I NOVISSIMI. Introduzione all’escatologia

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Justo Luis Sánchez – Jorge Molinero, I NOVISSIMI. Introduzione all’escatologia, edizioni Ares, ISBN 88-8155-217-5, pp. 200, € 12,39
 
«Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà»: quest’affermazione conclusiva del Credo è la risposta alla speranza radicale dell’uomo.
L’essere umano non può vivere senza speranza, continuamente assalito dal dubbio e dal timore e, soprattutto, dalla spaventosa minaccia della rovina totale e definitiva della sua persona.
Perfino nei casi in cui non si crede in niente e in nessuno, quando si attraversa una situazione penosa e grave, l’uomo spera in qualcosa, sia nella prospettiva di un miglioramento, sia che le cose si sistemino in un modo o nell’altro.
La stessa richiesta dell’eutanasia o il pensiero del suicidio sono forme, per quanto sbagliate, di speranza: manifestano il desiderio di risolvere una situazione che pare senza speranza.
Si direbbe che l’uomo non possa perdere del tutto la speranza qui in terra, come ricorda san Tommaso: «Disperare è discendere all’inferno».
In questo atteggiamento di speranza palpita l’intuizione, o l’anelito, che il male, in qualunque sua specie, non avrà l’ultima parola.
È come una nostalgia del paradiso perduto.

 
Eppure, agli occhi di alcuni, la morte rappresenta il crollo totale e irreparabile di ogni speranza terrena.
E ciò non solo sul piano individuale.
Anche al vedere parenti, amici e l’intera famiglia umana percorsa dalla malattia, dalla solitudine, dalla fame, dalle ingiustizie…; al percepire la sofferenza e le catastrofi naturali, sorge la domanda sul senso della vita.
C’è qualcosa che perdura dopo la morte?
Per quale motivo e per che fare stiamo sulla terra?
Possiamo sapere qualcosa di veramente certo riguardo a questi enigmi inquietanti, o dobbiamo accontentarci di congetture e di parole consolatorie, che emergono come proiezione dei nostri desideri?
«Tutti gli uomini desiderano sapere», ha scritto Aristotele nella Metafisica.
Oggetto di questo desiderio è la verità, e non semplici congetture.
È la lezione di sant’Agostino, che scrive: «Molti ho trovato che volevano ingannare, nessuno che volesse essere ingannato».
D’altronde, come puntualizza il Papa nella Fides et ratio, «un semplice sguardo alla storia antica […] mostra con chiarezza come in diverse parti della terra, segnate da culture differenti, sorgano nello stesso tempo le domande di fondo che caratterizzano il percorso dell’esistenza umana: chi sono? da dove vengo e dove vado? perché la presenza del male? Cosa ci sarà dopo questa vita?».
A queste domande si propone di rispondere l’escatologia alla luce della Rivelazione divina.
 
Escatologia (termine che deriva dal greco éskata = cose ultime, e logos = conoscenza), dà il nome al trattato teologico che studia quello che per Rivelazione sappiamo circa quel che esiste oltre il confine della vita terrena.
Tale trattato può essere suddiviso in tre parti, e qui si è seguito questo criterio:
– escatologia universale: il ritorno glorioso di Cristo alla fine del mondo e la pienezza del Regno di Dio;
– escatologia individuale, che studia la morte di ciascuno essere umano e il suo destino eterno;
– escatologia intermedia, che comprende la condizione che va dalla morte di ciascuna persona fino alla sua risurrezione nell’ultimo giorno.
 
Alla luce di queste verità rivelate da Dio, si studia anche il senso che la storia umana assume sia sul piano universale sia su quello individuale.
 
Gli autori: Justo Luis Sánchez de Alva, sacerdote, è laureato in Lettere e filosofia e in Belle arti; Jorge Molinero è sacerdote e giornalista, dottore in Teologia e in Scienze dell’Informazione.