(CorSera) RU-486: l’omicidio con il bicchier d’acqua

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CorSera 6 ottobre 2005

 

La Chiesa: «Si vuole che l’aborto diventi sempre più facile contraccezione»

 

Pillola abortiva, «un atto contro la vita»

 

L’Osservatore Romano contro il Comitato Etico del Piemonte che ha dato il via libera alla ripresa della sperimentazione sulla RU-486
ROMA – «Ancora un atto contro la vita, ancora una volta la scienza viene messa al servizio della morte». L’Osservatore Romano punta il dito contro il Comitato Etico della Regione Piemonte che ha dato il via libera alla ripresa della sperimentazione sulla pillola abortiva “RU-486”, bloccata, il mese scorso, con un’ordinanza del ministro della Salute Francesco Storace. L’organismo, presieduto dall’assessore regionale alla Sanità Mario Valpreda, ha infatti accolto con parere favorevole il protocollo modificato dall’ospedale Sant’Anna di Torino, sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero.

«ABORTO FARMACOLOGICO» – Sottolinea il quotidiano della Santa Sede: «A brevissimo termine, sembra da lunedì prossimo, il “progetto pilota” per l’aborto farmacologico, accolto da più parti come una rinnovata conquista di libertà, di autodeterminazione, “come un atto dovuto”, potrà riprendere».
Il giornale vaticano denuncia: «Si vuole che l’aborto diventi sempre più facile contraccezione, la più tragicamente efficace: si è ormai arrivati a un tale oscuramento delle coscienze da ritenere atto di libertà l’uccidere il più indifeso degli innocenti. Un atto di libertà massimo in quanto l’omicidio – perché di omicidio vero e proprio si tratta – diventa estremamente facile».