(Misna) Arcivescovo condanna recenti atrocità ribelli islamici

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La Chiesa esige spiegazioni dai guerriglieri del Milf (Fronte di
liberazione islamico Moro), attivi nel sud delle Filippine, per
un recente attacco contro le truppe governative che ha provocato
diversi morti tra i civili.
Il presidente della Conferenza episcopale delle Filippine (Cbcp)
e arcivescovo di Cotabato, monsignor Orlando Quevedo, ha diffuso
un messaggio via Internet, indirizzato ai ribelli del principale
gruppo armato del Paese, sostenendo che
“le azioni del Milf contro la popolazione civile diventano ancora
più esecrabili quando sono giustificate dai suoi portavoce come
‘danni collaterali’ o parte di una strategia difensiva”. Il riferimento è a un episodio avvenuto la scorsa settimana,
quando 150 armati del Milf hanno fatto il loro ingresso nella
cittadina di Maigo (Lanao del Norte) e attaccato un distaccamento
di polizia, uccidendo 13 civili e ferendone cinque.
L’aggressione era stata motivata dal portavoce del Milf, Eid
Kabalu, come “parte di un’azione di rappresaglia nei confronti
delle forze armate che ci avevano attaccato a Buliok”.

Spiegazioni per il grave atto di violenza sono state richieste
ai guerriglieri anche dalla ‘Civil Society Organization Forum
for Peace’, organismo della società civile per la pace, composto
da organizzazioni non governative (ong) e istituzioni religiose.
Il gruppo ha inoltre condannato il modo “irresponsabile” in cui
i media hanno descritto gli scontri, contribuendo a fomentarli
piuttosto che a spegnerli.
In conseguenza delle violenze, circa 2.100 persone sono state
evacuate da Maigo e ospitate temporaneamente in località vicine.
È dal febbraio scorso che è riemersa con prepotenza la mai
sopita tensione tra governativi e Milf nei territori meridionali,
dove esiste una significativa presenza musulmana.

(C) Misna, PHILIPPINES 30/4/2003 10:53

4-5-2003. Guerriglieri islamici hanno attaccato una cittadina del
sud delle Filippine all’alba di oggi. Gli scontri con l’esercito
hanno provocato 22 morti tra cui 8 civili. I ribelli sono riusciti
a fuggire assieme a degli ostaggi

ZAMBOANGA. Guerriglieri del Fronte di liberazione islamico Moro
(Fmli) hanno attaccato all’alba il centro abitato Siocon, nella
provincia filippina di Zamboanga. L’azione dei guerriglieri, una
settantina circa, era diretta contro obiettivi militari e civili
ed ha provocato la risposta delle truppe del governo.
Lo scontro a fuoco ha causato la morte di 22 persone ed il
ferimento di un’altra ventina.
Dopo l’operazione militare, i guerriglieri sono fuggiti assieme ad
alcuni ostaggi, forse una ventina.
Durante la ritirata verso le montagne, alcuni dei prigionieri sono
stati liberati.
Non si conosce però il numero delle persone ancora in mano ai
ribelli.
Tra le 22 vittime, otto erano civili, sei poliziotti locali, due
soldati e sei guerriglieri del Fronte.
In queste ore è in corso un rastrellamento da parte dell’esercito
per trovare le tracce dei fuggitivi e liberare gli ostaggi.
Il portavoce del Fronte ha intanto rivendicato l’attacco, ma ha
negato che siano stati colpiti obiettivi civili.
Il Fronte è il maggiore gruppo di guerriglieri che combattono per
la creazione di uno Stato islamico nel sud delle Filippine. (M.A.)

(C) RADIO VATICANA – Radiogiornale / CHIESA E SOCIETA’, 4 maggio 2003