Esercizi ignaziani per utenti Web /2

Totus tuus


Cosa ne dice la Chiesa Cattolica?

«Avendo […] il diletto figlio, nobil uomo Francesco Borgia duca di Gandia, recentemente a noi fatto esporre che il diletto figlio Ignazio di Loyola […] aveva compilati certi insegnamenti o Esercizi spirituali tratti dalle Sacre Scritture e dalle esperienze della vita spirituale e redatti in ordine adattissimo a muovere piamente gli animi dei fedeli […] noi, che abbiamo fatto esaminare gli insegnamenti e tali Esercizi […] li abbiamo riconosciuti pieni di pietà e di santità e che sono e saranno molto utili e salutari per l’edificazione e spirituale profitto dei fedeli […] e tutte e singole le cose in essi contenute, con nostra certa scienza approviamo, lodiamo e, col patrocinio del presente scritto, comunichiamo. Molto esortiamo tutti i singoli i fedeli di Cristo d’ambo i sessi dovunque stabiliti che vogliano usare gli insegnamenti ed Esercizi tanto pii ed essere in quelli devotamente istruiti…
Dato a Roma, presso san Marco, sotto l’anello del Pescatore, l’ultimo giorno di luglio 1548, anno quattordicesimo del nostro pontificato
».
Paolo III, lettera apostolica «Pastoralis officii» per l’approvazione e raccomandazione degli Esercizi spirituali di sant’Ignazio


“Abbiamo sempre tenuto in grande considerazione l’abitudine agli Esercizi Spirituali (…) e non potreste certamente fare un’opera migliore per soccorrere il popolo, oggi esposto a così grandi pericoli.
“(…) Il metodo di sant’Ignazio è particolarmente adatto a prevenire le menti e i cuori dalle insidie nascoste del Modernismo (…) e a non lasciarsi ingannare dalle menzogne dei socialisti”.
(San Pio X, Exercitiorum Spiritualium, 8 dicembre 1904)



[Sant’Ignazio] “… ritiratosi nella grotta di Manresa, ammaestrato dalla stessa Madre di Dio nell’arte di combattere le battaglie del Signore, ricevette come dalle mani di Lei quel perfetto codice (…) di cui deve fare uso ogni buon soldato di Gesù Cristo”.
(Pio XI, Meditandibus nobis, 3-12-1922)

“Non è certamente vero che questo metodo abbia perso efficacità o non corrisponda più alle esigenze dell’uomo moderno. Anzi, è una triste realtà che il liquore perde vigore quando viene diluito nelle acque incolori della super-adattazione e la macchina perde potenza quando vengono smontati alcuni pezzi fondamentali dell’ingranaggio ignaziano”.
(Pio XII, Esortazione ai pellegrini dell’Opera degli Esercizi spirituali Parrocchiali di Spagna, 24-10-1948)

“Quanto all’ascetica del libro degli Esercizi, potremmo pensare che sant’Ignazio l’abbia scritto specialmente per la nostra epoca”
(Pio XII, Discorso al Collegio germanico, 10-10-1952)

“Il cristiano nel forte dinamismo degli Esercizi è aiutato ad entrare nell’ambito dei pensieri di Dio, dei suoi disegni, per affidarsi a Lui, Verità ed Amore (…) La scuola degli Esercizi Spirituali sia sempre un efficace rimedio al male dell’uomo moderno, trascinato dal vortice delle vicende umane a vivere fuori di se’, troppo preso dalle cose esteriori: sia fucina di uomini nuovi, di autentici cristiani, di apostoli impegnati. E’ il voto che affido all’intercessione della Madonna: la contemplativa per eccellenza, la maestra sapiente degli Esercizi spirituali”
(Giovanni Paolo II, Osservatore romano 17-18 dicembre 1979).

«Ignazio vi parla sempre di quel “magis”, di quel “di più” e di quel “seguimi”, a cui Cristo vi chiama, fissandovi con amore negli occhi ed interpellando la vostra libertà, come fece con il giovane di cui narra il Vangelo: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri…, poi vieni e seguimi” (Mt 19,21-22).
[…] Come ai tempi di Ignazio, di Stanislao, di Luigi, di Giovanni, così anche adesso non mancano le grandi imprese da compiere per il Regno. Sono grandi, sono difficili, ma sono belle e appassionanti. Sono le sfide del terzo Millennio, sono le vostre sfide, sono le sfide che il Signore della storia pone davanti alla vostra generazione.
Pertanto, non abbiate paura di essere santi! Abbiate il coraggio di cercare e trovare la verità al di là del relativismo e dell’indifferenza di chi tende a costruire il nostro mondo come se Dio non esistesse»
(Giovanni Paolo II, Ai giovani partecipanti ad un convegno ignaziano, 12 settembre 1991)