(FattiSentire) Un libro per decrittare il ‘Codice’

Pubblicazioni

Il nuovo libro di Andrea Tornielli
dal 3 maggio in edicola con «Il Giornale»


Il romanzo ha venduto più di 40 milioni di copie
e ora quella storia è stata trasformata in un film di
successo

Davvero Gesù era sposato con la Maddalena?
La Chiesa ha tenuto nascosta un’inquietante verità per
duemila anni?
Che valore hanno i vangeli gnostici?
Esiste una discendenza nascosta, che i templari e il
Priorato di Sion hanno protetto a prezzo della vita?
C’è un inconfessabile segreto celato nei dipinti di
Leonardo?
Sono stati realmente scoperti antichi documenti in grado di
svelare il mistero del santo Graal?


Una guida indispensabile per scoprire che cosa c’è di vero
(e soprattutto di falso) nel romanzo di Dan Brown. Date,
nomi, fatti, circostanze, retroscena, documenti segreti,
pergamene autentiche e falsi clamorosi, testimonianze
inedite: per chi vuole vederci chiaro e andare fino in fondo
al mistero che pretende di annullare due millenni di storia
cristiana.


Il libro «Processo al Codice Da Vinci» prende in esame
dettagliatamente i principali contenuti dell’omonimo romanzo
di Dan Brown (che sono ora stati trasferiti nel kolossal in
uscita nelle sale di tutto il mondo il  19 maggio) e si
sofferma sulle accuse più pesanti che l’autore rivolge
contro la Chiesa. Vengono analizzati anche i contenuti dei
libri che hanno «ispirato» Brown, già pubblicati negli anni
scorsi.

Una consistente premessa spiega le ragioni del libro: anche
se molti ripetono che il romanzo di Dan Brown è «solo
fiction», in realtà lo stesso autore e i suoi ispiratori
sono convinti che si tratti di realtà storica e lo fanno
trasparire in ogni capitolo, con un’opera puntuale di
indottrinamento del lettore, portato a identificarsi con la
protagonista femminile del romanzo, Sophie Neveu, che viene
«iniziata» alla conoscenza del terribile mistero: Davvero la
Chiesa delle origini era fondata sul principio femminile?
Davvero la Maddalena era la sposa di Gesù? Davvero Cristo
era un uomo come tutti gli altri che a poco a poco è stato
«divinizzato» grazie al contributo dello spregiudicato e
intraprendente imperatore Costantino? Davvero gli «innocui»
vangeli canonici sono stati scelti sacrificando i più
antichi e veritieri apocrifi gnostici per nascondere una
tremenda verità in grado di scardinare i principi del
cristianesimo? Davvero esiste o è esistita una discendenza
di sangue che da Gesù porta fino ai giorni nostri? Davvero
la Chiesa ha usato ogni mezzo – compresi gli omicidi – per
tenere nascosto questo terribile segreto che avrebbe provato
l’inconsistenza dei suoi stessi fondamenti? Davvero il
Priorato di Sion ha custodito questo mistero? Davvero i
quadri di Leonardo contengono un «codice» segreto in grado
di provare tutto questo? Una serie infinita di domande che,
pagina dopo pagina, il lettore è portato a farsi..

Nel capitolo primo viene fornita una dettagliata sintesi del
romanzo: i lettori sono avvertiti che, nel caso non abbiano
letto «Il Codice Da Vinci» e vogliono farlo, oppure non lo
abbiano letto e vogliono vedere il film, debbono saltare
queste pagine per non rovinarsi la sorpresa. Il capitolo
secondo, più breve, prende in esame il film che Ron Howard
ha appena finito di girare: i retroscena di quanto è
accaduto, quanto è costato, il fatto che grazie a un esborso
di un milione di dollari la produzione abbia potuto usare
come set il Museo del Louvre.

Il capitolo terzo analizza la prima grande accusa lanciata
da Dan Brown e dai suoi ispiratori contro la Chiesa: egli
infatti sostiene che Maria Maddalena fosse la moglie di Gesù
e che abbia avuto dei figli da lui. Questa convinzione è
tratta da un vangelo apocrifo gnostico piuttosto tardo. In
maniera semplice e comprensibile a tutti, «Processo al
Codice Da Vinci» spiega la grande differenza stilistica e
storica dei vangeli canonici da quelli apocrifi e mostra
come quell’unico passo sul quale Dan Brown si basa per la
sua teoria sia in realtà un testo molto «corrotto» (con
molti «buchi») e soprattutto abbia un significato ben di
verso da quello che Brown vuole dargli. Questa dimostrazione
viene presentata attraverso i pareri dei più noti e
autorevoli studiosi di esegetica biblica, sia cattolici che
protestanti. Viene anche smentita la tesi di Brown secondo
la quale all’epoca di Gesù non esistevano maestri religiosi
celibi: vengono citati molti inconfutabili casi, presentati
dalle fonti dell’epoca.

Nel capitolo quarto si affronta un’altra tesi di Dan Brown,
quella secondo la quale sarebbe stato l’imperatore
Costantino a scegliere i vangeli canonici e a imporre al
Concilio di Nicea di proclamare la divinità di Gesù, che
fino a quel momento non era considerato Dio ma soltanto un
uomo saggio. Queste accuse sono così assurde e antistoriche
che per rispondere non occorre una laurea in teologia ma
soltanto una buona enciclopedia. Vengono citati molti testi
antichi, del I secolo dove Gesù è evidentemente dichiarato
un essere divino.

Il capitolo quinto presenta l’altra grande leggenda che ha
ispirato Dan Brown, vale a dire quella legata ai presunti
«misteri» del paesino francese Rennes Le Chateau e ai
documenti antichi che sarebbero stati scoperti al Louvre e
che proverebbero l’esistenza di una discendenza nascosta
risalente alla Maddalena. Viene dimostrato con testimonianze
inconfutabili che quelle pergamente sono false e sono state
fabbricate negli anni Sessanta quindi depositate alla
Biblioteca Nazionale di Parigi dove sono state «scoperte»
dai protagonisti di questa vicenda torbida. Viene prodotta
la testimonianza del falsario che si lamenta di non essere
stato pagato per il suo lavoro. All’origine di tutto c’è un
personaggio strano, un antisemita che ha preteso di essere
il discendente della dinastia dei re francesi Merovingi.

Nel capitolo sesto, grazie all’aiuto e alla testimonianza
dei più grandi esperti della pittura di Leonardo vengono
smontate le teorie di Dan Brown sui dipinti del grande
autore rinascimentale. E si dimostra che molte delle
«informazioni» presentate nel «Codice Da Vinci» sono in
realtà false: basta guardare con attenzione i quadri.

Infine, nel capitolo settimo, vengono prese brevemente in
considerazione le accuse rivolte da Dan Brown all’Opus Dei e
si spiega che cos’è, in realtà, la Prelatura fondata da san
Josemaría Escrivá.