(CorSera) Sirchia contro l’Aids consiglia la castità

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Critiche alla nuova campagna ministeriale

L’Arcigay attacca Sirchia
«Stessa linea del Vaticano contro l’Aids, la castità»
ROMA – «Sull’Aids il ministro Sirchia ha accettato la
linea del Vaticano, cancellando dalla campagna
ministeriale ogni riferimento all’uso del preservativo
e ai gay».

E’ questa l’accusa rivolta da Arcigay al titolare della
Sanità e al Vaticano.
«Il ministero della Salute – sostiene l’Arcigay – ha
escluso i gay dalla campagna di prevenzione in corso».

Secondo l’associazione «è la prima volta, da quando
negli anni Ottanta sono partite le campagne di prevenzione
contro la malattia, che non è prevista alcuna iniziativa
rivolta ai gay».

«E’ grave e ingiustificato – ha commentato Sergio Lo
Giudice, presidente nazionale Arcigay – che, mentre
stiamo assistendo a un incremento percentuale della
diffusione della malattia per via sessuale, anche
relativamente ai rapporti omosessuali, il ministero
decida di non prevedere, contrariamente a un suo preciso
dovere, iniziative espressamente rivolte alla
popolazione gay. La prevenzione è bloccata, le nuove
infezioni no. Il ministero si assume una responsabilità
gravissima».

Secondo il rapporto semestrale dell’Istituto superiore di
sanità, nel primo semestre 2003 i nuovi casi di Aids
registrati, dovuti a rapporti omosessuali, sono stati 84,
il 18 per cento del totale.
Questo accade mentre il Vaticano, nella giornata mondiale
per la lotta all’Aids, ha emesso ieri una forte difesa
della sua posizione contro il preservativo, affermando
che la fedeltà, la castità e l’astinenza sono i modi
migliori per fermare l’Hiv e l’Aids.

Il messaggio del cardinal Javier Lozano Barragan,
presidente del Consiglio pastorale per la cura della
salute, ha definito i nuovi modi per aiutare la gente
a cambiare stile di vita, parlando dell’importanza di
rispettare i «valori religiosi e morali della sessualità
e del matrimonio, chiamati fedeltà, castità e astinenza». 

(C) Corriere della sera 02/12/2003
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