(GWN) Il Ministro dell’Ambiente propone: «Collaborazione tra Stato e Chiesa»

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GWN n.16 — novembre 2002
Venerdì 15 novembre, a Roma, il Ministro dell¹Ambiente Altero Matteoli ha
inaugurato il Master in Scienze Ambientali dell’Ateneo Pontificio Regina
Apostolorum.
Allincontro sono state presenti varie personalità del mondo culturale,
politico ed ecclesiastico. Fra queste, il Ministro per le Politiche
Comunitarie Rocco Buttiglione e Mons. Giampaolo Crepaldi, Segretario del
Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace
Dopo un breve saluto del Rettore dell’Ateneo, P. Paolo Scarafoni, il
Ministro ha esordito facendo riferimento alla storica visita del Papa in
Parlamento, sottolineando che «stiamo vivendo giornate di grandi emozioni».
«Ieri – ha detto Altero Matteoli – non un Parlamento, ma un mondo intero ha
vissuto una grande emozione quando il Santo Padre, uomo di Chiesa, chiamato
in un alto consesso come quello parlamentare, ha affrontato i problemi come
l’uomo della strada. Come l’uomo che tutti i giorni si confronta con le
necessità quotidiane».
«É’ per me un grandissimo piacere – ha aggiunto – poter inaugurare il Master
in Scienze Ambientali che il Ministero dell¹Ambiente ha promosso insieme
all¹Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
Come è noto, le università costituiscono una delle più grandi conquiste
della società civile. Esse contribuiscono allo sviluppo delle conoscenze e
all’avanzamento dell¹umanità tutta.
Sono le università che formano la classe dirigente dei vari paesi e che
influiscono in maniera significativa nell¹ideazione e diffusione dei modelli
culturali.
In questo contesto è stato naturale, per il Ministero che dirigo, accogliere
l¹idea di sviluppare un Master in Scienze Ambientali con l¹obiettivo di
unire le migliori competenze in campo scientifico ed economico a quelle
etico-morali.
Il vero progresso, infatti, esige che lo sviluppo scientifico e tecnologico
si realizzi pari passo con quello etico-morale.
Il Master assume una valenza significativa anche dal punto di vista del
contesto culturale in cui sono collocati i problemi ambientali.
Come è noto, negli ultimi trent¹anni si è sviluppata una concezione
dell¹ambiente molto penalizzante nei confronti dell¹uomo e delle sue
attività.
Inseguendo utopie radicali, diversi ambientalisti hanno voluto capovolgere
il mandato di Dio indicato dalla Genesi: ³Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la Terra, soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli
uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla Terra² (GN
1,28).
L¹uomo, posto da Dio nel giardino dell¹Eden ³perché lo coltivasse e lo
custodisse², è stato considerato da una certa cultura ecologista il peggiore
dei nemici della Natura. Addirittura il ³cancro del pianeta².
Noi la pensiamo diversamente, perché siamo convinti che senza l¹uomo, che
può sbagliare e tante volte lo ha fatto nell¹arco della storia, non si può
né custodire né coltivare.
E la Natura è stata divinizzata al punto tale da essere adorata come Gaia.
Da questo punto di vista, l¹approccio ai problemi ambientali è diventato
difficile, perché la flora e la fauna sono state contrapposte al progresso
economico, tecnologico e scientifico.
Con questo Master noi intendiamo sviluppare una nuova concezione della
tutela ambientale che sia più consona e funzionale al rapporto tra l¹umanità
e tutto ciò che la natura ci ha donato.
Noi vogliamo sviluppare un¹ecologia che poggi le sue basi su una concezione
più ottimista dell¹uomo e delle sue potenzialità. L¹uomo ha con sé le
risorse culturali, politiche, scientifiche e tecnologiche per salvare la
natura. Un uomo che non è malattia, ma medicina del pianeta. Non è
impoverimento, ma ricchezza per il mondo. Un uomo la cui prole suscita
speranza e non disperazione. Un uomo che guarda in alto per risolvere i
problemi sulla Terra.
La cultura da cui vorremmo ripartire per riflettere sul rapporto tra uomo e
natura si basa sui principi che hanno dato vita all¹umanesimo cristiano.
Da queste considerazioni scaturisce il motivo per il quale il Ministero
dell¹Ambiente ha deciso di organizzare questo Master proprio con un’
Università Pontificia. Infatti noi condividiamo con la Chiesa Cattolica una
visione antropocentrica del mondo materiale.
Chi, infatti, più del pensiero cristiano ha sviluppato un¹idea così grande e
buona dell¹uomo?
La Chiesa Cattolica è l¹istituzione più impegnata per la dignità e la
libertà dell¹uomo.
Un esempio di questo amore per l¹umanità è confermato dalla storia delle
istituzioni universitarie.
Gli storici sono unanimi nel riconoscere che la fondazione delle università
è stata possibile grazie alla Chiesa Cattolica. A partire dal IX secolo,
tutte le maggiori università (Bologna, Parigi, Oxford, Cambridge, la Scuola
Medica di Salerno, Orleans, Padova, Tolosa, Siena, Roma, Avignone, Colonia
ecc.) sono il frutto di una progressiva evoluzione delle scuole monastiche
ed episcopali.
Basti dire che tra i secoli XIII e XIV possiamo contare ben 29 università di
fondazione pontificia.
Questa parte della storia mi porta a sottolineare quanto importante sia la
collaborazione tra Stato e Chiesa, che pure partono da ambiti distinti.
Dal punto di vista del progresso delle scienze, mi sembra invece necessario
tornare ad una unità delle scienze finalizzata allo sviluppo umano.
Come ha detto il Pontefice Giovanni Paolo II nell¹Enciclica Fides et Ratio
³la fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’
innalza verso la contemplazione della verità².
In questa prospettiva la riflessione etica ci impegna a sollecitare
l¹università per scrutare più profondamente il mistero dell¹uomo e nel
medesimo tempo a far sì che l¹università, formando l¹uomo, promuova
l¹autentico bene della società.
Per questi motivi sono certo che il Master in Scienze Ambientali sia solo l’
inizio di una sempre più proficua collaborazione tra le istituzioni
Governative e le Università Pontificie ».