(Radio Vaticana) E’ MORTO ”PADRE LARDO”

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IL 31 GENNAIO SCORSO E’ MORTO PADRE WERENFRIED VAN STRAATEN,
IL FONDATORE DI “AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE”, NOTO COME “PADRE LARDO”.

– Intervista con Attilio Tamburrini –

E’ deceduto questa mattina un grande uomo di Dio: padre Werenfried
Van Straaten. Aveva appena compiuto 90 anni, il 17 gennaio scorso.
C’è chi lo ha definito, “il più grande mendicante del XX secolo”.
Era noto con l’appellativo di “Padre Lardo” perché nell’immediato
dopoguerra raccolse quintali di lardo dalle massaie fiamminghe per
soccorrere i profughi tedeschi. Da quest’azione nacque, nel dicembre
1947 “Aiuto alla Chiesa che soffre”, una “multinazionale della
carità” per aiutare la Chiesa cattolica dovunque soffrisse per
mancanza di mezzi sotto le persecuzioni comuniste dell’Est Europeo o
a causa della miseria nel terzo mondo. Ascoltiamo la voce di padre
Lardo, registrata pochi giorni fa, in occasione del suo 90.mo
compleanno, intervistato da Paolo Ondarza.

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Dalla mia ormai lunga vita potrei dirvi di aver constatato quanto è
vero il Vangelo. Il Signore non mi ha mai piantato in asso, perché
mi ha sempre aiutato, mi ha dato sempre quello che gli chiedevo per
la Chiesa che soffre. Ecco da dove viene la mia sconfinata fiducia
in lui.
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Ed ecco come lo ricorda Attilio Tamburrini, Presidente di Aiuto alla
Chiesa che soffre Italia, ancora al microfono di Paolo Ondarza.

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R. – Il santo Padre, Giovanni Paolo II, in occasione dell’80.mo
compleanno di Padre Lardo, disse: “Infine mi rivolgo al caro padre
Werenfried per esprimergli la mia più profonda gratitudine. Chi
potrà valutare tutta la generosità suscitata in Occidente, ed anche
oltre, per i cristiani che soffrono? Tutto questo, noi lo sappiamo,
è scritto nel libro della vita. Il Signore stesso è la ricompensa
dei suoi discepoli”. Credo che questa frase sintetizzi bene la vita
di quest’uomo.

D. – Dopo la caduta del totalitarismo nell’est dell’Europa padre
Werenfried si è occupato anche di un’altra dimensione, cioè
l’impegno ecumenico per la riconciliazione tra la Chiesa cattolica e
quella ortodossa …

R. – Padre Werenfried quando inizia la primissima attività di
soccorso ai profughi tedeschi, comincia a raccogliere offerte in
alcuni Paesi vicini alla sua abbazia, l’abbazia di Tongerlo in
Belgio; Paesi che avevano particolarmente sofferto a causa
dell’occupazione tedesca. Quindi, lo scopo fondamentale era, oltre
quello dell’aiuto ovviamente, che l’aiuto giungesse da qualcuno che
era stato capace di perdonare. Allora si trattò di riconciliare i
popoli europei dopo la guerra civile europea. Oggi, soprattutto in
Russia, il tentativo consiste nella riconciliazione tra i cattolici
e gli ortodossi.

D. – Se si dovesse sintetizzare, qual è il significato della vita di
padre Werenfried?

R. – E’ un personaggio che è venuto fuori in un momento storico
particolarissimo, la fine della II Guerra Mondiale. Nel corso di
questo secolo drammatico, che è stato il `900, padre Werenfried ha
tenuta viva quella fiamma di collegamento tra la Chiesa, che non
subiva persecuzione, e la Chiesa sofferente e perseguitata. Ci ha
ricordato quella frase di Gesù: “I poveri li avete sempre con voi”.
Un tipo particolare di povero, in questo caso, perché privo della
libertà, della possibilità di manifestare la propria fede.

Radiovaticana, 31 gennaio 2003