(Fides) La grazia perfeziona la natura se questa c’è ancora

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I Dieci Comandamenti oggi: una riflessione in esclusiva di Giovanni Cantoni, Reggente nazionale di Alleanza Cattolica, associazione di laici cattolici che si propone la diffusione e lo studio della dottrina sociale della Chiesa
Roma (Agenzia Fides) – “1. «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti» (Gv. 14, 15). La regola data dal Signore Gesù è suscettibile di una trascrizione storica, descrittiva, da parte di un osservatore «non protagonista»: «Se qualcuno Lo ama, rispetterà i Suoi comandamenti». Ma, posto che «chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama» (Gv. 14, 21); e, ancora, «chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui» (Gv. 14, 21), dopo aver sottolineato la necessaria, previa «accoglienza» dell’Amore di Dio, si può affiancare alle precedenti versioni della regola – quella prescrittiva e quella descrittiva – una versione esistenziale, «di vantaggio», della regola stessa: «Se qualcuno si ama, rispetterà i Suoi comandamenti».
2. Il Decalogo, «i suoi comandamenti», è la legge, proposta dopo il Peccato Originale, a fare memoria della legge naturale, cioè del pensiero di Dio sulla creazione, e delle relazioni principali che questo comporta: con Dio nella prima tavola, con il prossimo e con le cose nella seconda (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2070-2071).
3. Dunque, rispettare il Decalogo significa adeguarsi alla propria natura, un adeguamento reso difficoltoso dal Peccato Originale e dall’insieme dei peccati personali, una pratica di natura ascetica, che comporta cioè fatica, ma non però una pratica “da fachiro”, «contro natura» e meritoria perché faticosa. Rispettare il Decalogo equivale a imitare il Signore Gesù Vero Uomo, il quale «nascendo da Maria vergine, […] si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché il peccato» (Gaudium et Spes 22, cfr. Eb 4, 15).
4. Se qualcuno si ama, si sforza anzitutto di essere un vero uomo, per restaurare, nell’imitazione del Signore Gesù Vero Dio e Vero Uomo, l’immagine e la somiglianza con Dio, che il Peccato Originale ha deturpate, ma non cancellate.
5. Se si ricorda che il Decalogo è rivolto anzitutto a una comunità storica – «Ascolta, Israele» (Deut. 5, 1), «Dirai agli Israeliti» (Lev. 20, 2) -, si può comprendere quanto scriveva José Ortega y Gasset a proposito del popolo spagnolo del suo tempo, descrivendolo come realtà storica e sociale «invertebrada», «senza spina dorsale», cioè senza Decalogo. Di qui la necessità, per ogni società – quella italiana, quella europea, quella mondiale -, di verificare costantemente lo stato del proprio adeguamento alla legge naturale, al Decalogo, e di continuare a esercitarsi in questo adeguamento. La grazia può perfezionare la natura, infatti, solamente se la natura non viene meno.” (Giovanni Cantoni) (Agenzia Fides 30/7/2004 – Righe 28; Parole 405)