(Korazym.org) Un martire cattolico di 18 anni in Pakistan

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Mentre si continuano a fare i conti con le azioni ignobili
compiute dai soldati americani in Iraq, dal Pakistan
arrivano notizie terribili sulla tortura usata a scopi
religiosi. Un giovane cattolico di 18 anni, l’ultima vittima.   
Non esistono né vittime né carnefici di serie A e di serie B.

Attirati dagli scandali di questi giorni, tuttavia, si
rischia di perdere di vista alcuni episodi che fanno
riflettere.

La notizia lanciata dall’agenzia Asianews arriva da Lahore,
in Pakistan, e riguarda la morte di un ragazzo cattolico,
torturato a morte da un gruppo di rapitori che cercavano di
convertirlo all’islam.

Un fatto di una gravità assoluta che ha sconvolto un paese
che nonostante grandi passi sulla strada del dialogo e
della riconciliazione tra le religioni, vede ancora
minacciata la libertà di culto.

La vittima si chiamava Javed Anjum ed era uno studente di
economia e commercio di soli 18 anni.
A metà aprile, mentre beveva dell’acqua da un rubinetto a
Toba Tek Singh, 310 km a sud di Islamabad è stato catturato
da un insegnante e alcuni studenti della Jamia Hassan bin
Almurtaza Madrasa, una scuola religiosa musulmana.
Per 5 giorni è stato segregato e sottoposto a torture brutali
con l’obiettivo di convertirlo all’Islam; quando le sue
condizioni erano ormai disperate, i rapitori lo hanno
consegnato a una stazione di polizia spacciandolo per un
ladro.

L’intervento dei medici non è riuscito a salvarlo: Javed è
morto il 2 maggio per un blocco renale nell’ospedale di
Faisalabad.
Dagli esami è emerso che per le torture aveva perso la vista
e aveva numerose costole fratturate.
Il caso è stato sollevatola una denuncia della Commissione
episcopale “Giustizia e pace”, accolta però con freddezza.

“Anche i responsabili politici musulmani locali – spiega
Peter Jacob presidente della commissione – stanno difendendo
e proteggendo la scuola. Tutto questo mostra che i colpevoli
sono coscienti di quanto hanno fatto e disperatamente
cercano di nasconderlo attraverso false accuse”.

La vicenda di Javed non è l’unica di questo tipo.
Lo scorso novembre un altro ragazzo pakistano cattolico,
il 15enne Zeeshan Gill era stato preso da alcuni compagni
di scuola e costretto a diventare musulmano.
Alcuni insegnanti islamici lo hanno minacciato e
picchiato, costringendolo a seguire lezioni alla Madrasa
Jamia al Qasim al Aloom, una scuola islamica con annesso
un collegio.
Zeeshan Gill è riuscito poi a fuggire, ma da allora lui e
i suoi parenti si sono nascosti per paura di essere uccisi.

La Commissione di Giustizia e Pace ha chiesto al governo
del Punjab non solo di fare giustizia nel caso di Anjum,
ma “di prendere misure a lungo termine per sradicare
l’odio religioso e di seguire la legge, mettendo in atto
provvedimenti contro questi odiosi crimini”.

Matteo Spicuglia
Per saperne di più: WWW.ASIANEWS.IT 
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