La Massoneria

In libreria

MASSIMO INTROVIGNE, La Massoneria, Elle Di Ci, Leumann (Torino) 1998, pp. 64, € 3,10
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Oggi della massoneria si parla nelle cronache politiche e giudiziarie, ma non sempre è chiaro di cosa esattamente sia stia discutendo.
Getta luce sul complesso argomento il volumetto di Massimo Introvigne, Direttore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) e già curatore del testo interdisciplinare Massoneria e Religioni (Elle Di Ci, Leumann, [Torino] 1994).
Si tratta del settimo volume della collana di studi scientifici "Religioni e Movimenti".
Come recita il manifesto programmatico della stessa, essa "…intende offrire un primo sguardo su problemi, correnti, denominazioni e movimenti religiosi, descrivendone sommariamente le origini, la storia e gli aspetti dottrinali, al di là e prima di qualunque giudizio di valore".

Nell’"Introduzione", l’autore inquadra e descrive la realtà massonica come una risposta di carattere relativista al pluralismo dottrinale del mondo moderno.
Poi, passa ad esaminare (nel primo capitolo, "La storia") la complessa questione delle origini, che, secondo la storica inglese Frances Yates, rappresentano uno dei problemi più discussi e discutibili in tutto il contesto della ricerca storica.
La massoneria moderna, "figlia primogenita dell’intellettualismo settecentesco" (p. 8), nasce sotto due spinte contrastanti: da una parte l’auspicio del razionalismo, dall’altra l’anelito preromantico al mistero che affonda le sue radici nella tradizione esoterica. Le origini storiche, ovviamente, sono da tenere distinte rispetto le leggende sorte all’interno della stessa massoneria.
Convenzionalmente, la data di nascita della moderna massoneria è fissata nel 1717, anno in cui le quattro logge londinesi si riuniscono nella Gran Loggia di Londra.
Nel 1723 la massoneria riceve le sue "Costituzioni" dal pastore presbiteriano James Anderson. Le radici si trovano nelle antiche corporazioni dei freemason, cioè dei liberi muratori e architetti (da qui derivano i gradi massonici di apprendista, compagno e maestro).
Queste, a partire dal 1600, vengono infiltrate da persone che non hanno relazioni con la professione, ma si interessano di esoterismo e ricercano i mitici Rosacroce, che oggi si sa con certezza non essere mai esistiti, ma che sarebbero stati i detentori di un sapere segreto che avrebbe consentito di accedere all’unità profonda di tutte le religioni.

Attualmente la massoneria si presenta come un complesso puzzle descritto nel secondo capitolo ("Sistemi, obbedienze e riti").
Le obbedienze sono "…federazioni amministrative di logge o di gruppi nazionali di logge" (p. 33), i riti, invece, "…. sono sistemi di gradi massonici, di cui prescrivono non solo le cerimonie, ma anche le caratteristiche" (ibid.).
Dunque, all’interno della stessa obbedienza possono convivere più riti e uno stesso rito può essere presente in più obbedienze.
L’autore distingue varie obbedienze ed elenca i riti più diffusi, fra cui il Rito Scozzese Antico e Accettato, in 33 gradi, da cui deriva l’abitudine di considerare i massoni più elevati in grado come dotati della qualifica di "33°".

Le organizzazioni parallele vengono distinte in "para-massoniche", "simil-massoniche" e "pseudo-massoniche".
Le prime non fanno parte della massoneria, ma ammettono al loro interno esclusivamente massoni; le seconde sono sorte ad imitazione e in concorrenza con la massoneria, spesso rivolgendosi a classi sociali più basse; infine, le organizzazioni "pseudo-massoniche", seppure utilizzano nel loro nome il termine massoneria, sono considerate al di fuori del mondo massonico dalla maggior parte degli organismi ufficiali.

L’ultimo capitolo del volume ("Dottrine e controversie") affronta la questione della dottrina massonica, mettendo ben in luce il fatto che la massoneria non ha una dottrina, ma un metodo di tipo relativista, il quale consiste nell’affrontare i problemi con la discussione comune e nel risolverli secondo quanto sembra giusto alla maggioranza dei "fratelli".
Tutto può essere messo in discussione, tranne il metodo stesso.
Se qualcuno proponesse l’unicità di una verità, di una religione o di una via si porrebbe automaticamente fuori dal metodo massonico, il quale, dato il suo valore estremamente relativizzante, è espressamente incompatibile con la fede cattolica, così come hanno sottolineato i Documenti magisteriali, fra cui l’ultimo in ordine cronologico è la Dichiarazione sulla massoneria della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1983.

Conformemente alle intenzioni della collana, il volumetto – seppure accenna in ultima battuta ai pronunciamenti del Magistero cattolico sulla massoneria – non si prefigge di dare un giudizio di valore, ma vuole essere uno strumento che favorisca la prima conoscenza di una realtà in sé estremamente complessa.
E’ pur vero, però, che la conoscenza è condizione indispensabile e preliminare per qualunque giudizio, per cui l’opera di Introvigne si presenta decisamente come un ottimo strumento nelle mani di chi, preoccupato per l’integrità della fede della Chiesa e conformemente alle posizioni espresse dal Magistero cattolico, esclude con il relativismo ogni possibilità di "doppia appartenenza" e si prodiga in quella "lotta" per la Verità di Cristo che trova nella massoneria – ed in particolare nel suo metodo relativista – un ostacolo consistente, ma non insormontabile.

Andrea Menegotto