(FattiSentire) La Santa Sede protesta contro il gay pride a Gerusalemme

Santa Sede

NOTA DELLA NUNZIATURA IN ISRAELE
Al Ministero degli Affari Esteri dello Stato di Israele

La Nunziatura apostlica in Israele porge i suoi omaggi al
Ministero degli Affari Esteri dello Stato di Israele e
desidera esprimere il rammarico della Santa Sede di
fronte alla notizia che in questa settimana è previsto
lo svolgersi di una parata “gay” a Gerusalemme.

La Santa Sede ha ripetuto in molte occasioni che il
diritto alla libertà di espressione, garantito dalla
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, è soggetta
a dei giusti limiti, in particolare quando l’esercizio di
questo diritto offende il sentimenti religiosi dei credenti.
E’ chiaro che, stante la natura sacra della Città di
Gerusalemme, la parata “gay” prevista a Gerusalemme offenderà
i sentimenti della maggioranza degli ebrei, dei musulmani e
dei cristiani.

La Nunziatura Apostolica, in questo contesto, desidera
richiamare la Dichiarazione Congiunta dell’Incontro della
Commissione Bilaterale della Commissione per i Rapporti
Religiosi della Santa Sede con gli Ebrei e il Rabbino Capo
di Israele, che si è tenuto a Grottaferrata (Roma) il
17-19 ottobre, 2004, ove si affermava che: “Gerusalemme
riveste un carattere sacro per tutti i figli di Abramo.
Chediamo a tutte le autorità competenti di rispettare
questo carattere e di impedire parate indecorose e
qualunque altra azione possa offendere le sensibilità
delle comunità religiose che risiedono a Gerusalemme e
la amano”.

La Nunziatura Apostolica confida pertanto che il Ministero
degli Affari Esteri vorrà esercitare ogni possibile
influenza per ottenere il ritiro dell’autorizzazione a
tenere la parata a Gerusalemme, in segno di rispetto per
i sentimenti religiosi di tutti coloro che venerano la
Città Santa.

La Nunziatura Apostolica in Israele esprime la sua
gratitudine al Ministero degli Affari Esteri per
l’attenzione che vorrà accordare a questa vicende e con
l’occasione rinnova i sentimenti della sua più alta stima.

Jaffa-Tel Aviv, 8 novembre, 2006

[Traduzione cortesemente offerta da AleNucci]