione si diffonde nel mondo in ogni ordine. Ogni grazia proviene dal Padre, il quale genera eternamente il Figlio, e per rispetto al Figlio. Lo Spirito Santo, che da tutta l’eternità procede dal Padre e dal Figlio, mediante questa grazia forma le anime, nell’Immacolata e attraverso l’Immacolata, a somiglianza del primogenito, l’Uomo-Dio.

•• 1334 L’Immacolata è tua – tu sei di Lei
Niepokalanów, 5-20 VIII 1940

Tu sei di Lei
Sotto ogni aspetto, senza restrizioni, totalmente, fino a diventare un cavaliere senza alcuna riserva, totalmente.
Madre, Regina ecc. (origine, concetti imperfetti).
1) Figlio,
2) somiglianza, immagine,
3) (senza diritti) cosa e proprietà (amore).

L’Immacolata è nostra Madre, poiché:
1. È convinzione comune, sentimento dei fedeli.
2. Ce l’ha data Gesù.
3. È Madre del capo della Chiesa, Gesù; dunque anche delle membra.
4. È Madre della grazia divina, della grazia dello Spirito Santo, è Mediatrice delle grazie, è Madre della vita di grazia, della vita spirituale.
5. È Madre del Redentore, dunque anche dei redenti (Corredentrice).
6. È Madre dello stesso Creatore; dunque anche delle creature (angeli, uomini, ecc.).

Tu, fanciullo, dunque:
1. Amala quale Madre, con tutta la tua dedizione; Ella ti ama fino a sacrificare il Figlio di Dio; nell’annunciazione ti ha accolto di buon grado come figlio.
2. Ella ti renderà simile a Se stessa, ti renderà sempre più immacolato, ti nutrirà con il latte della Sua grazia. Làsciati soltanto guidare da Lei, làsciati plasmare sempre più liberamente da Lei. Vigila sulla purezza della tua coscienza, purificala nel Suo amore. Non scoraggiarti neppure dopo un peccato grave, anche se commesso più volte. Un atto di amore perfetto ti purificherà.
3. Cosa e proprietà. Ella faccia con te ciò che vuole, non si senta legata ad alcuna limitazione derivante dagli obblighi di una madre nei confronti del proprio figlio. Sìi cosa, proprietà di Lei, Ella si serva liberamente di te, disponga di te senza alcuna riserva per qualunque cosa Ella voglia.
Ella è la Proprietaria di te, la tua Signora e Regina assoluta. Il servo vende il proprio lavoro; tu, al contrario, offri in dono la fatica, la sofferenza, tutto te stesso.
SupplicaLa affinché non rispetti la tua libera volontà, ma agisca con te sempre liberamente secondo la Sua volontà.
Di Lei sìi figlio, servo, schiavo d’amore, sotto ogni aspetto e sotto qualunque denominazione formulata finora o che potrà essere escogitata in questo nostro tempo o in avvenire. In una parola: sìi di Lei .
Fino ad essere milite, affinché altri divengano sempre più proprietà di Lei, come te, e anche di più; e così facciano tutti coloro che vivono e vivranno sull’intero globo terrestre, e collaborino con Lei nella lotta contro il serpente.
Essere dell’Immacolata , per diventare sempre più puri, con la coscienza sempre più pura, immacolata, come Ella è di Gesù , fino a divenire madre e conquistatrice dei cuori a Lui.

Tu sei di Lei:
1. Làsciati condurre dall’Immacolata: tutto ciò che non dipende dalla tua volontà, sicuramente Ella lo permette per il tuo bene, anche se proviene dalla cattiva volontà altrui. E Lei che vuole che ti càpiti.
2. Rispondi ad una difficoltà: a) non rivolgendovi alcuna attenzione, qualora non ti sia di aiuto né di impedimento nel raggiungere lo scopo del tuo avvicinamento a Lei, dell’amore a Lei, a Gesù, al Padre; oppure b) servendoti di essa (andando dietro ad essa), qualora ti sia di aiuto; oppure c) combattendola, qualora ti sia di impedimento. Ella vuole che tu agisca così.
3. Nell’obbedienza religiosa la volontà di Lei – la volontà del Figlio e del Padre – è sicura; perciò essa è infinitamente sapiente, prudente, potente, buona, anche se non sei in grado di rendertene conto con la tua ragione, poiché la tua intelligenza è limitata e fallibile.
4. Mettendo in pratica la Sua volontà, tu dimostri un amore autentico a Lei, a Gesù e al Padre, ti fai santo.
5. Ciò che il Padre vuole, lo vuole anche il Figlio e lo Spirito, lo vogliono Gesù e l’Immacolata; la Loro volontà non è mai in contraddizione.
6. Nelle cose in cui né la necessità né l’obbedienza decidono, compòrtati come vuoi, cercando di far piacere a Lei. Ama e fa’ quel che vuoi, secondo il pensiero di s. Agostino.
7. Cerca di conservare pura la coscienza; sta’ attento a non cadere, ma qualora tu cadessi, non tardare a rialzarti.
8. Ella ti preserverà dalla caduta, se porrai la tua fiducia in Lei e non confiderai affatto in te stesso e da parte tua farai il possibile, con il Suo aiuto, per non cadere.
9. La causa di una caduta è la fiducia nelle proprie forze, mentre la verità è che noi, da noi stessi, siamo nulla e nulla siamo in grado di fare; senza di Lei, Mediatrice delle grazie, non ci si preserva dal cadere.
10. In caso di caduta, offriti subito a Lei insieme con l’intera faccenda della tua caduta e invoca il perdono: "Cara Mammina, perdonami e impetrami il perdono presso Gesù". Cerca di compiere l’azione successiva in modo da procurare il maggior piacere possibile a Lei e a Gesù e sìi certo che questo atto di amore annullerà completamente quella colpa. Nella prima confessione che farai accuserai questa caduta, tuttavia Ella, Gesù e il Padre non la ricordano più già da tempo.
11. Ama con tutto il tuo essere, con tutta la tua volontà e con tutto il tuo sentimento, ma se ti senti arido e non sei capace di suscitare sentimenti d’amore, non ti preoccupare, poiché ciò non appartiene all’essenza dell’amore. Se la tua volontà desidera soltanto compiere la volontà di Lei, sta’ pur tranquillo che ami veramente Lei, Gesù e il Padre.
12. Non dimenticare che la santità consiste non in azioni straordinarie, ma nel compiere bene i tuoi doveri verso Dio, verso te stesso e verso gli altri.
13. Nessuno, neppure lo stato di vita più santo, ti assicura la santificazione dell’anima, se trascurerai i doveri derivanti dal medesimo stato.
Cerca di scorgere nei tuoi doveri la volontà certa dell’Immacolata, l’adempimento della quale dimostra il tuo amore verso di Lei e, in Lei e attraverso Lei, verso Gesù e il Padre.
Perfino la preghiera, la penitenza e le opere, pur buone in se stesse, non Le sono gradite, se ti ostacolano nel buon compimento dei tuoi doveri. Proprio in essi, infatti, c’è la volontà di Lei.
14. Puoi utilizzare tranquillamente le espressioni: "desidero compiere la volontà dell’Immacolata", "sia fatta la volontà dell’Immacolata", "l’Immacolata ha disposto così", poiché Ella vuole ciò che Gesù vuole, mentre Gesù vuole ciò che il Padre vuole. La Sua volontà, dunque, non differisce dalla volontà del Figlio e del Padre. Anzi, richiamandoti senza alcuna riserva alla volontà di Lei, tu riconosci con ciò stesso, oltre ad amare la volontà di Dio, anche la verità che la volontà di Lei è talmente perfetta che non differisce in nulla dalla volontà di Dio e rendi gloria a Dio, Padre e Figlio, per aver creato una creatura così perfetta e per essersela preparata come Madre.

Tratto da: http://www.miliziaimmacolata.it/scritti.htm