(CorSera) Un film sul ‘Marco Polo in saio’

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Il 24 ottobre verrà proiettata a Shanghai la storia del frate Odorico


La Cina comunista premia un film religioso


CorSera 21-10-2005



Non era un’impresa facile. Neanche per uno che chiamavano il «Marco Polo in saio». Eppure Odorico da Pordenone (o del Friuli), frate dell’ordine di san Francesco d’Assisi nato a Villalta (Pn) nel 1265 e morto a Udine nel 1331, c’è riuscito. O meglio, c’è riuscito il film che di Odorico racconta la storia, la sua e quella del viaggio, lungo e coraggioso, che nel 1318 dal Friuli lo portò fino in Cina, a Kambalic (l’odierna Pechino) a predicare il Vangelo e la pace per volontà di papa Giovanni XXII. Si chiama Ai confini del cielo e lo ha diretto Leandro Castellani, regista di cinema e tv in passato premiato con il Leone d’oro. Lo ha realizzato l’Associazione Forum Iulii per la diffusione nel mondo della cultura del Friuli Venezia Giulia, presieduta da Pietra Paola Gavazzeni, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e di altri enti, pubblici e privati. E la notizia è questa: Ai confini del cielo è il primo film di argomento religioso ufficialmente ammesso in Cina, e anche il primo a essere premiato dalla Repubblica popolare cinese. Il premio in questione è il «Cervo» per il miglior filmato europeo, ricevuto quest’anno al Festival internazionale del cinema di Changchun, capoluogo della provincia di Jilin, in Manciuria. Un risultato unico, per l’Italia e per l’Europa e per un Paese come la Cina, retto da un regime comunista e che non ha rapporti diplomatici con la Santa Sede. Segno che le strade battute dai viaggiatori del lontano Medioevo possono ancora fare da tramite tra i popoli.
Tra qualche giorno – il 24 ottobre prossimo – Ai confini del cielo verrà proiettato a Shanghai nell’ambito delle attività legate alla quinta Settimana della lingua italiana nel mondo, in programma in 77 Paesi dal 23 al 29 ottobre, organizzata dal ministero degli Affari esteri e dedicata quest’anno a «La lingua italiana tra narrativa e cinema dagli anni Settanta a oggi».

Giulia Ziino