I laico relativisti attaccano il sen. Andreotti

Matrimonio e Famiglia

CorSera 02 marzo 2007
Grillini: è solo un omofobo. Reazioni critiche anche dalla Casa delle Libertà
Coppie gay, è bufera contro Andreotti
Il senatore: «Sono all’antica, le unioni le vedo solo tra un uomo e una donna». E tra le righe evoca l’equazione omosessuale-pedofilo ROMA — Per l’ex senatore comunista Emanuele Macaluso «Giulio Andreotti è rimasto agli anni Sessanta: allora persino il matrimonio civile era considerato concubinato dalla Chiesa… Oggi non riesce a comprendere dove va la società». Il senatore a vita non nega: «Sono all’antica e le unioni le vedo solo tra un uomo e una donna». La polemica sui Dico divide ora il mondo politico tra omofobi e omofili. Non è più soltanto una battaglia ideologica sulla famiglia o uno scontro giuridico sulle tutele per le coppie non sposate.
A scatenare la bagarre sui gay è stato Giulio Andreotti che ha preso il testimone dello schieramento anti-Dico. Al «Messaggero» ieri ha evocato, tra battute degne del miglior Berlusconi («Noi abbiamo sudato lacrime e sangue per fare la riforma agraria e dare la terra ai contadini. Invece, oggi, vogliono dare il contadino al contadino»), anche il rischio che l’omosessualità porti anche alla pedofilia: «Ora capisco perché mia madre da ragazzino non voleva mandarmi al cinema. Temeva facessi brutti incontri, perfino in quel cinemetto in via dei Prefetti, dove ti davano anche la merenda».
Nel centrosinistra la replica è affidata all’ex presidente dell’Arcigay Franco Grillini («E’ omofobo») e ai radicali. Per il resto, «per salvare il governo» dice Macaluso, nessuno attacca. «Non accetto che si finisca con l’equazione no ai Dico no ai gay – protesta Giulia Bongiorno, deputata di An, ma molto vicina ad Andreotti – Io sono per superare le discriminazioni e non ho pregiudiziali contro gli omosessuali, però penso che i Dico siano giuridicamente sbagliati perché servono solo a fare una battaglia ideologica». La pregiudiziale sui gay spacca anche l’Udc. Luca Volontè interviene per spiegare che «i fondatori della psicologia moderna descrivono l’omosessualità come patologia clinica», mentre Francesco D’Onofrio ritiene che la battaglia anti-Dico non debba essere basata sulla questione omosessuale: «Sono irritatissimo che passi l’equazione che i cattolici sono naturalmente omofobici e i laici filogay».
G. Fre.

Intervista ad Andreotti
di CLAUDIA TERRACINA

ROMA Ottenuto da Prodi il passo indietro sui ”Dico”, affidati ormai al Parlamento e alla «libertà di coscienza» degli eletti, Giulio Andreotti prende la parola e dal primo banco dell’emiciclo dichiara che non parteciperà al voto di fiducia, facendo così abbassare il quorum della maggioranza insieme a Sergio Pininfarina che non è neppure venuto a Roma. E così i due senatori a vita che con il loro no avevano determinato la crisi insieme agli estremisti Rossi e Turigliatto stavolta lanciano al governo un’àncora di salvezza. Ma per tutto il giorno il divo Giulio ha tenuto Unione e Cdl con il fiato sospeso. Sono le sei della sera quando si materializza alla buvette di palazzo Madama e detta le condizioni per il suo soccorso.
Presidente Andreotti, dunque sostiene il governo Prodi. E’ pronto a dare il suo ”aiutino”?
«Non è detto. Pongo condizioni precise e ho molte critiche da fare a Prodi. Comunque, o mi asterrò, o non parteciperò alla votazione, non vado contro il governo».
Al Senato però l’astensione vuol dire un no. Quindi la sua è una bocciatura?
«Aspetto la replica di Prodi. Dovrà riconoscere che è stato un errore occuparsi delle coppie di fatto. E non mi venga a dire che il governo non c’entra perchè quel disegno di legge l’hanno firmato cinque ministri, mica uno. Comunque, deve essere chiarissimo che su questa legge non verrà mai messa la fiducia».
Non crede, presidente, che le coppie di fatto abbiano diritto a un riconoscimento? I tempi sono cambiati.
«Il fatto è che io sono all’antica. Le unioni le vedo solo tra un uomo e una donna. Invece, qui vanno di moda altre cose. E dire che noi abbiamo sudato lacrime e sangue per fare la riforma agraria e per dare la terra ai contadini. Invece, oggi vogliono dare il contadino al contadino».
Non crede che gli omosessuali abbiano diritto ad alcune garanzie?
«Già, il mondo adesso è pieno di omosessuali, ma io continuo a preferire la tradizione, un uomo e una donna. E soltanto oggi, alla mia età, capisco perchè mia madre da ragazzino non voleva mandarmi al cinema da solo. Temeva facessi brutti incontri, perfino in quel cinemetto dove andavo, in via dei Prefetti, dove oltre al film ti davano anche la merenda. Ma crediamo davvero che i nostri giovani attendano col fiato sospeso il matrimonio omosessuale?».
Insomma, a lei questo governo non piace proprio
«Bisogna essere chiari. Anche in politica estera c’è molta confusione. Anch’io sono contro l’intervento militare in Iraq, attaccato senza motivo dagli Usa, ma ora il conflitto rischia di esplodere. Al club di Monaco, di cui faccio parte, si parla di un possibile attacco degli Stati Uniti all’Iran. Noi che faremo? Certo non si può aiutare quel pazzo di Ahmadinejad, così folle, così feroce con Israele, che sembra quasi una quinta colonna. Ma l’Italia deve aiutare i moderati iraniani. Ecco, anche qui si sta sbagliando tutto».
Allora, presidente, il governo Prodi ha i giorni contati?
«No, oggi non sarà la fine del mondo. Poi, vedremo».

Il Messaggero 1-3-2007