PROCESSO AL CODICE DA VINCI. Dal romanzo al film

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Andrea Tornielli, PROCESSO AL CODICE DA VINCI. Dal romanzo al film, Ed. Il Giornale, pp. 232, Euro 6,90. Dal 3 maggio in edicola con «Il Giornale» oppure rivolgendosi al servizio clienti, telefonando al numero 02/8566366

Il romanzo di Dan Brown ha venduto più di 40 milioni di copie e ora quella storia è stata trasformata in un film di successo
Davvero Gesù era sposato con la Maddalena?
La Chiesa ha tenuto nascosta un’inquietante verità per duemila anni?
Che valore hanno i vangeli gnostici?
Esiste una discendenza nascosta, che i templari e il Priorato di Sion hanno protetto a prezzo della vita?
C’è un inconfessabile segreto celato nei dipinti di Leonardo?
Sono stati realmente scoperti antichi documenti in grado di svelare il mistero del santo Graal?
Una guida indispensabile per scoprire che cosa c’è di vero (e soprattutto di falso) nel romanzo di Dan Brown. Date, nomi, fatti, circostanze, retroscena, documenti segreti, pergamene autentiche e falsi clamorosi, testimonianze inedite: per chi vuole vederci chiaro e andare fino in fondo al mistero che pretende di annullare due millenni di storia cristiana.

Il libro «Processo al Codice Da Vinci» prende in esame dettagliatamente i principali contenuti dell’omonimo romanzo di Dan Brown (che sono ora stati trasferiti nel kolossal in uscita nelle sale di tutto il mondo il 19 maggio) e si sofferma sulle accuse più pesanti che l’autore rivolge contro la Chiesa. Vengono analizzati anche i contenuti dei libri che hanno «ispirato» Brown, già pubblicati negli anni scorsi.

Una consistente premessa spiega le ragioni del libro: anche se molti ripetono che il romanzo di Dan Brown è «solo fiction», in realtà lo stesso autore e i suoi ispiratori sono convinti che si tratti di realtà storica e lo fanno trasparire in ogni capitolo, con un’opera puntuale di indottrinamento del lettore, portato a identificarsi con la protagonista femminile del romanzo, Sophie Neveu, che viene «iniziata» alla conoscenza del terribile mistero: Davvero la Chiesa delle origini era fondata sul principio femminile? Davvero la Maddalena era la sposa di Gesù? Davvero Cristo era un uomo come tutti gli altri che a poco a poco è stato «divinizzato» grazie al contributo dello spregiudicato e intraprendente imperatore Costantino? Davvero gli «innocui» vangeli canonici sono stati scelti sacrificando i più antichi e veritieri apocrifi gnostici per nascondere una tremenda verità in grado di scardinare i principi del cristianesimo? Davvero esiste o è esistita una discendenza di sangue che da Gesù porta fino ai giorni nostri? Davvero la Chiesa ha usato ogni mezzo – compresi gli omicidi – per tenere nascosto questo terribile segreto che avrebbe provato l’inconsistenza dei suoi stessi fondamenti? Davvero il Priorato di Sion ha custodito questo mistero? Davvero i quadri di Leonardo contengono un «codice» segreto in grado di provare tutto questo? Una serie infinita di domande che, pagina dopo pagina, il lettore è portato a farsi..

Nel capitolo primo viene fornita una dettagliata sintesi del romanzo: i lettori sono avvertiti che, nel caso non abbiano letto «Il Codice Da Vinci» e vogliono farlo, oppure non lo abbiano letto e vogliono vedere il film, debbono saltare queste pagine per non rovinarsi la sorpresa.

Il capitolo secondo, più breve, prende in esame il film che Ron Howard ha appena finito di girare: i retroscena di quanto è accaduto, quanto è costato, il fatto che grazie a un esborso di un milione di dollari la produzione abbia potuto usare come set il Museo del Louvre.

Il capitolo terzo analizza la prima grande accusa lanciata da Dan Brown e dai suoi ispiratori contro la Chiesa: egli infatti sostiene che Maria Maddalena fosse la moglie di Gesù e che abbia avuto dei figli da lui. Questa convinzione è tratta da un vangelo apocrifo gnostico piuttosto tardo. In maniera semplice e comprensibile a tutti, «Processo al Codice Da Vinci» spiega la grande differenza stilistica e storica dei vangeli canonici da quelli apocrifi e mostra come quell’unico passo sul quale Dan Brown si basa per la sua teoria sia in realtà un testo molto «corrotto» (con molti «buchi») e soprattutto abbia un significato ben di verso da quello che Brown vuole dargli. Questa dimostrazione viene presentata attraverso i pareri dei più noti e autorevoli studiosi di esegetica biblica, sia cattolici che protestanti. Viene anche smentita la tesi di Brown secondo la quale all’epoca di Gesù non esistevano maestri religiosi celibi: vengono citati molti inconfutabili casi, presentati dalle fonti dell’epoca.

Nel capitolo quarto si affronta un’altra tesi di Dan Brown, quella secondo la quale sarebbe stato l’imperatore Costantino a scegliere i vangeli canonici e a imporre al Concilio di Nicea di proclamare la divinità di Gesù, che fino a quel momento non era considerato Dio ma soltanto un uomo saggio. Queste accuse sono così assurde e antistoriche che per rispondere non occorre una laurea in teologia ma soltanto una buona enciclopedia. Vengono citati molti testi antichi, del I secolo dove Gesù è evidentemente dichiarato un essere divino.

Il capitolo quinto presenta l’altra grande leggenda che ha ispirato Dan Brown, vale a dire quella legata ai presunti «misteri» del paesino francese Rennes Le Chateau e ai documenti antichi che sarebbero stati scoperti al Louvre e che proverebbero l’esistenza di una discendenza nascosta risalente alla Maddalena. Viene dimostrato con testimonianze inconfutabili che quelle pergamente sono false e sono state fabbricate negli anni Sessanta quindi depositate alla Biblioteca Nazionale di Parigi dove sono state «scoperte» dai protagonisti di questa vicenda torbida. Viene prodotta la testimonianza del falsario che si lamenta di non essere stato pagato per il suo lavoro. All’origine di tutto c’è un personaggio strano, un antisemita che ha preteso di essere il discendente della dinastia dei re francesi Merovingi.

Nel capitolo sesto, grazie all’aiuto e alla testimonianza dei più grandi esperti della pittura di Leonardo vengono smontate le teorie di Dan Brown sui dipinti del grande autore rinascimentale. E si dimostra che molte delle «informazioni» presentate nel «Codice Da Vinci» sono in realtà false: basta guardare con attenzione i quadri.

Infine, nel capitolo settimo, vengono prese brevemente in considerazione le accuse rivolte da Dan Brown all’Opus Dei e si spiega che cos’è, in realtà, la Prelatura fondata da san Josemaría Escrivá.