(MISNA) I hmong e la persecuzione comunista in Laos

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LAOS  11/6/2003 12:16

RSF: ARRESTATI GIORNALISTI EUROPEI DOPO REPORTAGE SU MINORANZA ETNICA

Due giornalisti europei sono in arresto da una settimana in Laos dopo aver effettuato un reportage sulla minoranza etnica hmong, da decenni in rivolta contro il governo centrale. La notizia è stata diffusa da ‘Reporter senza frontiere’ (Rsf), spiegando che si tratta di Thierry Falise, reporter belga e collaboratore del settimanale francese ‘L’Express’, e Vincent Reynaud, cameraman free-lance francese.

&nbsp;<FONT face=”Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif” size=3>Gli operatori dei media sono stati tratti in arresto da esponenti delle forze di sicurezza nei pressi della località di Muang Soi, a nordest della capitale, Vientiane. I due, che erano in compagnia di tre o quattro laotiani, sono stati reclusi in un primo momento a Phonsavanh, per poi essere trasferiti il 7 giugno scorso a Vientiane. Le autorità del Paese asiatico hanno ammesso l’arresto, ma senza rilasciare alcun commento ufficiale. La moglie di Falise si è recata nella capitale, ma non le è stato consentito di incontrare il marito. Gli hmong combattono contro l’esecutivo comunista da quando si insediò al comando del Paese, nel 1975. Le tribù hmong-Mien, che vivono in montagna e sono spesso vittime di abusi da parte delle autorità, praticano l’animismo e il culto degli antenati, mentre circa il 60 per cento della popolazione del Laos (in prevalenza i lao bassi e alcune tribù thai) professa il buddhismo theravada. Una piccola minoranza di laotiani (1,8 per cento) è di fede cristiana.<BR>[<STRONG>LM</STRONG>]</FONT>