Moschea Milano: ma non ci sono altre priorità?

Chiesa

 Divorzi. Aborti. Droga diffusa nelle scuole. Scristianizzazione della Diocesi. Abusi liturgici. Invasione islamica sempre più aggressiva e arrogante.
Ma la priorità è un'altra.

"Un luogo di culto agli islamici".
Intesa tra Sala e Scola per la costruzione della moschea

Faccia a faccia tra il neo sindaco e il cardinale di Milano.
"Il dialogo interreligioso sia portatore di integrazione vera".
E concordano sulla costruzione della moschea

– Sab, 25/06/2016

 

Asse tra Palazzo Marino e la Diocesi di Milano per garantire il diritto di culto a tutti i fedeli, dunque anche ai musulmani.

 

Il neo sindaco Giuseppe Sala e il cardinale Angelo Scola hanno concordato sulla necessità di lavorare per garantire alla comunità islamica la costruzione di una moschea nel capoluogo lombardo.

Questa mattina, durante la seconda uscita pubblica del neo sindaco, Sala è andato a trovare Scola alla curia milanese.
Sul tavolo l'emergenza casa, le periferie e la povertà.
Nel faccia a faccia non poteva mancare il nodo moschea.
"Ci siamo impegnati – ha detto Sala, parlando a fianco del cardinale di Milano – a lavorare insieme, ad aiutarci e sostenerci affinché il dialogo interreligioso sia portatore di integrazione vera".

I due hanno, infatti, concordato sul fatto che "un luogo di culto deve essere garantito a tutti, nel rispetto di regole chiare e nella trasparenza, per aver modo di controllare quel che avviene all'interno di questo centro di preghiera".
Come già promesso in campagna elettorale Sala vuole, infatti, premere l'acceleratore per dare il via libera alla costruzione della moschea a Milano.

Durante l'incontro in curia, Sala ha ringraziato il cardinale e la Chiesa cattolica per "tutto quello che hanno fatto per tenere le fila di questo dialogo fra le fedi e non farlo scemare".
Sindaco e arcivescovo sono, infatti, d'accordo sul fatto che "si presti attenzione e sostegno alle fasce più povere della popolazione nelle periferie, anche alle popolazioni immigrate".
"È necessaria – ha sottolineato Scola – una proposta che garantisca sicurezza e nello stesso tempo non rinunci all'accoglienza".

 

Da: Il Giornale.

Clicca su Leggi tutto per la fondamentalista islamica nella giunta del Comune di Milano.

da http://www.tempi.it/pd-milano-candidata-fratelli-musulmani#.V297zjV-ZLg

C’è o non c’è nel Pd di Milano una candidata che «aderisce ai Fratelli Musulmani»?

 

Com’era prevedibile, nel Partito democratico milanese è scoppiato il caso islamico. Già la settimana scorsa il Giornale, spulciando tra gli annunci di candidature nella lista del Pd alle elezioni amministrative del prossimo 5 giugno, aveva fatto notare la curiosa possibile presenza contemporanea fra i dem di due donne divenute “icone” di due visioni diametralmente opposte della religione di Maometto: Sumaya Abdel Qader e Maryan Ismail. Ora che i due nomi sono stati confermati ufficialmente dal Pd, la contraddizione ha iniziato a produrre scintille.

SCONTRO SULLA MOSCHEA. Che queste donne appartengano a due comunità musulmane assai diverse fra loro, è emerso chiaramente riguardo al tema della famosa moschea di Milano. Maryan Ismail, 56 anni, antropologa, cittadina italiana e somala, è esponente dell’islam sufi, una delle espressioni più moderate. Suo fratello Yusuf Mohamed, ambasciatore somalo all’Onu di Ginevra è stato assassinato il 27 marzo dell’anno scorso dai terroristi di Al Shabaab, e lei si è sempre battuta contro il fondamentalismo islamico. Come abbiamo spiegato ampiamente in un articolo pubblicato a settembre, da dirigente del Pd Maryan è rimasta molto delusa dal pasticcio provocato dalla giunta Pisapia con la decisione di assegnare il progetto per la costruzione della prima moschea “ufficiale” della città attraverso un bando. Alla fine, proprio pochi giorni fa, la controversa procedura è stata di fatto congelata, ma all’epoca Maryan non si è fatta problemi a criticare le scelte dell’assessore Pierfrancesco Majorino, meritandosi per altro i rimproveri del segretario cittadino del partito, Pietro Bussolati.

L’EGEMONIA DEL CAIM. Perché Maryan era così contraria al bando di Majorino? Lo ha spiegato lei stessa in una intervista: «Perché avevamo spinto sul fatto che la moschea fosse trasparente, sulla parità di genere, sulla separazione fra politica e religione, sul no a una lettura ortodossa che mortifica la ricchezza del mondo musulmano. Invece viene sempre rappresentato l’islam arabo, che ha l’egemonia, e questo non va bene». Insomma, l’antropologa musulmana ce l’aveva con il Caim, il Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano, che in quei mesi sembrava destinato a farla da padrone nelle aree messe in palio dal Comune per i luoghi di culto (vedi anche, riguardo al Caim, le dure accuse del consigliere milanese di opposizione Matteo Forte). Il problema è che adesso non solo Majorino è il capolista della lista in cui compare anche il nome della signora Ismail, ma soprattutto nella stessa lista è candidata anche Sumaya Abdel Qader, 37 anni, sociologa di origini giordano-palestinesi, responsabile dell’area culturale del Caim.

IL METODO FIOE. Ieri il Foglio con un articolo di Cristina Giudici ha messo chiaramente in risalto questo contrasto tra «due versioni del mondo islamico» entrambe candidate dal Pd meneghino. In particolare, riguardo a Sumaya – che si è costruita una certa fama grazie all’impegno contro la violenza sulle donne e grazie al suo libro Porto il velo, adoro i Queen –, il Foglio riporta questa dichiarazione di Valentina Colombo, arabista e studiosa del mondo arabo e dei Fratelli Musulmani: «L’unico incarico che Sumaya Abdel Qader evita sempre di indicare è quello più prestigioso: responsabile del dipartimento giovani e studenti della Fioe (Federation of islamic organizations in Europe) che è la principale espressione dei Fratelli Musulmani in Europa, come ha dichiarato Ibrahim Munir la viceguida suprema dei Fratelli Musulmani nel 2014 in un’intervista a un quotidiano egiziano in cui ha detto: il nostro metodo in Europa è rappresentato da una struttura indipendente, che si chiama Fioe».

UNA «REALTÀ COMPLESSA». Oggi quasi tutti i quotidiani si occupano del caso Sumaya Abdel Qader, anche perché il candidato del centrodestra Stefano Parisi sempre ieri ha detto: «Leggo sui giornali che c’è una candidata che aderisce ai Fratelli Musulmani, fra i candidati Pd. I Fratelli Musulmani sono molto rischiosi». È soprattutto il Giorno ad approfondire il tema. Nell’edizione milanese il quotidiano propone una intervista alla stessa esponente del Caim in cui tutte le accuse vengono negate. «Non mi riconosco nei Fratelli Musulmani», dice Sumaya, e «non mi risulta» che nel Caim ci siano persone vicine alla Fratellanza. La donna conferma di aver fatto parte della Fioe ma spiega che la Fioe «non fa parte dei Fratelli Musulmani in nessun modo». Idem per la Femyso (Forum of European Muslim Youth and Students Organization). Quanto al partito del deposto presidente egiziano Morsi, Sumaya la pensa così: «È una realtà molto complessa che sto studiando da sociologa. Un giudizio? Si sono affrettati a gestire la loro prima vittoria che poi gli si è ritorta contro».

«PUÒ ESSERE RICONDOTTA». Nell’edizione nazionale, invece, il Giorno fa parlare in un articolo Massimo Campanini, professore di Storia dei Paesi islamici all’Università di Trento, che conosce personalmente Somaya «da trent’anni» (è stata sua allieva) e dice: «Può essere ricondotta all’orizzonte dei Fratelli Musulmani, ma non è persona di cui non ci si possa fidare». Mentre la citata Fioe «non è certamente un’associazione completamente diversa dai Fratelli Musulmani, gravitava in quell’universo, ma è un’organizzazione che si è trasformata molto nel corso degli anni». Nello stesso articolo interviene di nuovo Valentina Colombo, che pur sottolineando la differenza tra la linea adottata dal movimento islamico in Europa e quella seguita in Egitto («Quando parliamo di Fratelli Musulmani in Europa non parliamo dei Fratelli Musulmani così come sono in Egitto, la cui storia è legata al terrorismo»), ribadisce: «Quello di Somaya è un attivismo in una Fratellanza Musulmana 2.0. Il Fioe è l’istituzione che in Europa rappresenta e raccoglie le organizzazioni che sono legate all’ideologia della Fratellanza Musulmana. La prova di quello che dico sta nel fatto che ogni comunicato della Fioe compare regolarmente nella “Lettera dei Fratelli Musulmani”, pubblicata in arabo ogni venerdì a Londra. La Femyso è la corrispondente giovanile della Fioe».