(La Stampa) A proposito dei fatti ”satanici”di Pescara

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“La Stampa”, 16 ottobre 2002

«Introvigne: “Il demonio è soltanto un alibi”»

Satanisti feroci, violentatori di bambini, cannibali e anche vampiri. Un antro degli orrori quello svelato dall’indagine della polizia di Pescara. Ma non è il satanismo il fine ultimo di tanta brutalità, secondo lo studioso Massimo Introvigne (sociologo delle religioni fra i massimi esperti mondiali di sette sataniche), in realtà si tratta più probabilmente di pedofili che usano le messe nere per spaventare e usare le loro piccole vittime.

Perché ne è tanto sicuro?

“Il legame tra questi pseudo satanisti e Anton Szandor LaVey è dubbio. Quella americana era una setta il cui capo, LaVey appunto, si è ben guardato dal violare le leggi, professava il sesso libero e le altre cose contro la morale, ma non contro la legge. Dopo la sua morte, la setta è caduta in pezzi per una causa legale tra la compagna e le figlie.Ora funziona solo a New York come una specie di Postalmarket del satanismo; si inviano cento dollari e loro ti mandano una specie di diploma della Chiesa di Satana. LaVey era un grande imprenditore di se stesso, ma non passava neppure col rosso, non è mai stato accusato di reati, addirittura consulente in indagini su altre sette sataniche”.

Quale ipotesi fare allora per la setta di Pescara? Sono solo pedofili con una perversione satanista?

“Sono due le ipotesi: di satanisti che con delitti atroci vogliono ‘far piacere a Satana’ e di pedofili che con i riti delle messe nere vogliono spaventare i bambini anche nell’eventualità di un processo – le piccole vittime così sono più confuse. Da anni collaboro con l’FBI americana ed esistono casi rari di veri satanisti che violentano bambini o commettono altre atrocità, come il cannibalismo, finora ne sono stati accertati due o tre nel mondo. L’altra ipotesi invece è più frequente: gruppi che non credono nel diavolo, ma che si uniscono per ragioni di perversione sessuale, con atteggiamenti più teatrali, che possono intimidire le vittime: ‘Se parli ti prende il diavolo’. Con questo tocco grottesco hanno scoperto di poter confondere le testimonianze dei minori in sede processuale”

Quanto sono diffuse le sette sataniche, o quali gruppi sono attivi in Italia?

“Si devono distinguere due fenomeni: satanismo degli adulti e dei ragazzi. I primi credono nel diavolo, sono quelli che pubblicano libri e giornalini. In Italia i membri di questi gruppi erano 500 negli anni ’80, adesso sono meno di 200, sono poco pericolosi, età media alta, e rendendosi pubblici sono discretamente sorvegliati dalle forze dell’ordine. Nel secondo caso, invece, sono branchi selvaggi di un “satanismo casereccio”, costruito sui film e sui fumetti di cattiva qualità e spesso pornografici. Non hanno neppure quella parvenza di dignità culturale del satanismo e non hanno sedi, quindi poco controllabili. In Italia, casi veri di sacrifici a Satana non ci sono stati a parte le ragazze di Chiavenna, ma erano solo loro tre che attraverso Internet si erano fatte una loro idea del satanismo e volevano sacrificare la suora al diavolo”.

Proprio Internet spesso finisce sotto accusa per il diffondersi del satanismo…

“E’ un discorso complesso, Internet costa poco, si dà vita a un sito con poche centinaia di euro. Il gruppo di teologia satanica è strutturato, mentre quelli che a volte finiscono su Internet sembra che abbiano saccheggiato il reparto di ‘sette sataniche’ di un supermercato del libro. Si ritorna al discorso di prima: si tratta di persone che per giustificare i loro atti di perversione sessuale usano il satanismo”.