E’ in atto una rivoluzione anti cristiana

Attualità

In atto nel mondo una rivoluzione anticristiana

di Roberto de Mattei


La libertà dei cristiani si restringe sempre di più nel mondo. In Medio Oriente, in Africa e in Asia aumentano gli attacchi sistematici contro le comunità cristiane. Il 27 maggio, a Ginevra, l’Arcivescovo Silvano M. Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, parlando al Consiglio dei Diritti dell’Uomo, ha citato i dati sconvolgenti secondo cui, ogni anno, oltre centomila cristiani vengono uccisi per qualche motivo legato alla loro fede. Da parte sua, la studiosa e ricercatrice austriaca Gudrun Kugler, nel Rapporto dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani, presentato il 23 maggio scorso a Tirana durante la conferenza dell’Ocse, ha documentato come le limitazioni alla libertà religiosa e di espressione dei cristiani crescono a ritmo esponenziale anche in Europa.

 L’obiezione di coscienza – che riguarda i medici sull’aborto, così come i farmacisti sulle pillole abortive o i dirigenti del Comune sulle unioni civili o “matrimoni” gay – tende ad essere sempre più ristretta, mentre in molti Paesi i cristiani non possono esprimere opinioni contrarie all’omosessualità, neanche rifacendosi alla Bibbia, senza che queste vengano tacciate e sanzionate come “discorso d’odio”. 

In un editoriale apparso il 2 giugno 2013 sul “Corriere della Sera” Ernesto Galli della Loggia ci offre una puntuale descrizione della situazione. «Una grande rivoluzione sta silenziosamente giungendo al suo epilogo in Europa. Una rivoluzione della mentalità e del costume collettivi che segna una gigantesca frattura rispetto al passato: la rivoluzione antireligiosa. Una rivoluzione che colpisce indistintamente il fatto religioso in sé, da qualunque confessione rappresentato, ma che per ragioni storiche, e dal momento che è dell’Europa che si parla, si presenta come una rivoluzione essenzialmente anticristiana. Ormai, non solo le Chiese cristiane sono state progressivamente espulse quasi dappertutto da ogni ambito pubblico appena rilevante, non solo all’insieme della loro fede non viene più assegnato nella maggior parte del continente alcun ruolo realmente significativo nel determinare gli orientamenti delle politiche pubbliche – non solo cioè si è affermata prepotentemente la tendenza a ridurre il cristianesimo e la religione in genere a puro fatto privato – ma contro il cristianesimo stesso, a differenza di tutte le altre religioni, appare oggi lecito rivolgere le offese più aspre, le più sanguinose contumelie».

Galli della Loggia cita a questo punto alcuni esempi, tratti in parte da una dettagliata denuncia pubblicata dal quotidiano “ Avvenire”: «In Irlanda le chiese sono obbligate ad affittare le sale per le cerimonie di loro proprietà anche per ricevimenti di nozze tra omosessuali; a Roma, nel corso del concerto del Primo Maggio un cantante ha mimato il gesto rituale della consacrazione dell’ostia durante l’eucarestia avendo però tra le mani un preservativo al posto dell’ostia; in Danimarca il Parlamento ha approvato una legge che obbliga la Chiesa evangelica luterana a celebrare matrimoni omosessuali nonostante un terzo dei ministri di questa si siano detti contrari; in Scozia due ostetriche cattoliche sono state obbligate da una sentenza a prendere parte a un aborto effettuato dalle loro colleghe, mentre dal canto suo l’Ordine dei medici inglese ha stabilito che i medici stessi «devono» essere preparati a mettere da parte il proprio credo personale riguardo alcune aree controverse.

 Ancora: in un recente video di David Bowie, in cui la celebre rockstar è abbigliato in modo che ricorda Gesù, la scena mostra un prete che dopo aver percosso un mendicante entra in un bordello e qui seduce una suora sulle cui mani subito dopo si manifestano le stigmate; in Inghilterra, a un’infermiera è stato proibito di portare una croce al collo durante l’orario di lavoro, mentre una piccola tipografia è stata costretta ad affrontare le vie legali per essersi rifiutata di stampare materiale esplicitamente sessuale commissionatole da una rivista gay; in Francia, in base alla legislazione vigente, è di fatto impossibile per i cristiani sostenere pubblicamente che le relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso costituiscono secondo la loro religione un peccato. E così via in un profluvio impressionante di casi (per informarsi dei quali non c’è che andare sul sito wwww.intoleranceagainstchristians.eu ). Senza contare che ormai in quasi tutti i Paesi europei, al fine proclamato di impedire qualunque pratica discriminatoria, è stata cancellata l’erogazione di fondi alle istituzioni cristiane, così come è stata cancellata la clausola a protezione della libertà di coscienza nelle professioni mediche e paramediche. Non si contano infine in tutte le sedi più o meno ufficiali, a cominciare da quelle scolastiche, i casi di cancellazione, a proposito delle relative festività, della parola Natale, sostituita dal neutrale “vacanze invernali” o simili».

Un quadro più ampio, quotidianamente aggiornato, ci è offerto da Nocristianofobia.org, un eccellente sito che si propone di documentare le aggressioni anticristiane nel mondo e di spiegarne le ragioni. Da parte nostra vogliamo ricordare che proprio quest’anno cade il 1700esimo anniversario dell’Editto di Milano, con il quale l’imperatore Costantino diede piena libertà ai cristiani dopo tre secoli di persecuzioni. Grazie a quell’evento, la legge morale del Vangelo penetrò nelle istituzioni del Diritto Romano, trasformando le istituzioni e la mentalità. La Chiesa venne riconosciuta giuridicamente e integrata nel diritto pubblico. Nacque la Civiltà cristiana d’Occidente.

Oggi, 1700 anni dopo la “svolta costantiniana”, ci troviamo a lottare per difendere lo spazio sociale del Cristianesimo, aggredito da nuovi persecutori. Alcuni cattolici sognano un Cristianesimo anti-costantiniano, che si sbarazzi della Cristianità e i laicisti assecondano questo sogno, perché sanno che la fine della Civiltà cristiana conduce inesorabilmente alla fine del Cristianesimo. Chi, in nome di una malintesa “libertà religiosa”, respinge il regime di protezione accordato al Cristianesimo nell’età costantiniana, disarma la Chiesa, fingendo di ignorare che in tutta la sua storia Essa è sempre stata perseguitata da nemici che hanno evitato il confronto culturale e morale per colpirla con i mezzi della politica, della magistratura e delle armi.

 In passato, quando la Chiesa è stata combattuta, ha trovato difensori non solo sul piano apologetico, ma su quello politico, giuridico e militare. Non si trattava di imporre a nessuno l’atto di fede, che è per definizione libero, ma di difendere la verità cristiana, all’interno e all’esterno della Cristianità. Non c’è, sotto questo aspetto, discontinuità, ma continuità e sviluppo tra la Chiesa delle catacombe e la Chiesa costantiniana. I martiri hanno creduto nella verità del Vangelo e l’hanno amata fino ad offrire per essa la propria vita. Gli imperatori, i re, i condottieri cristiani, hanno amato la verità cristiana proteggendo, con le leggi e con le armi, il suo diritto a svilupparsi ed espandersi fino agli ultimi confini della terra. Questo diritto viene alla Chiesa da Gesù Cristo stesso, il Suo divino fondatore, e quella per Cristo o contro Cristo è  la vera battaglia oggi in atto nel mondo.

(Radici Cristiane n. 86 – Luglio 2013)