Famiglia e convivenze: nuove tensioni nella società italiana

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Fondazione Sublacense Vita e Famiglia, Famiglia e convivenze: nuove tensioni nella società italiana, ISBN 9788882723026, Editore CANTAGALLI, Siena 2007, Pagine 160, Prezzo € 12,00

Introduzione

I Laboratori Sublacensi sono giunti al secondo appuntamento. Dopo il successo riscosso nella prima edizione, quando il tema proposto riguardava l’Europa e la sua crisi di identità e di cultura, nel luglio scorso si sono dati appuntamento nella cornice del monastero di Santa Scolastica a Subiaco – sempre affascinante ed ormai cara a tutti noi – non solo i membri del Comitato Scientifico della Fondazione, ma un folto gruppo di invitati che, sollecitati dalle relazioni presentate, hanno animato la discussione e hanno dato ancora una volta un contributo di alto livello alla riflessione proposta.
Un appuntamento atteso per il rigore scientifico che lo caratterizza e per il piacere di ritrovarsi tra amici che hanno in comune la stessa passione per la ricerca non solo della verità, ma anche delle risposte che è necessario dare agli uomini e alle donne del nostro tempo.
Il tema scelto è stato Famiglia e convivenze: nuove tensioni nella società italiana; un tema di grande interesse ed estremamente attuale, che abbiamo voluto affrontare con l’attenzione e la serietà che merita, essendo ormai da tempo nella agenda del dibattito culturale, sociale e politico. Un tema complesso che divide, che crea scontri ideologici e che spesso viene affrontato con approssimazione, con superficialità e con una buona dose di ideologia. Invece il tema della famiglia fondata sul matrimonio non è questione da liquidare sulla scorta di pregiudizi, di facili soluzioni, di emozioni o di luoghi comuni. In realtà il problema della famiglia e della sua concezione, rientra a pieno titolo nel grande solco della “nuova questione antropologica” che il S. Padre Benedetto XVl ed il Card. Ruini ormai da tempo richiamano con insistenza. Una questione che non può essere ignorata e che richiama tutti gli uomini di buona volontà a cimentarsi con essa. Essa va affrontata con ‹‹spirito positivo e con capacità critiche››, secondo il pensiero del Papa, a partire dal grande patrimonio della antropologia cristiana, attualizzata e ripensata in rapporto alle problematiche proprie dell’oggi. La questione dell’uomo infatti non va affrontata pensando di fare accademia o sfoggio di erudizione, non va affrontata in astratto o nel chiuso di cenacoli esclusivi, ma va accostata nella convinzione che la risposta alla domanda “chi è l’uomo?” investe tutta la sua vita e tutta la sua persona, nel concreto della sua quotidiana esperienza. Concepire l’uomo come “costituito da due sostanze, anima e corpo, unite tra loro in forma accidentale, o ridurre l’uomo alla “sua sola dimensione corporea”, ha conseguenze enormi sul piano pratico e porta con sé un cambiamento di costumi, di mentalità e di comportamenti che sono ormai sotto gli occhi di tutti. I grandi temi della vita umana e della famiglia fanno parte integrante della questione antropologica e sono la frontiera delle grandi risposte sull’uomo. La vera questione sociale oggi è la famiglia e dal modo con cui ci si orienta a considerare la famiglia nel vissuto quotidiano e nella società dipenderà la sopravvivenza o meno non solo della famiglia, ma della stessa convivenza umana, con quelle leggi e quelle regole che il mondo occidentale attraverso un cammino di secoli ha costruito.
Connessi al problema della famiglia sono i temi della libertà, del pluralismo, del relativismo etico, della non discriminazione. Temi di grande portata, determinanti per costruire l’Europa di domani, spesso intesi in modo riduttivo e parziale, spesso “congelati” in miti intoccabili, ma in realtà usati e piegati ad una concezione dell’uomo privo di quella centralità e dignità, ‹‹specifica del soggetto umano››, che costituisce ‹‹il punto di riferimento decisivo della nostra civiltà, sul piano filosofico ed etico, ma anche giuridico e politico, esistenziale e perfino estetico››, come ebbe a dire recentemente ad un convegno il Card. Ruini.
In altre parole: quando si parla di famiglia fondata sul matrimonio in realtà si discute della vita, della intelligenza, della libertà, della responsabilità dell’uomo e così si raccoglie la sfida lanciata dalla cultura odierna che vuole orientare l’uomo alla sola e semplice soddisfazione delle sue pulsioni e dei suoi desideri (che poi diventano presto bisogni).
Messa in questi termini, è del tutto evidente che non solo la questione antropologica, ma anche il dibattito sulla famiglia va posto su basi multidisciplinari. Solo qualche decina di anni fa non sarebbe stato necessario, ma i rapidi cambiamenti di mentalità del nostro tempo e la crescente banalizzazione della famiglia come fatto esclusivamente privato che non ha nessuna incidenza nella vita della società, chiamano in causa la filosofia, la storia, le scienze umane, la teologia, il diritto, le dottrine politiche. Discipline che devono mettersi a confronto, leggere la realtà alla luce della propria specificità, affrontare i problemi alla luce di quell’ umanesimo cristiano di cui Papa Benedetto XVl è il grande alfiere e che è condiviso anche da tanti non credenti che hanno accolto l’appello che l’allora Card. Ratzinger lanciò loro proprio da Subiaco: ‹‹…..anche chi non riesce a trovare la via della accettazione di Dio dovrebbe comunque cercare di vivere e indirizzare la sua vita veluti si Deus daretur, come se Dio ci fosse.…… è il consiglio che vorremmo dare anche oggi ai nostri amici che non credono››.
Recentemente Papa Benedetto XVl e poi il Card. Ruini hanno sottolineato che ‹‹esiste una divaricazione nella sensibilità morale, specialmente nelle nuove generazioni dell’Occidente: da una parte le tematiche della pace e della giustizia ……. stanno diventando un insieme etico che ha grande forza e che costituisce per molti la sostituzione o la successione della religione; dall’altra parte la morale della vita e della famiglia viene colta spesso in modo assai controverso e in questo ambito l’annuncio della Chiesa si scontra con una consapevolezza contraria della società››.
E’ proprio così e troppo spesso la dottrina sociale della Chiesa viene saccheggiata da varie concezioni sociali e politiche che accolgono solo quello che a loro sembra giusto, ignorando o criticando altri aspetti, senza tenere presente che la dottrina sociale cattolica è un corpus unico, che non può essere usato secondo propri interessi particolari o particolari sensibilità. Le parole vita, pace, famiglia, giustizia, solidarietà e sussidiarietà sono da declinare insieme e tocca a tutti noi cercare di superare questa divaricazione, riconducendo tutto all’unità, alla luce del Signore che ‹‹fa nuove tutte le cose››.
Con questo spirito ci siamo messi all’opera durante quelle giornate a Subiaco, ed è per questo che abbiamo cercato di affrontare il tema della famiglia fondata sul matrimonio da vari punti di vista, non escluso quello politico, con il coinvolgimento di parlamentari di maggioranza e di opposizione in una tavola rotonda che ha chiuso i Laboratori.
Come il precedente libro, anche questo raccoglie le relazioni degli studiosi invitati per l’occasione e come nella precedente edizione è grande il rammarico di non poter riportare anche la ricchezza del dibattito che ne è seguito.
Non abbiamo la pretesa di avere esaurito il problema, anche all’interno dello stesso mondo cattolico: siamo lieti di avere contribuito ad affrontare in modo serio un tema scottante e che torna in ogni sede e in ogni occasione, nella speranza che esso possa essere un seme che dà buoni frutti per il bene del nostro tempo e del tempo a venire.

Fondazione Sublacense Vita e Famiglia