Gueranger, LA SANTA MESSA

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\"\"Dom Prosper Gueranger, LA SANTA MESSA. Spiegazione delle preghiere e delle cerimonie della Santa Messa secondo alcune note raccolte dalle conferenze di Dom Prosper Guéranger, Abate di Solesmes

Prefazione del Traduttore

Con il Motu Proprio Summorum Pontificum cura del Santo Padre Benedetto XVI, felicemente regnante, in data 7 luglio 2007, la cosiddetta Messa “Tradizionale” o “Tridentina” o di san Pio V è tornata in auge. Tuttavia, il fedele del terzo millennio che vi partecipa per la prima volta – o anche il sacerdote che volesse apprenderla – potrebbe facilmente smarrirsi. L’uso del latino – ormai caduto in oblio –, le molteplici parti in silenzio, che presuppongono un’intensa vita spirituale, e l’altissima simbologia dei gesti, che invitano a gustar il senso del sacro, potrebbero aver un sapore d’anacronismo e indurre ad un pernicioso scoraggiamento.
Nulla di più consono, allora, d’una “spiegazione” della Messa di san Pio V in tutti i suoi multiformi dettagli per entrare – per quanto possibile ad umano intelletto – nel mistero che si celebra, senza indulgere troppo alla pur lecita e doverosa bellezza delle forme.
Tale spiegazione ci viene offerta da un esimio liturgo quale Dom Prosper Guéranger, il grande restauratore dell’Ordine Benedettino in Francia, nonché della liturgia e del canto tradizionale della Chiesa. Dom Guéranger, di cui è stato avviato il processo di beatificazione, morì lasciando inedite alcune memorie liturgiche importantissime, tra le quali il piccolo commento della Santa Messa che qui presentiamo. Si tratta d’un’operetta breve ma preziosa, che insegna ai fedeli, sia pur mediocremente istruiti, a comprender ed unirsi al sacerdote in tutte e singole le cerimonie del santo Sacrificio dell’altare e ad assistere con maggior devozione e profitto all’atto più grande della nostra Religione. Anche i sacerdoti, che per il loro ministero devono conoscer il significato e la storia delle parole che dicono e degli atti che compiono, certamente vi troveranno luce e significati meravigliosi, che forse non pensavano. «Sebbene, infatti, le cerimonie, in se stesse, non contengano nessuna perfezione e santità – avverte con saggezza il cardinal Bona –, tuttavia sono atti esterni di religione, che, come segni, stimolano l’anima alla venerazione delle cose sacre, elevano la mente alle realtà soprannaturali, nutrono la pietà, fomentano la carità, accrescono la fede, irrobustiscono la devozione, istruiscono i semplici, ornano il culto di Dio, conservano la religione e distinguono i veri dai falsi cristiani e dagli eterodossi» (De divina psalmodia, cap. 19, § 3.1).
Dom Guéranger in questa breve opera va all’essenziale: la Santa Messa è l’attualizzazione del Sacrificio della Croce che consente di partecipar al medesimo Sacrificio rinnovato sugli altari. Seguendo Dom Guéranger non si rischia di cadere nel “liturgicismo” né tanto meno in quell’eresia moderna contro la quale metteva già in guardia il papa Pio XII nella Mediator Dei quando riprovava coloro che: «asseriscono, capziosamente, che (nella Santa Messa) non si tratta soltanto di un Sacrificio, ma di un Sacrificio e di un convito di fraterna comunanza, e fanno della santa Comunione compiuta in comune quasi il culmine di tutta la celebrazione». Invece – prosegue Pio XII – «si deve ancora una volta notare che il Sacrificio Eucaristico consiste essenzialmente nell’immolazione incruenta della Vittima divina».

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Il testo dell’operetta è desunto dalle conferenze che Dom Guéranger tenne ai suoi monaci. Esso è stato poi esteso all’intero pubblico cristiano riscuotendo, a suo tempo, un notevole successo.
La traduzione che qui proponiamo – riprendendo solo in parte quella antica del 1911 – è stata doverosamente adattata alla lingua corrente e corredata di note esplicative. Dom Guéranger, infatti, commenta il testo della Santa Messa tratto dal Messale di san Pio V, allora in vigore. Tra quest’ultimo e quello del beato Giovanni XXIII, il cui uso soltanto è permesso dal Motu Proprio Summorum Pontificum cura del 7 luglio 2007 del Santo Padre Benedetto XVI, vi sono alcune differenze – riguardanti sempre gli accidenti e mai la sostanza del rito, rimasto indefettibilmente integro –, che per comodità ed istruzione del lettore abbiamo voluto evidenziare e, almeno parzialmente, spiegare.
In tal modo speriamo che i fedeli possano seguire agevolmente la Santa Messa Tradizionale e parteciparvi con frutto, memori che «l’augusto Sacrificio dell’altare non è una pura e semplice commemorazione della passione e morte di Gesù Cristo, ma è un vero e proprio Sacrificio, nel quale, immolandosi incruentemente, il Sommo Sacerdote fa ciò che fece una volta sulla Croce offrendo al Padre tutto se stesso, vittima graditissima. “Una […] e identica è la vittima; Egli medesimo, che adesso si offre per il ministero dei sacerdoti, si offrì allora sulla Croce; è diverso soltanto il modo di fare l’offerta”» (Pio XII).

Presentazione di S. Ecc. Mons. Mario Oliveri, Vescovo di Albenga – Imperia

V’è da rallegrarsi che a cura delle Francescane dell’Immacolata siano pubblicate alcune memorie di Dom Prosper Guéranger, Abate di Solesmes, contenenti un commento ai riti e alle parole della Santa Messa, come Essa è stata celebrata sino alla riforma avvenuta nei primi anni del dopo-Concilio Vaticano II.
Non ci si può rallegrare cristianamente se non per ciò che è buono, se non per il bene. Quale bene può derivare da tale pubblicazione, e dunque dalla conoscenza del contenuto di quel commento alla Santa Messa?
Il primo bene: far conoscere che cosa è davvero la Santa Messa, quali Divini Misteri sono in Essa contenuti; quali Divini Misteri sono in Essa celebrati. È vero che il commento di Dom Guéranger non è una esposizione teologica completa sulla Santa Messa, ma la vera realtà soprannaturale di Essa emerge con luminosa chiarezza: il commento è tutto un inno alla vera Eucarestia, al vero Sacrificio di Cristo che nello spazio e nel tempo è reso veramente presente sacramentalmente, per mezzo del sublime ministero sacerdotale.
Immenso può essere il bene che viene a tutta la Chiesa da una corretta e vera concezione della Santa Messa; la conoscenza della Verità è l’inizio ed il fondamento di ogni bene.
Secondo frutto positivo: la vera conoscenza della Santa Messa passa attraverso la comprensione e la valorizzazione di tutte le parole, di tutti i gesti, di tutti gli atti esteriori che formano il Rito della Santa Messa: da ciò che si vede nella celebrazione della Santa Messa scaturisce la comprensione del vero contenuto di Essa. Chi non apprezza, chi non valorizza tutto il Rito, tutto il significato simbolico dei vari gesti ed azioni esteriori, non riesce a cogliere ciò che attraverso di essi viene trasmesso sul piano della conoscenza e sul piano dell’azione di Grazia; il segno è indicativo della “res”, il segno è strumento attraverso il quale opera la Grazia.
Terzo bene: il commento di Dom Guéranger fa emergere tutta la sapienza liturgica della Chiesa e tutta la ricchezza spirituale vissuta e trasmessa nella e dalla Santa Liturgia della Messa. Si può così facilmente capire quanto sia delicato e carico di conseguenze toccare il Rito della Messa e di tutta la Divina Liturgia, e quanto sia stolto e distruttivo celebrare senza il dovuto rispetto alle sapienti regole liturgiche.
La pubblicazione avviene dopo e in seguito, direi, al Motu Proprio “Summorum Pontificum” la cui straordinaria importanza sta nell’aver solennemente richiamata l’immutabilità del contenuto della Santa Messa, e quindi di tutta la Divina Liturgia, e nell’aver proclamato, almeno indirettamente, che anche, ed anzi soprattutto, per la Divina Liturgia deve restare ferma nella Chiesa la regola della continuità e dello sviluppo omogeneo, mai dei cambiamenti radicali o sostanziali, mai di una creatività che non faccia stretto riferimento a ciò che si è vissuto e praticato per secoli e secoli.
Poiché la lettura delle note di commento alla Santa Messa di Dom Guéranger non potranno che fare del bene e contribuire a generare un altissimo, vero, concetto della Divina Liturgia, auspico che avvenga da parte di molti, da parte soprattutto di coloro che vogliono entrare in tutto ciò che avviene nella Liturgia, in particolare nel Santo Sacrificio della Messa, che è il centro, il cuore, il vertice e la fonte di tutto l’essere e di tutta la missione della Chiesa.
Albenga, 29 giugno 2008
Solennità dei Santi Pietro e Paolo

+ Mario Oliveri
Vescovo di Albenga – Imperia

Il libro, in formato 10×15, di 240 pp., contiene anche l\’Ordinario della Santa Messa
Può essere richiesto direttamente a:
Suore Francescane dell’Immacolata
Monastero della Murate
Via dei Lanari, 2
06012 CITTÀ DI CASTELLO (PG)
tel/fax: 075-8555779 – posta elettronica: francescanecittacastello@interfree.it