(CorSera) E il vescovo denuncia il declino della Chiesa

Pubblicazioni

Corriere della Sera 12-3-2003

Il libro di Maggiolini: un atto di accusa contro le debolezze del cattolicesimo

E il vescovo denuncia il declino della Chiesa

di ARMANDO TORNO
I preti mancano. Le suore anche di più. Nessuna buona nuova nemmeno dai frati: alcune congregazioni stanno scomparendo. I seminari sono sempre più vuoti e dopo quelli faraonici degli anni ’50 e ’60 «oggi ci si muove dentro in monopattino». I rimedi sono incerti, inefficienti. Lo spirito di missione si è rovesciato e si tira avanti con i religiosi importati dal Terzo mondo. I perché di questa crisi li spiega Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, nel suo Declino e speranza del cattolicesimo (Mondadori). Questo saggio con alcune pagine al vetriolo, scritto come dicevamo da Alessandro Maggiolini, sarà in libreria all’inizio della prossima settimana.
Intendiamoci: il vescovo di Como tenta un appello per salvare i valori del cattolicesimo. Nota che ormai è lo stesso insegnamento evangelico a essere disatteso nella predicazione, nella teologia, nella pratica. La macchina massmediale, puntualizza, ha trasformato il magistero della Chiesa in quello esclusivo del Papa. Non che sia un fatto condannabile, ma sotto il mantello pontificio rischia di agitarsi il nulla. I vescovi, ricorda, intervengono raramente e, quando capita, si esprimono «a plotoni»; di solito parlano con i documenti della Cei (la Conferenza episcopale italiana) che in molti casi, proprio per l’effetto della comunicazione, rischia di trasformarsi in una realtà virtuale. Si elencano i «peccati della Chiesa» e si chiede scusa sempre più sovente («a chi?», si domanda il prelato); accanto a Cristo si collocano altri «salvatori» che equivalgono a lui o quasi. Ma, nota Maggiolini, si può ancora porre la questione della verità di una religione dal momento che tutte sembrano contenere aspetti comuni e pare che una valga l’altra? C’è di più. Ormai si scelgono testi biblici con la volontà di trascurarne altri: è un metodo «che porta ad autentiche caricature del cristianesimo». Per questo il vescovo di Como avverte che la Sacra Scrittura può essere fonte di equivoci se non è letta con la Chiesa. «Molte eresie nascono dalla Bibbia», sottolinea e tutti riescono a trovare nelle pagine del sacro testo un versetto per giustificare quel che vogliono sostenere. Si invita alla prudenza, a ricordarsi che la Chiesa è un corpo vivente e non un’ associazione dalle buone intenzioni. Maggiolini ribadisce alcune «verità», come l’esistenza dell’inferno, accantonato dalla teologia buonista e dalla predicazione politicamente corretta, le medesime che hanno smarrito il senso dell’autorità e dei grandi temi. Non a caso, ad esempio, è censurato volentieri qualunque discorso intorno alla morte, argomento vietato che «suona maleducazione, sgarbatezza, inurbanità». Ma essa è una delle poche certezze, non si può ignorare se si desidera vivere la fede cristiana . Non si dimentica, infine, il tema della santità. È noto che l’attuale Pontefice ha battuto i record in fatto di beatificazioni e canonizzazioni, ma – nota Maggiolini – si sbaglierebbe chi credesse che tutto questo dipenda da certe interpretazioni del Vaticano II. Sottolinea: «Spesso sono figure storiche riprese dagli archivi della Congregazione dei santi o dolcemente imposte dalle diocesi o – assai più sovente – da famiglie religiose». Insomma, niente a che vedere con la fioritura dei santi che si è avuta dopo il Concilio di Trento o il Vaticano I. L’autore cerca un dialogo. Ammette che alcune situazioni sono state coperte dal silenzio. Certe cose però si vedono e sarebbe ipocrita negarle. La Chiesa, per Maggiolini, non si salva imitando gli struzzi. Cominciare dalle «verità» di base della fede può essere un inizio sicuro. Ma questo sarà possibile se c’è ancora la volontà di riconoscere la crisi che sta minando il cattolicesimo.

Armando Torno