(CorSera-il Tempo) Presentato alla stampa americana il film di Gibson

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Nel cast, fra gli altri, Claudia Gerini, Monica Bellucci e Luca Lionello


Gesù secondo Mel Gibson


Presentato alla stampa «The Passion of the Christ» di Mel Gibson. Il film contestato per la sua presunta carica antisemita

 
AZUSA (LOS ANGELES) — Gesù Cristo-Jim Caviezel appare nell’orto-uliveto di Getsèmani, prima del suo arresto ma è già coperto di sangue. Poi arriveranno le flagellazioni — sarà frustato anche con un gatto a sette code —, le ferite (in una sequenza ha un occhio semichiuso per una freccia), la Via Crucis e il supplizio finale.

E’ la prima uscita ufficiale di The Passion of the Christ, regia di Mel Gibson, ormai da mesi contestato per la sua presunta carica di antisemitismo. L’altra sera il film è stato mostrato alla Hollywood Foreign Press, ma questa, nel campus dell’evangelica Azusa Pacific University, è stata una vera anteprima, con tanto di dibattito cui ha partecipato l’autore. Trecentottanta invitati (tutti controllati all’ingresso): studenti, nativi indiani in gran numero perché la cittadina satellite di Los Angeles conta molte comunità di pellerossa-americani , religiosi, professori di teologia (e non solo), cattolici, ebrei, buddisti , reverendi della Chiesa luterana di Cristo del vicino sobborgo di Covina, Marvin Hier del Simon Wisenthal Center di Los Angeles.

Torniamo al film: il diavolo, un ragazzo imberbe (Rosalinda Celentano) con il capo coperto, tenta Cristo proponendogli la «sua» salvezza; altre volte apparirà sullo schermo, in compagnia di un serpente a indicare la sua natura malvagia. Gesù lo respinge.Più di sette volte cadrà, poi, nella polvere intrisa del suo stesso sangue, sotto il peso della Croce. Ponzio Pilato (Ivano Marescotti) dilaniato dal dubbio ascolta i consigli della moglie (Claudia Gerini) che gli chiede di salvare «un uomo che è un santo» ; il ladrone (Sergio Rubini) dice, sulla croce a fianco di Gesù: «Io devo morire perché ho vissuto nel male, tu sei un santo e non è giusto ciò che ti stanno facendo»); Maria Maddalena( Monica Bellucci) sfiora con gesto delicato i piedi di Cristo; il discepolo Giovanni (Hristo Jivkov) si dispera; un cavallo pieno di vermi appare in diverse scene con il tormentato Giuda (Luca Lionello), che si impiccherà con la sua cavezza; Maria Vergine (Maia Morgersten) asciuga in una scena con il velo bianco il volto martoriato di Gesù.

Un terremoto alla morte di Cristo sconvolge la città di Matera (dove il film è stato girato), ma — nel finale — la Resurrezione è delicata: il sudario bianco si svuota improvvisamente, come un velo leggero, ormai senza corpo, dopo tuttoquel sangue che sprizzava ovunque.
Le scene sono state così cruente da indurre molti spettatori a chiudere o a distogliere gli occhi…Alcuni hanno pianto di commozione, ma solo nelle scene — poche —in cui si tornava al passato:in un flash back, per esempio, Gesù bambino cade e Maria, la madre, gli dice: «Io sono qui». O quando Gesù falegname è al lavoro su un tavolo di legno e ha sul giovane volto un sorriso sereno, l’unico del film.

Alla fine il dibattito, 40 minuti, con l’attore-regista e il direttore-marketing della produzione, Paul Lauer, che esortava gli studenti a inviare domande anche online per sostenere il film: «Ora tocca a voi, come alle comunità cattoliche, sostenerlo con il passaparola».Variety lo ha definito «un film che sarà un business contro ogni aspettativa:i dati previsti per il primo weekend di incassi sono di oltre 15 milioni di dollari»

Giovanna Grassi

Corriere della Sera 11 febbraio 2004

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Il Tempo – «THE PASSION»


Ebrei Usa al Papa «Sconfessate il film di Gibson»

 

È in assoluto la mistura piu’ pericolosa esistente: politica, religione e spettacolo. Tanto piu’ quando, chi sceglie di gestire un’operazione del genere, si piazza all’interno della campagna elettorale presidenziale. Era proprio cio’ che voleva Mel Gibson, e in questo c’e’ riuscito in pieno. Ha messo in piede un evento che inevitabilmente obbliga l’intera critica cinematografica statunitense a farsi da parte, rinunciando ad esprimere un giudizio sulla qualita’ artistica del film, perche’ «The Passion» è diventato un elemento integrante della battaglia politica americana per le elezioni presidenziali. Lunedi’ 17 febbraio, Mel Gibson, invece di presentare il film nelle consuete sale messe a disposizione dall’industria cinematografica di Hollywood, ha preferito farlo proiettare in dodici sale pubbliche in anteprima, sponsorizzato da associazioni conservatrici che negli stati del meridione molto spesso sono state accusate di razzismo nei confronti della minoranza nera, ebraica e asiatica. Ha rilasciato, inoltre, una intervista nel corso della quale ha definito se stesso «ispirato direttamente dal Signore, disgustato dal materialismo dilagante, e spinto da necessità interne spirituali». Immediata la reazione della Anti Defamation League, la piu’ importante organizzazione di diritti civili ebraica attiva negli Stati Uniti che gia’ aveva espresso delle perplessità sul film accusandolo di pratica antisemita. Per bocca del proprio portavoce, la ADL ha chiesto ufficialmente e direttamente al Vaticano di «spiegare ai propri fedeli che il film “The Passion” diretto da Mel Gibson non riflette in alcun modo le parole e le tesi dei Santi Vangeli bensì esprime una opinione e una interpretazione personale del signor Mel Gibson».
S. D. C.

giovedì 19 febbraio 2004