(GWN) Su popolazione e sviluppo l’Unfpa trucca il dibattito

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Green Watch News n. 19
GWN ­ Mentre la quasi totalità dei Paesi avanzati soffre un inverno demografico e buona parte dei Paesi in Via di Sviluppo risente dell¹abbassamento dei tassi di fertilità, l¹Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, rilancia il più arretrato e ingannevole pregiudizio maltusiano e cioè la tesi secondo cui la riduzione delle nascite contribuisce alla crescita economica.
Nel ³Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo² presentato ieri (3 dicembre 2002) a livello internazionale, l¹Unfpa sostiene che: «Promuovere i diritti e la salute riproduttiva è indispensabile per assicurare crescita economica e riduzione della povertà».
Secondo il Rapporto dell¹Unfpa «La riduzione del tasso di natalità e un rallentamento nella crescita demografica hanno contribuito alla crescita economica di un certo numero di Paesi in via di Sviluppo nell¹arco degli ultimi tre decenni».
Per dimostrare quella che è una tesi sconfessata dalla storia e dai fatti, l¹Unfpa trucca i dati e mischia le argomentazioni.
É vero infatti che la pessime condizioni igienico-sanitarie e la mancanza di istruzione sono la principale causa di povertà. É altresì vero che gli investimenti in miglioramento della salute ed in istruzione, soprattutto delle donne che risultano essere le più discriminate, sono i principali fattori di sviluppo. Non è un caso che salute e istruzione sono due dei principali fattori indicati dagli economisti per definire quello che viene chiamato ³capitale umano² .
Ma la contraccezione ed i programmi di riduzioni delle nascite che c¹entrano con tutto ciò?
L¹Unfpa trucca il dibattito inserendo i profilattici, le interruzioni di gravidanze, le sterilizzazioni, le varie pillole abortive e contraccettive, all¹interno del programma che viene impropriamente chiamato di ³salute riproduttiva².
E su questo termine equivoco l¹Unfpa ha costruito l¹intero discorso.
É infatti verissimo che negli anni passati abbiamo assistito allo sviluppo di molti Paesi poveri, ma non si può certo associare questa crescita in maniera diretta e causale, come fa l¹Unfpa con i programmi contraccettivi.
Al contrario la scienza economica, la storia e l¹esperienza ci mostrano che non c¹è crescita dove non c¹è densità demografica. Non è un caso che tutti i i Paesi più ricchi del Pianeta sono quelli con una maggiore densità demografica, e che proprio quei paesi con minore densità demografica sono i più poveri.
Il prof. Dennis Ahlburg, un australiano considerato tra i maggiori esperti sui temi che riguardano popolazione e sviluppo. Tra i suoi mille incarichi ha diretto nel 1994 un a commissione di inchiesta del Governo Australiano su la crescita della popolazione e lo sviluppo economico, interpellato da C-FAM (Catholic Family & Human Rights Institute) il prof. Ahlburg, ha detto che ³Il mezzo più efficace per combattere la povertà nei paesi in via di sviluppo è quello di ridurre la mortalità, e non le nascite². Secondo il prof. Ahlburg ³le Nazioni Unite devono raddoppiare lo sforzo per finanziare i servizi sanitari di base e non i programmi di controllo della nascite².
Durante la conferenza di presentazione del Rapporto a Roma Vernon Mack, capo del settore sviluppo risorse dell¹Unfpa si è molto lamentato del fatto che mentre alla conferenza del Cairo nel 1994 i paesi si erano impegnati a finanziare i programmi di controllo delle nascite con 17 miliardi di dollari entro il 2000, solo il 66 per cento di tale somma è stata erogata Dei 5,7 miliardi di dollari promessi dai paesi sviluppati è stato versato solo il 45 per cento.
Emblematica a questo proposito il comportamento dell’Amministrazione Bush che ha cancellato il budget di 34 milioni di dollari all¹Unfpa, accusata di promuovere politiche abortiste. Bush ha fatto anche sapere di avere l¹intenzione di ritirarsi dagli impegni assunti al Cairo.
A finanziare l¹Unfpa sono rimasti i Paesi del Nord Europa. Secondo i dati del 2001 il principale Paese finanziatore è l¹Olanda con 74.873.802 dollari, seguito dal Regno Unito con 66.880.433 dollari, dal Giappone (49.785.000 dollari) e di seguito da: Norvegia (28.576.775 dollari), Danimarca (24.175.179), Svezia (17.221.081), Germania 13.422.841), Finlandia (11.502.103), Canadà (8.280.405), Svizzera (7.189.197), Italia ( 5.924.618)Belgio (4.704.733). Tra i privati il Mars Trust ha elargito nel 2001 all¹Unfpa 1.250.000 dollari.
Con importi minori seguono Australia 1,182.619), Irlanda (1.167.038), Francia (1.205.406), Nuova Zelanda( 936.000) Cina (820.000), e Spagna 620.994).