Famiglia, dalla Spagna rilancio all’Europa

Chiesa
In piazza a Madrid la testimonianza gioiosa di due milioni di persone
DAL NOSTRO INVIATO A MADRID
Una sorprendente gioia condivisa da due milioni di persone. Questo il senso dell’ovazione che ha salutato l’apparire di Benedetto XVI sul maxischermo di 24 metri quadrati collocato sul fondo del palco dove si svolgeva la Grande celebrazione della Fiesta por la familia cristiana.
Una risposta corale prolungatasi nella enorme Plaza de Colón di Madrid, nelle tre larghissime e lunghissime arterie \’imperiali\’ che vi affluiscono.
La vista e l’ascolto era aiutato dagli altri sei maxischermi, da altoparlanti e radioline.
Con analogo entusiasmo hanno risposto le numerose famiglie radunate in Piazza San Pietro a Roma agitando gli striscioni che ripetevano lo slogan \’hombre y mujer los creò…\’.
Per alcuni minuti, ha scritto il quotidiano spagnolo \’Abc\’, «Plaza de Colón è divenuta la capitale della famiglia cristiana».

La presenza di famiglie giunte dal Portogallo, dalla Germania, dall’Austria, sembrava dare, dopo il Family Day, a questa grande Festa spagnola ulteriore slancio per un risveglio della famiglia cristiana in tutta Europa suscitato dallo Spirito Santo. Non sembra un caso dunque che il Santo Padre abbia terminato dedicando la preghiera mariana «al bene di tutte le famiglie del mondo».

Nell’omelia della grande celebrazione, momento culminante del raduno, l’arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela, che con tutte le realtà ecclesiali spagnole ha promosso l’evento, ne ha spiegato il senso: «Se qualcuno ci chiede qual è il significato di questa grande celebrazione, dobbiamo rispondere: le famiglie cristiane di Spagna hanno voluto offrire una testimonianza pubblica, esprimendo festosamente che nella esperienza della famiglia si riscopre e riceve e vive il gran Dono dell’Amore come primizia imprescindibile per vivere di amore e con amore in tutte le circostanze private e pubbliche della vita».
«Noi offriamo la nostra testimonianza, non la imponiamo», ha aggiunto, pregando la Sacra Famiglia che essa sia compresa nella coscienza sociale, e culturale.

Certo facendo presente la verità di questa cellula primaria della vita sociale non si può non ricordare che l’ordinamento giuridico spagnolo ha fatto dei passi indietro rispetto alla dichiarazione dei diritti dell’uomo dell’Onu di 60 anni fa, che affermò che la famiglia ha il diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato. A quella formulazione si deve tornare senza «astuzie dialettiche».

Dunque niente di più attuale della famiglia, come ha sottolineato il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, monsignor Riccardo Blázquez. Quando la si qualifica come tradizionale si dà l’impressione di discreditarla, contrapponendola ad una supposta \’famiglia moderna\’. «La famiglia è tradizionale – ha aggiunto Blázquez – perché affonda le sue radici nella stessa natura umana, è antica e nuova».

Una straordinaria sintonia ha segnato inoltre gli interventi di esponenti di alcune realtà ecclesiali che hanno promosso l’incontro. «In un mondo dove tutto si compra e si vende – ha detto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio – dove tutto è precario, la famiglia è lo spazio della gratuità: qualcosa di scandalosamente gratuito, ma non precario, stabile perché fondato sulla fedeltà dell’amore. Il mondo necessita più famiglia, perché necessita gratuità».

Julián Carrón di Comunione e Liberazione ha sottolineato che solo accogliendo Cristo è possibile che «la relazione più bella della nostra vita», l’amore tra i coniugi, non decada. Perciò compito della comunità cristiana è «favorire una esperienza del cristianesimo per la pienezza della vita di ciascuno».
«Senza comunità cristiane capaci di accompagnare e sostenere gli sposi nella loro avventura, sarà difficile, se non impossibile, che la portino a compimento felicemente», ha aggiunto Carrón.

«Dobbiamo aiutare la famiglia in tutta Europa», ha esordito Kiko Argüello, il quale, citando il passo evangelico della nozze di Cana, ha poi constatato che «il matrimonio, che è una bellezza della felicità naturale \’non ha più vino\’, perché finisce con la morte, e la felicità che termina non è felicità perfetta». (…)
L’iniziatore del Cammino Neocatecumenale ha concluso il suo intervento intonando, con una partecipazione corale di tutta la piazza, il canto \’Risuscitò\’.

«Oggi più che mai la famiglia deve es­sere amata protetta e sostenuta», ha scritto Chiara Lubich in un messaggio inviato alla Festa, sottolineando che è necessario «riempire di significato la vita familiare con una spiritualità di comunione, inerente alla famiglia».
Hanno parlato poi i responsabili spagnoli del Rinnovamento Carismatico, Manuel Carracedo; e dell’Azione Cattolica, Francisco Ayuga.

Domenica ricorrevano 25 anni da una storica Eucarestia che Giovanni Paolo II celebrò nella medesima piazza madrilena, sempre toccando i temi della famiglia. Particolarmente commovente vederlo sul video della Fiesta mentre pronunciava l’omelia fatta sempre in una domenica della Sacra famiglia, il 30 dicembre del 1988. Il Papa, inviando in missione delle famiglie, affermava con forza «fate tutto per la famiglia, niente contro la famiglia».
\’Per la famiglia\’, appunto.
Da queste parole ha preso spunto il grande raduno di Madrid, destinato certamente ad avere una risonanza molto profonda.
In Spagna e non solo.
 
PIER LUIGI FORNARI
(C) Avvenire, 2/1/2008