(Corsera) GPII: I politici devono difendere vita e famiglia

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 Giovanni Paolo II chiede ai politici impegno e rispetto per i «valori»



Papa: «Scelte coraggiose su divorzio e aborto»


Il Santo Padre denuncia «la tragedia» che «rende desolate le vite delle famiglie» e il «flagello che viola la dignità della vita»
 


CITTÀ’ DEL VATICANO – I politici hanno il «dovere» di fare «scelte coraggiose» per proteggere la vita «attraverso misure legislative» opportune. Lo afferma il Papa, chiedendo il rispetto dei «valori» e adeguate «politiche sociali» a sostegno della famiglia, contro il divorzio e l’aborto. Giovanni Paolo II lo ha sostenuto nel discorso consegnato al neoambasciatore dell’Estonia, Priit Kolbre, ricevuto per la presentazione delle lettere credenziali. Nel testo il Papa, dopo aver denunciato la «tragedia del divorzio che rende desolate le vite delle famiglie e delle comunità» e «il flagello dell’aborto che viola la essenziale dignità della vita umana», aggiunge: «Di fronte a queste afflizioni, nuovamente ricordo alle autorità civili che hanno il dovere di fare scelte coraggiose per proteggere la vita attraverso misure legislative e di sostenere i valori e le istanze delle famiglie attraverso effettive politiche sociali».

COSTITUZIONE UE – Il Santo Padre ha anche parlato nuovamente della necessità che la nuova costituzione dell’Ue attesti le radici cristiane dell’Europa. «La nuova Costituzione europea riconosca le radici cristiane che hanno contribuito e ancora contribuiscono al patrimonio spirituale del continente», ha detto Giovanni Paolo II rivolgendosi ai nuovi ambasciatori di Estonia e di Danimarca, ricevuti per la presentazione delle lettere credenziali. All’Estonia, in particolare, il Papa chiede che «appoggi gli sforzi della Santa Sede per assicurare che il Trattato della Costituzione europea riconosca il posto del cristianesimo nel cuore della vita del Continente e del suo futuro».

VERITA’ E VALORI – Mentre alla Danimarca, criticando le posizioni della massoneria internazionale, ha ricordato che «una visione d’Europa staccata da Dio può solo condurre a frammentazione sociale, confusione morale e disunità politica». Come aveva ripetuto anche giovedì sera agli universitari di Roma, secondo il Papa «le verità e i valori del cristianesimo sono stati a lungo fondamenta della vera costruzione della società europea. Una eredità – ha aggiunto venerdì – che non appartiene solo al passato, ma è un progetto sempre in fieri ed è imperativo che nel momento in cui le nazioni d’Europa si avviano a una nuova configurazione, la perenne proclamazione di verità del cristianesimo sia riconosciuta e reclamata». Così, «solo proteggendo la vera identità europea, su cui si fondano libertà e democrazia può essere assicurato il genuino progresso delle sue istituzioni culturali e civili».

 
12 dicembre 2003