Esce un film sui Cristeros!

Santi, padri e dottori

Negli U.S.A. il primo film sul martirio dei Cristeros

Quando arriverà in Italia?

 

Chi erano i cristeros? 
Di certo non è facile introdurre una realtà così complessa e dimenticata come questa. Si può leggere con profitto quanto esposto qui: http://www.totustuus.me/modules.php?name=News&file=article&sid=148&siteid=1

Per fare una rapida e superficiale descrizione, limitiamoci a quanto segue.
I cristeros furono un gruppo di cattolici che in Messico, tra il 1926 ed il 1929, portarono avanti la cosiddetta guerra cristera (o cristiada, da cui il titolo), nel tentativo di liberarsi dalle insostenibili vessazioni da parte del governo e dei centri di potere anticlericali e massonici che avevano pressoché azzerato molte delle loro libertà – su tutte, quella di professare il cattolicesimo.

Alla regia della trasposizione cinematografica di questa intensa pagina di storia c’è Dean Wright, responsabile degli effetti speciali in pellicole come Titanic, Al di là dei sogni, gli ultimi due Il Signore degli Anelli ed i primi due Le Cronache di Narnia. Nel cast troviamo Andy Garcia, Oscar Isaac, Peter O’Toole, Eva Longoria e Bruce Greenwood. L’uscita di Cristiada non è ancora stata fissata, ma c’è sempre il sito ufficiale qualora intendeste tenervi aggiornati.

http://www.cristiadafilm.com

 

Di seguito vi proponiamo una meditazione su un giovane martire Cristero:

Viva Cristo Re!

Un giovane messicano, autentico modello di eroe cattolico

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

"Viva Cristo, Re!". Fu questo il grido che, negli anni 20, aprì le porte del Cielo e della gloria eterna a molti martiri durante la resistenza cattolica in Messico.

Infatti, i martiri cristeros, che parteciparono eroicamente di questa resistenza, lo gridarono al momento di essere fucilati dal regime anticattolico contro cui combattevano: un regime tirannico, che chiuse le chiese, perseguitò la Religione cattolica e seminò la disgrazia sulla Nazione amata dalla Madonna di Guadalupe.

Luís Segura Vilchi – il giovane che vediamo nelle fotografie di questa pagina – non fu sottoposto a nessun giudizio. Senza alcun avviso previo, fu prelevato dal carcere per affrontare il plotone d’esecuzione. Anche questo giovane lanciò quel glorioso grido, un po’ prima di quando lo raggiunsero gli spari dei suoi carnefici. Contro lui era stata scagliata l'accusa di cospirare contro la vita dell'empio dittatore Obregón.

Nella prima fotografia, vediamo il prigioniero mentre cammina verso il luogo della sua esecuzione, accompagnato da un sinistro funzionario del regime messicano. È sereno come se stesse percorrendo la navata di una chiesa dopo aver ricevuto la Santa Comunione, l'incontro che gli concedeva l'intimo convivio eucaristico con quel Dio per il quale, tra qualche istante, sarebbe dovuto morire.

Puro, virile, nobilmente padrone di sé stesso, ben vestito, distinto, e visibilmente dotato di una buona educazione, questo eroe può legittimamente essere considerato un modello di giovane cattolico: serio, generoso, pieno di fede e di coraggio.

Come gli sarebbe stato facile adoperare le sue numerose doti in modo egoistico, costruendosi uno stile di vita confortevole, mediante una bella carriera. Bastava soltanto che collaborasse con il regime ateo e ugualitario che allora soffocava la sua patria, o, almeno, che non gli si opponesse. Tuttavia, la sua coscienza di cattolico si rifiutava energicamente a questo.

Luís Vilchi si era vincolato al movimento Cristero e, grazie alla sua vigorosa personalità, al suo fervore e alla sua intelligenza, divenne subito uno dei suoi propulsori.

Dei testimoni affermarono che il giovane martire fu informato della sua imminente esecuzione solo quando lo stavano ritirando dalla sua cella. Con prontezza rispose che i suoi assassini lo avrebbero spedito in Cielo.