(PiùVoce.net) Dio, fondamento della razionalità della realtà

Fede e ragione

PiùVoce.net 11 Dicembre 2009
Grande adesione al convegno "Dio oggi" promosso dal Progetto culturale della Cei

LA FEDE SI FA CULTURA PROVE GENERALI A ROMA

“Che cosa crede colui che crede in Dio? Egli crede, dico io, in una fondamentale razionalità della realtà”. In tempi di crisi, non solo economica, fa bene ogni tanto ricordarselo. Ieri l’ha fatto il filosofo Robert Spaemann, professore emerito alla Ludwig – Maximilians Universität di Monaco di Baviera, parlando di “ragionevolezza della fede in Dio”, la relazione con cui ha aperto – insieme con il cardinale Camillo Ruini – l’evento internazionale “Dio Oggi” promosso dal Comitato per il progetto culturale della Cei.
Un passo coraggioso, quello compiuto dal Progetto culturale, verso il cuore della cultura contemporanea, per restituire cittadinanza al soggetto-Dio all’interno della società e della cultura. Non solo nella fede e nella filosofia, quindi, ma anche nella musica, nel cinema, nella letteratura, nell’arte e nelle scienze. Un evento che vuole esorcizzare le visioni puramente intimistiche ed esclusivamente private della religiosità e delle sue pratiche – da consumarsi solo all’ombra delle chiese – e che supera l’argomento dell’utilità sociale delle religioni con una proposta appassionante e totalizzante.
Secondo Speamann, parlare di “Dio buono” è sbagliato se non si parla anche di Dio onnipotente. “Il discorso sulla bontà di Dio, su Dio che è amore, smarrisce il suo punto sconvolgente, se passa sotto silenzio chi è colui di cui si dice che Egli è amore, se cioè passa sotto silenzio che Egli è la Potenza che guida la nostra esistenza e il mondo”.  Ed è proprio la fiducia nei confronti di questa “unità di potenza e di senso, di onnipotenza e di amore” quella che ci permette di credere anche contro le apparenze, nel Dio nascosto. Di una “fede nella potenza del bene, che ci consente di abbandonarci attivamente alla realtà” è ormai urgente tornare a impregnare la poesia, le scienze, l’arte.  
“Non ho mai visto questa sala così piena per parlare di Dio” ha detto stupito Andrea Riccardi davanti a una sala stracolma di persone alle 15.00 di un giovedì pomeriggio di dicembre.
Un evento che aiuta a ripensare non solo alla nostra fede ma anche a quell’inculturazione della fede cara a Giovanni Paolo II, il papa poeta e filosofo, secondo il quale “la fede, se non diventa cultura, resta incompleta”. Una sfida affascinante quanto ardua, ma che da ieri sarà un po’ più facile riportare a pieno diritto sulla scena pubblica.
 

Ilaria Nava