Musulmani in piazza: La regia c’è

Islam
Musulmani in piazza
Don Righi:«La regia c’è»
Il noto esperto di questioni islamiche commenta il corteo di sabato scorso contro l’intervento di Israele nella Striscia di Gaza, concluso dai partecipanti con un atto di culto
 
DI STEFANO ANDRINI
A don Davide Righi, incaricato diocesano per i rapporti con l’Islam, abbiamo rivolto alcune domande su quanto accaduto sabato 3 gennaio in Piazza Maggiore dove, al termine di un corteo di protesta per l’intervento militare nella Striscia di Gaza, alcune centinaia di musulmani hanno pregato davanti alla basilica di San Petronio, bruciando anche una bandiera israeliana.
 
Don Righi, qual è il suo giudizio sulla vicenda?

Premetto che, anche se sono incaricato diocesano, parlo a titolo personale. La manifestazione tenutasi lo scorso 3 gennaio ha portato alla luce del sole diversi aspetti. Prima di tutto lo stretto legame del Centro islamico bolognese che ha promosso la manifestazione con i centri islamici delle altre città italiane affiliate all’Ucoii e di altri centri islamici europei. Ci si trovava di fronte a una regia europea delle manifestazioni.
 
Che cosa evidenzia la decisione di gran parte degli aderenti di concludere una manifestazione civile con un atto di culto?
 
Che la maggioranza dei musulmani europei, italiani e bolognesi non vogliono e non sanno distinguere – ripeto distinguere, non separare – il piano religioso da quello civile e non sono stati invitati a questo da chi li ha guidati, anzi, sono stati giustificati.
Questo significa che il presupposto teologico e ideologico soggiacente è che non ci deve e non ci debba essere assolutamente alcuna distinzione tra una manifestazione di solidarietà con chi sta morendo sotto le bombe e la questione della propria fede islamica. Non si riesce a vedere e a fare vedere la possibilità di una solidarietà che non abbia l’etichetta «islamica». C’è inoltre chi spinge a fare questa confusione. In questa logica, evidentemente, i morti musulmani hanno più valore dei morti non-musulmani. Per quelli non manifestano mai, soprattutto se sono vittime degli attacchi di chiara matrice islamica. Perpetuano cioè la tesi del complotto sionista anti-islamico e giustificano ogni atto violento commesso da musulmani come atto di difesa.
Quando poi qualche musulmano fa un gesto eclatante, o affermazioni che li mettono in difficoltà davanti all’opinione pubblica, si affrettano a dire che non li rappresenta perché «islam» vuol dire pace.
 
Come valuta la reazione della città?
 
La maggioranza dei bolognesi che non hanno reagito di fronte a quanto accadeva si fanno promotori di una laicità cieca e miope e altrettanto violenta perché è tirata in ballo solo quando si tratta di cattolici.
Così facendo stanno collaborando alla distruzione della città e di una convivenza civile fondata sul valore della laicità a favore di una comunità religiosa e di una convivenza basata su princìpi religiosi.
 
La diocesi bolognese guarda forse con preoccupazione a quanto è accaduto?
 
Io non sono la diocesi però prendo atto dell’accaduto e delle inqualificabili giustificazioni addotte dai responsabili islamici per fare credere che non era tutto premeditato, preghiera compresa. Una voluta mancanza di chiarezza che faremmo bene a ricordarci e una inqualificabile giustificazione che offende l’intelligenza dei bolognesi.
 
Un suo giudizio sul fatto che sono state bruciate bandiere di Israele e che su alcune di queste sia comparsa l’effige di una croce uncinata…
 
Riconoscono il diritto di Israele a esistere se ne bruciano la bandiera? Si pensa di promuovere il diritto a esistere di uno Stato palestinese se lo si nega a qualcun altro? Hanno manifestato contro la violenza israeliana ma hanno anch’essi espresso violenza con quel gesto. E hanno giustificato, comunità islamica e autorità civili, chi ha commesso quel gesto. Perché non hanno bruciato le bandiere pakistane dopo l’attacco dei terroristi provenienti dal Pakistan alla sinagoga indiana di Mumbay con l’uccisione di quella famiglia ebraica?
O le bandiere nigeriane dopo la distruzione di alcune chiese cristiane in Nigeria da parte dei musulmani? Siamo di fronte a una ideologia peggiore di quella della guerra del Vietnam: contro i morti provocati dagli Usa si manifestava, contro i morti provocati dall’Urss no. Alcuni morti venivano strumentalizzati e diventavano più importanti di altri. Qui è peggio perché tutto questo è giustificato in nome di Dio (Allah).
 
Tutto questo ritiene possa contribuire ad aprire un dialogo cogli islamici in città o no?
Se questa manifestazione è indice del loro senso civico, penso proprio di no, anzi, allontana la comunità islamica da una vera integrazione nella nostra città e alimenta una ideologia di «conquista». La prossima mossa sarà ancora più audace, vedrà… L’islam ha il senso del potere e ha le strategie per la conquista del potere.
 
In Piazza Maggiore c’erano anche esponenti di alcuni partiti politici (Rifondazione) e dei centri sociali. Teme che qualcuno possa aver cercato di cavalcare o pilotare la protesta anti Israele degli islamici bolognesi e la loro preghiera?
 
Non lo so, ma non mi meraviglierebbe: spero che dopo abbiano pregato con i musulmani: un po’ di religione per loro non fa mai male, soprattutto se non è cristiana e soprattutto cattolica.
 
Ancora una domanda: pensa che la Prefettura abbia fatto male a concedere piazza Maggiore per la manifestazione contro l’attacco a Gaza al termine della quale si è tenuta la preghiera?
 
No, la concedono a tante organizzazioni, politiche e religiose, e penso fosse giusto concederla anche a loro a patto che dichiarino espressamente ciò che faranno, cioè se la chiedono per manifestare o per fare atti religiosi. La piazza non è degli ebrei, né dei cristiani né dei musulmani: è di chi non si vergogna di essere bolognese e sa confrontarsi civilmente con tutti anche confuciani, indu e atei professi, senza sotterfugi. Piazza Maggiore è di chi sa rispettare la fede altrui e di chi sa piangere su tutti i morti, soprattutto su coloro che sono uccisi dalla violenza umana, da qualsiasi parte provenga.
Avvenire, Bologna7, 11-1-2009