Crociata di carità. L’impegno di Pio XII per i prigionieri della seconda guerra

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MARGHERITA MARCHIONE, Crociata di carità. L’impegno di Pio XII per i prigionieri della seconda guerra mondiale, con Prefazione di Francesco Mercadante, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2006, 414, € 16.50

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Già dal titolo di questo volume è chiaro quale sia l’intento che l’autrice si prefigge mediante questa opera volta a ricostruire con fedeltà e amore per la verità uno degli aspetti del più generale tema relativo alle figura del Papa Pio XII, tema che da oramai lungo tempo viene polemicamente e pretestuosamente agitato da una pletora di soggetti sempre pronti ad attaccare la Chiesa e i suoi rappresentanti inseguendo infondati silenzi ed atteggiamenti complici nei confronti di regimi dittatoriali.
Ed infatti l’autrice Margherita Marchione, religiosa americana di chiare origini italiane, appartenente all’Istituto delle Maestre Pie Filippini, studiosa con alle spalle numerose pubblicazioni relative alla figura di Pio XII, non mostra alcuna esitazione ad avvisare i propri lettori che la sua ricerca si è mossa poggiando su due solidi pilastri. Da un lato abbiamo quindi, come meglio vedremo, un’attenzione ossessiva alle fonti, alle risultanze documentali, alle testimonianze “reali” e non alle “chiacchiere faziose ed infondate”, mentre dall’altro lato si avverte come l’autrice in questa ricerca puntigliosa trovi la conferma della propria convinzione secondo la quale Pio XII, ad onta delle innumerevoli calunnie sul suo conto, sia stato un uomo sapiente ed ispirato da Dio, che molto e fattivamente ha operato per il concreto bene delle persone vittime della guerra e per il raggiungimento ed il mantenimento della pace nel mondo.
L’opera di questo volume si apre con una Prefazione di Francesco Mercadante e con una Presentazione dell’Arcivescovo Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite. Nella Prefazione Francesco Mercadante evidenzia con molto acutezza uno dei tratti che caratterizzano il libro: l’opera e la figura di Pio XII sono stati inseriti da parte dell’autrice all’interno della più ampia galleria dei Pontefici che hanno attraversato, anche se in modo diverso, quel periodo storico particolarmente turbolento e difficile rappresentato dal secolo XX. E proprio in questa prospettiva, quella dello svolgimento del ministero petrino al servizio della Chiesa e di tutti gli uomini, l’opera di Pio XII si inserisce perfettamente, come risulta chiaramente anche solo scorrendo rapidamente l’imponente mole di documenti che l’autrice presenta e commenta nel corso dell’opera.
Il corpo dell’opera si presenta diviso in tre parti di ineguale grandezza, è preceduto da una breve introduzione dell’autrice oltre che dai ringraziamenti e dall’elenco delle abbreviazioni ed è seguito dalle note, dall’indice dei nomi e dalla bibliografia, a rimarcare il carattere di studio approfondito, nonostante si presenti di facile lettura, che questo volume costituisce.
La prima parte è dedicata alle figure dei Sommi Pontefici Pio XII, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, tutti e tre chiamati a governare la Chiesa e tutti e tre direttamente, seppur diversamente, coinvolti nelle vicende della II Guerra Mondiale; in particolare l’autrice fornisce le essenziali note biografiche di Pio XII, evidenziano le principali caratteristiche di diplomatico prudente e pastore accorto della Chiesa universale, ma sempre pronto a difendere la Verità ed ad adoperarsi per la Carità a favore dei fratelli in difficoltà.
La seconda parte, intitolata “La seconda guerra mondiale”, è essenzialmente dedicato a spiegare le concrete modalità di intervento del Vaticano durante questo periodo. In particolare l’autrice evidenzia, con grande risultanza di prove documentali il dispiegarsi dell’opera della Santa Sede, guidata ed indirizzata da parte di Pio XII, al fine di prendere variamente contatti con le famiglie ed i prigionieri di guerra, così da poter operare per offrire loro assistenza e conforto, riuscendo in questo modo a salvare numerose vite. Al centro di questa intensa opera di carità materiale ci fu l’Ufficio Informazioni del Vaticano, che il Papa volle potenziare fin dall’inizio del conflitto armato e che seguì nel suo operare per tutta la durata della guerra; nel libro è tratteggiato con molta chiarezza e precisione il benemerito funzionamento di questa istituzione della carità del Papa.
La terza parte è infine intitolata “Richieste di aiuto al Vaticano” ed è apparentemente quella più noiosa, ricca come è di documenti. In particolare essa riporta alcune tra le innumerevoli richieste di soccorso che da più parti venivano rivolte al Sommo Pontefice, nonché i vari documenti della Segreteria di Stato in risposta alle richieste o finalizzati alla soddisfazione delle stesse. Ma se solo proviamo a leggere questa parte immediatamente si ha la esatta percezione dell’immane opera caritativa svolta dalla Santa Sede durante il secondo conflitto mondiale.
Si può provare allora a tirare le fila di questo libro. E non si può quindi che porre in evidenza come questa opera, assieme alle molte altre ad altro non miri che al ristabilimento della verità storica, fondata sulle prove ancora oggi reperibili riguardo a Pio XII. In questo volume l’autrice si sofferma principalmente su un aspetto dell’opera di Pio XII che solitamente rimane un po’ in secondo piano, ovvero il concreto operare della Santa Sede nell’aiuto ai prigionieri di guerra. Ne emerge un quadro chiaro e nitido, nel quale il Pontefice appare come una figura ferma e decisa nel prodigarsi in questa opera a beneficio di tutti i fratelli, senza alcuna distinzione di nazionalità o di razza. Uno dei numerosi lati di un grande Papa come Pio XII è senza dubbio stato.

Aldo Pierluigi Benedetti