L’ISOLA DEL DESTINO,storie miti e personaggi dell’Irlanda medievale

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Paolo Gulisano, L’ISOLA DEL DESTINO,storie miti e personaggi dell’Irlanda medievale,Editrice Ancora, Milano, 2004, pp. 200,€ 14

Questo libro attraversa mille anni di storia dell’Irlanda, un’isola posta in una posizione marginale rispetto al grande continente europeo, oggi uno degli Stati più piccoli dell’Unione, ma che, a dispetto delle sue dimensioni, può sicuramente essere considerato tra i grandi Paesi che hanno fatto la storia d’Europa.
All’edificazione dell’Europa infatti l’Irlanda diede un contributo tanto straordinario quanto oggi poco ricordato, e allo stesso tempo, durante un periodo di circa mille anni, quello che l’autore definisce il lungo Medioevo irlandese, ebbe modo di sviluppare una cultura e una civiltà originali, assolutamente diversi da quelli del continente.
Il libro nasce dal desiderio di offrire a tutti coloro che si interessano dell’Irlanda, una terra antica, affascinante, diventata negli ultimi anni oggetto di sogno e di desiderio per i tanti che la visitano o si accostano alla cultura o alle sue vicende storiche, un quadro di insieme della sua storia e della sua identità. La nuova Irlanda dell’attuale vertiginosa crescita economica (la cosiddetta “tigre celtica”) sembra avviarsi all’omologazione nei gusti e nei comportamenti col resto del mondo occidentale, rischiando di trasformarsi perdendo la sua anima autentica.
Contro questo rischio un rimedio è quello della memoria: una memoria storica che rifugga dagli stereotipi, dalla retorica, così come dalle semplificazioni e dalle mistificazioni, rivelandoci invece il quadro composito e allo stesso tempo nitido dell’identità irlandese, in una prospettiva che parte da lontano, sia dal punto di vista storico, che geografico, come nel caso dell’autore di questo libro che appartiene ad altre terre d’Europa.
Solitamente sul Continente si guarda alle vicende storiche irlandesi privilegiando gli ultimi secoli, se non addirittura limitandosi agli eventi del ‘900: la lotta contro il potente vicino inglese e le sue ambizioni di dominio. La storia di questo paese vale invece la pena di essere raccontata, conosciuta e amata, partendo dagli inizi, da quando cioè uscì dalle nebbie indistinte della leggenda, transitando dal passato mitico al passato storico di una civiltà che si affacciò sulla storia europea a partire dal V secolo, quando il continente vide crollare il secolare Impero Romano. E’ nel lungo periodo del suo Medioevo che l’Irlanda prese forma, trasse linfa vitale dal suo passato mitico e fondandosi sull’avvenimento più importante della sua storia, la venuta del Cristianesimo attraverso l’annuncio e la predicazione di San Patrizio, si protese verso il suo destino, verso il continente europeo.
L’Irlanda infatti non visse il suo Medioevo in uno splendido isolamento insulare, ma contribuì con gli uomini che inviava sul continente -monaci, santi, cavalieri, studiosi- a forgiare l’Europa.
Questo Paese che non aveva mai conosciuto la sottomissione allo straniero, si consegnò spontaneamente alla verità portata da un profeta disarmato, un uomo che era stato schiavo, fino a costruire una civiltà di scuole e monasteri, fino a dare all’intera Europa evangelizzatori e santi, fino a dare i suoi figli come martiri.
L’autore di questo libro ci racconta la nascita e l’evoluzione di questa civiltà, partendo dalla descrizione dell’antica società celtica, per poi illustrarci- attingendo alle fonti storiche e quelle agiografiche- l’avvenimento straordinario dell’Evangelizzazione.
Oltre ai fatti storici, ci viene descritta con accuratezza ma anche con passione la realtà di uomini e donne che fecero l’Irlanda: Patrick, Brigid, Columba, i mistici gaeli, i monaci di Iona, Kells, Bangor, con le loro regole dure ed esigenti, una civiltà di monasteri, scuole, che diedero vita all’Età dell’oro dell’Irlanda medievale, faro di fede e di cultura. Il libro non è una storia ecclesiastica dell’Irlanda, poiché prende in considerazione tutte le vicende, anche quelle civili, descrivendoci la lunga lotta conto gli invasori vichinghi e l’epopea del grande re Brian Boru e le complesse lotte politiche tra i vari clan, ma sarebbe difficile, se non impossibile, prendere in considerazione la storia e la cultura di quest’isola prescindendo dall’importanza del sentimento religioso.
In Irlanda più che altrove sembra essersi sviluppato, fin dalla più remota antichità, un vivissimo senso del Sacro, un sentimento religioso serio e partecipe. Così l’arte irlandese medievale, quella delle miniature così come quella dei poeti o quella che edificò le grandi croci in pietra, trasse vita da questo senso religioso mirabilmente espresso.
L’autore passa poi a descriverci il contributo dell’Irlanda all’edificazione dell’Europa, attraverso i suoi missionari, che dalla Francia alla Germania fino all’Austria e all’Italia lasciarono un segno profondo in tutto il Medioevo: nomi noti come San Colombano, e altri meno celebri; ai santi missionari si vanno ad aggiungere gli studiosi presenti alla corte di Carlo Magno, che influenzarono con le loro idee la nascita del Sacro Romano Impero.
L’autore non trascura di soffermarsi anche sui grandi movimenti di riforma interna che animarono l’Irlanda, da quello dei Céli Dé a San Malachia, che nel corso del XII secolo introdusse in Irlanda nuove forme di monachesimo come quello cistercense.
Infine il lungo Medioevo irlandese va a concludersi con avvenimenti epocali che determineranno il destino dell’isola per i secoli a venire: l’invasione anglo-normanna del 1169, che evolverà attraverso una presenza coloniale (che vedrà la promulgazione degli odiosi Statuti di Kilkenny, primo esempio storico di discriminazione etnica di una popolazione conquistata) destinata a culminare con Enrico VIII che si proclamerà re d’Irlanda e capo della sua Chiesa.
Ciò rappresentò il tramonto della civiltà gaelica, la fine del medioevo irlandese e l’inizio di un lungo periodo di sofferenza e di martirio.
Qui termina il libro di Paolo Gulisano, che con un linguaggio narrativo e non riservato agli specialisti accademici accompagna il lettore alla scoperta delle radici e della identità dell’Irlanda antica, quella di un piccolo popolo, una piccola nazione che ha dato un contributo straordinario alla storia dell’Europa e della Chiesa.

Prefazione a “L’Isola del destino” di Paolo Gulisano
di + SEÁN BRADY
Arcivescovo di Armagh, Primate di tutta l’Irlanda

Mentre dal punto di vista geografico l’Irlanda può essere considerata al margine dell’Europa, dal punto di vista spirituale, da quando il cristianesimo è stato portato agli irlandesi, l’Irlanda è stata unita al cuore della Chiesa.
Quest’opera traccia le origini del cristianesimo in Irlanda e il contributo degli irlandesi, modesto ma significativo, allo sviluppo della fede e della cultura in Europa in più di mille anni.In pochissimi anni molte cose sono cambiate nell’Irlanda moderna.

Sono stati fatti passi da gigante socialmente, tecnologicamente ed economicamente.
Il progresso però, come sempre, ha un prezzo.
L’eredità del ricco passato spirituale e culturale, che è stato di grande vantaggio per così lungo tempo agli irlandesi, rischia di essere sottovalutato e trascurato.

Per secoli, gli irlandesi si sono tenacemente aggrappati alla loro fede, a dispetto di tante avversità.
Ciò ha dato un’impronta caratteristica all’Irlanda e anche a quei moltissimi luoghi nel mondo in cui da centinaia d’anni innumerevoli irlandesi si sono trasferiti.

Questo libro è un utile strumento per coloro che hanno familiarità con la storia dell’eredità cristiana d’Irlanda e anche un’ottima introduzione per quelli che sono ignari dell’eccezionale contributo spirituale e culturale degli irlandesi in Europa, in modo particolare durante l’”Età d’oro” irlandese quando era conosciuta come l’Isola dei “santi e degli studiosi”.

Quest’opera traccia lo sviluppo della fede cristiana in Irlanda dalla sua introduzione al tempo di san Patrizio e segue il viaggio rischioso attraverso i secoli di quella fede, che ha dato origine a eccezionali istituzioni e iniziative, storie di eroismo spirituale e devozione altruistica, che hanno lasciato il segno fino ad oggi.

San Patrizio è conosciuto in tutto il mondo come il Patrono dell’Irlanda, a motivo della devozione che il popolo irlandese ha per la memoria delle origini della sua fede. Il mio desiderio è che gli irlandesi possano sempre seguire il loro destino di vivere quella fede che Patrizio ci ha trasmesso.
La loro voce lo ha chiamato, possa la sua voce chiamare loro ora e sempre.

Voglio congratularmi con Paolo Gulisano per aver offerto questo contributo, utile e accessibile, a coloro che desiderano allargare le proprie conoscenze sulle origini e sullo sviluppo della fede, della storia e della cultura irlandesi. L’Irlanda nel 2004 avrà la Presidenza dell’Unione Europea e io spero che questo libro aiuterà molte persone ad apprezzare la lunga tradizione del coinvolgimento degli irlandesi in tutti gli avvenimenti europei.

Festa dell’Immacolata Concezione, 2003
Ara Coeli
Armagh
+ SEÁN BRADY
Arcivescovo di Armagh
Primate di tutta l’Irlanda