(RV) Sgreccia:la legge sulla procreazione, il maggior bene possibile

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ACCESO DIBATTITO IN ITALIA DOPO L’APPROVAZIONE
DELLA LEGGE SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA

– Intervista con mons. Elio Sgreccia – In Italia, non accennano a placarsi gli echi
polemici accesi dall’approvazione ieri in Senato
della legge sulla fecondazione assistita
soprattutto all’interno dello schieramento
politico di centrosinistra.

La legge vieta il ricorso alla fecondazione
cosiddetta eterologa, cioè con gameti non
appartenenti ai genitori.
Possono ricorrere alle tecniche solo coppie di
maggiorenni di sesso diverso, coniugati o
conviventi in modo stabile, in età
potenzialmente fertile, entrambi viventi.
Proibiti i test genetici preventivi, la
sperimentazione su ciascun embrione umano, il
suo congelamento e la sua clonazione.
Dure sanzioni sono previste per i medici che
non rispettano questi divieti.

Una legge “cattolica”, come viene definita dai
suoi detrattori.
Ma è realmente così?
Ecco la replica del vescovo mons. Elio Sgreccia,
vicepresidente della Pontificia Accademia per
la Vita:

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R. – Questo credo che sia il primo equivoco da
chiarire: non è una legge che riflette la morale
cattolica, perché tutti sanno – ed è bene che
si ripeta – che per la visione cattolica della
vita e della procreazione, il figlio che
lecitamente viene concepito è quello che viene
concepito all’interno di un atto di amore
coniugale. Per cui, una legge che ammette un
concepimento in provetta non è mai considerata
lecita.


D. – Chi si è opposto alla legge afferma che
introduce discriminazioni, danni e condizionerebbe
la libertà della ricerca scientifica. Lei cosa
risponde?


R. – Rispondo che coloro che hanno promosso questa
legge, l’hanno portata avanti con insistenza e con
coraggio, cattolici e non cattolici: hanno operato
da cittadini che sono preoccupati dei danni che
possono venire non solo dal far-west che esisteva
fino a ieri, ma dalla procreazione artificiale
nelle sue varie tecnologie, che si moltiplicano
sempre di più.
Hanno cercato di ridurre il danno su punti
importanti: per esempio, quello di evitare il
congelamento degli embrioni: si evita un danno
enorme a un tipo di delitto, quello del
congelamento di esseri viventi, di creature umane,
che  – e non so se la gente ha avuto modo di
rifletterci in modo adeguato – è un inferno di
gelo che questo secolo, armato di tante
possibilità scientifiche, ha messo in atto per
un utilitarismo spietato, per fare di queste
creature delle vittime di sperimentazioni o
comunque destinate alla soppressione.
Ora, l’aver evitato questo fatto va a merito della
legge; come aver limitato le possibilità della
procreazione artificiale almeno all’interno della
famiglia, in modo che il figlio che nasce possa
riconoscere un padre e una madre.
Questo è un vantaggio molto importante per
l’educazione, per l’identità, per la crescita
psicologica e morale del figlio.
Quindi, non è uno scherzo, quello che si è ottenuto.
Con tutto ciò, non possiamo dire che la legge si
adegui alla morale cattolica o che sia perfetta in
tutti i suoi punti: hanno fatto quello che potevano!


RADIOVATICANA – RADIOGIORNALE
Anno XLVII  n. 346
Testo della Trasmissione di venerdì 12-12-2003