(Il Tempo) Houellebecq alla sbarra per accuse all’Islam

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PRENDE avvio stamani davanti al Tribunale di Parigi, il processo
contro il più provocatore degli scrittori francesi, Michel
Houellebecq per la causa intentata contro di lui da quattro
associazioni musulmane francesi, tra cui le mosche di Parigi e
Lione, dopo che Houellebecq ha definito in un’intervista del
settembre 2001 l’Islam «la religione più cretina» ed anche «la
più pericolosa».
Houellebecq è accusato dalla comunità islamiche di fomentare
l’odio razziale contro i musulmani.
Gli avvocati di Houellebecq hanno fatto sapere che lo scrittore
si riserva di citare in tribunale «autorevoli testimoni»,
sostenitori della libertà di pensiero ed in particolare «della
libertà di parlar male anche delle religioni».
Soprattutto dell’Islam, anche in seguito agli effetti «ormai
evidenti dell’estremismo musulmano che ha fomentato gli attentati
terrostici dell’11 settembre».
Le quattro associazioni islamiche hanno citato davanti al
Tribunale di Parigi sia Houellebecq che la rivista letteraria
«Lire».
martedì 17 settembre 2002

PARIGI – «Odio? No, in me non c’è odio per la religione islamica.
Disprezzo sì, al massimo stadio»: Michel Houellebecq tiene fede
al suo personaggio nell’aula di giustizia che lo vede imputato
in offesa razziale e incitamento all’odio religioso.
Parte civile, il rettore della moschea di Parigi grida
al «vilipendio».
La Francia che il 9 ottobre processerà Oriana Fallaci per il
suo “La rabbia e l’orgoglio” – a denunciarla sono state varie
associazioni antirazziste – giudica ora il suo scrittore di
maggior successo degli ultimi anni.
Houellebecq, 44 anni, sempre polemico e anticonformista, è
accusato per frasi molto forti sui musulmani e la cultura
islamica contenute in un’intervista al periodico “Lire” e al
“Figaro Magazine” di un anno fa.
Quattro sono i capitoli che il giudice ha ripetuto ieri
all’imputato. Erano le sue frasi riportate da “Lire”. Fra le
più pesanti:
«la religione più scema è comunque l’Islam»;
«quando finisci di leggere il Corano sei preso dallo scoramento»
mentre la Bibbia «è meglio, perchè gli ebrei avevano un grande
talento letterario»; «l’Islam è una religione bellicosa e
pericolosa, che ha cercato di sottomettere il mondo fin dalla
sua apparizione».

Non tutti sono riusciti ad entrare nell’aula per vedere
Houellebecq.
Fra questi, i colleghi scrittori Philippe Sollers e Regine
Deforges.
Ma c’erano anche una decina di manifestanti dell’estrema
destra del Mnr di Bruno Megret, scissionisti del Fronte
nazionale di Le Pen, espulsi dall’aula dopo essersi alzati
ostentando magliette contro «la censura degli imam».
Houellebecq era il solito finto timido ma non si lascia
sfuggire battute al veleno.
Sullo sfondo, una dura polemica con il periodico “Lire” che ha
pubblicato la sua intervista travisando – stando a Houellebecq –
il senso di alcune sue dichiarazioni.
Ha giocato sulla differenza fra “disprezzo” e “odio”, affermando
di aver voluto usare la prima parola sia nei confronti del
turismo sessuale, sia dell’arte contemporanea, sia della cultura
islamica.
Ha rivendicato lo «scoramento» al termine della lettura del
Corano, ma ha aggiunto che «con la Bibbia non va molto meglio.
In partenza sono entrambi testi di odio, la mia distinzione è
sul piano letterario».
Invece sul quello religioso, «il passaggio dalle religioni
politeiste a quelle monoteiste è stato un arretramento
intellettuale».
Infine, sul famoso «con» (scema) nei confronti della religione
islamica, precisa: «non ho mai detto che sono scemi i musulmani.
Ho detto che praticano una religione stupida. Non c’entrano gli
arabi, non c’entra la civilizzazione del passato, che magari
non c’entrava niente con la religione».

(C) Il Tempo, 17-18 settembre 2002