RATZINGER, La figlia di Sion. La devozione a Maria nella Chiesa

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JOSEPH RATZINGER, La figlia di Sion. La devozione a Maria nella Chiesa, Jaca Book, Milano, 1979, 2005 (2° ed.), p. 79, € 9.50

Recensire un libro di Joseph Ratzinger dedicato a Maria può senz’altro essere molto semplice: il tema trattato ed il prestigio dell’autore sono sufficienti per consigliare la lettura di questa breve opera. D’altro canto, pur con il rischio di non essere all’altezza, ci pare opportuno, proprio per invogliare alla lettura, fornire alcune indicazioni essenziali.
Questo libro, piccolo ma estremamente denso e ricco di contenuti, è il risultato di tre conferenze che Joseph Ratzinger tenne alla vigilia della sua nomina a Cardinale di Monaco sul tema della devozione a Maria all’interno della Chiesa. All’epoca, siamo nel bel mezzo degli anni ’70 – l’originale in lingua tedesca è infatti del 1977 – in una Chiesa attraversata in pieno dalla crisi che seguì il Concilio Vaticano II, la devozione mariana era attaccata da più parti, spesse volte anche all’interno della Chiesa stessa. E proprio in questo tormentato contesto, l’allora teologo Ratzinger, si preoccupa di mostrare ed esplicare come la devozione a Maria, fondata biblicamente e teologicamente, non solo può avere spazio nella fede cattolica, ma è fondamentale per la spiritualità dei cristiani. L’opera si dipana in due parti, che si completano ed integrano vicendevolmente. Nella prima parte l’autore effettua un analisi della Sacra Scrittura che vuole mostrare al lettore quale sia il “luogo biblico della mariologia”, ovvero come sia possibile, (e per un teologo doveroso) ritrovare il fondamento biblico del discorso teologico intorno a Maria. In questa prospettiva è particolarmente interessante la ricostruzione che l’Autore elabora. Infatti lo scopo, egregiamente realizzato, della prima parte dell’opera non è limitato alla ricerca ed al commento di testi isolati all’interno delle Scritture, quasi che i passi biblici dovessero usarsi come ingredienti in di una ricetta; piuttosto l’Autore si propone di mostrare come il fondamento della pietà e della teologia mariana siano da ravvisarsi nel fatto che nell’Antico Testamento esiste una “teologia della donna, profondamente ancorata ed essenziale”. L’Autore, attraverso l’esempio delle grandi figure di donne dell’Antico Testamento come Eva, Sara, Rachele, Anna, Ester e Giuditta, pone quindi l’attenzione come la figura femminile occupi un posto centrale e di primo piano all’interno della struttura della fede e della pietà veterotestamentarie.
La seconda parte è invece più propriamente teologica. Infatti è qua che l’Autore esamina da vicino, con la competenza, la chiarezza e la profondità teologica che gli sono propri, i principali dogmi mariani: la Verginità, l’Immacolata Concezione e l’Assunzione di Maria Santissima. Per ognuno di essi vengono esposti e chiariti sia i fondamenti scritturali che le implicazioni teologiche di queste proposizioni di fede. Al termine della lettura si ha una visione ampia e chiara delle questioni: i dogmi mariani, lungi dall’essere delle asserzioni a cui prestare adesione acritica, in effetti vanno ad inserirsi negli aspetti essenziali della fede cattolica. In essi traspare chiaramente lo stretto rapporto che intercorre, durante tutta la storia della salvezza, tra la Creazione e l’Alleanza, tra Dio Creatore e il suo Popolo; Maria è l’emblema, il paradigma, nel quale Dio si rivela nell’Amore verso la sua creatura, mediante la forza della Grazia.
È arduo tentare di tirare le fila di un ragionamento così profondo ed interessante. Non rimane allora che consigliare la lettura di questo libricino, proprio per approfondire grandemente e comprendere intimamente la grandezza e la ricchezza della figura di Maria per tutta la Chiesa e per noi tutti Suoi figli.

Aldo Pierluigi Benedetti