(CorSera) A febbraio, a Roma, corso sul demonio per esorcisti e sacerdoti

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  Esorcista intervistato dalla radio Vaticana che presenta le lezioni contro l’occultismo


«Satana? Provoca scottature e graffi nei posseduti»


 


Il racconto di padre Bamonte: «Non ho paura quando affronto il Maligno perché so che teme le preghiere»


 


di Luigi Accattoli


CITTA’ DEL VATICANO – «Scottature, graffi, voci nella mente, battiture sul corpo, senso di suicidio e un orrore per il sacro, che non è normale per una persona, e che – in presenza di preghiere o di oggetti sacri – induce a reazioni furibonde»: sono i «disturbi» che Satana provoca a chi si avventura nei suoi «domini», cioè «nella superstizione, nella magia e sulla via del male e delle tenebre», dove appunto regna «il principe delle tenebre». Quell’elenco dei «disturbi» provocati da Satana è stato fatto dal padre Francesco Bamonte, noto esorcista, in un’intervista trasmessa ieri dalla «Radio vaticana».


Occasione dell’intervista, un corso di aggiornamento per sacerdoti su «satanismo, esorcismo e preghiera di liberazione», organizzato dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma e dal GRIS, Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa.


Le lezioni, che avranno inizio il prossimo febbraio, saranno tenute da sociologi, teologi, medici, psicologi ed esorcisti, chiamati ad «analizzare il tema della possessione diabolica alla luce della sempre maggiore diffusione del satanismo tra i giovani di oggi».


Secondo il padre Bamonte – religioso dei Servi del Cuore immacolato di Maria – sono quattro le «vie» principali attraverso le quali si può «cadere vittime» del demonio: per «iniziativa di Dio», che «non impedisce» quella «caduta» per il bene di chi ne è «vittima», ed è il caso di santi «percossi dal demonio, tormentati o addirittura posseduti»; per «colpa propria», quando ci si dedica a una forma di occultismo; se si «subisce un maleficio, ossia un male causato da una persona legata a Satana»; se ci si «indurisce» nel «peccato», con un «totale rifiuto a ravvedersi».


La moda attuale dell’occultismo il padre Bamonte – che è autore di volumi intitolati «Cosa fare con questi maghi?» (Ancora 2000) e «I danni dello spiritismo» (Ancora 2003) – la spiega con il «calo della fede», che «porta ad andare sempre più» verso la pratica della magia, del paranormale e dello spiritismo, cercati – magari inconsapevolmente – come surrogati del religioso.


Che avviene quando una persona che teme di essere «posseduta» si presenta da un esorcista? Verificato che non si tratta di un disturbo psichico, o psicologico – in tal caso si consiglia a quella persona di rivolgersi a uno specialista dell’una o dell’altra patologia – si indaga su eventuali precedenti del soggetto, in materie attinenti al satanismo, in modo da poter «andare alla radice del male».


«Si chiede – dice il maestro esorcista – se la persona ha frequentato maghi, satanisti, sette o se ha fatto egli stesso spiritismo, se ha partecipato anche soltanto per curiosità a una messa nera, se ha avuto nella famiglia persone che si dedicano alla magia».


Infine si arriva alla celebrazione dell’esorcismo, che è una preghiera di «liberazione» dalla possessione diabolica. «In concreto – racconta il padre Bamonte – si ordina al demonio, quando veramente si è certi che c’è lui, di lasciare quella creatura che sta tormentando, nel nome di Gesù Cristo, che ha dato questo potere agli apostoli e alla Chiesa».


Alla domanda se l’esorcista non abbia paura di questo contatto ravvicinato con Satana, il padre risponde che «no», perché «quello dell’esorcismo è un ministero della Chiesa, dove c’è tutta la protezione di Dio».


Ma è l’esperienza stessa – assicura il religioso – a incoraggiare l’esorcista: «Non ho paura anche per il fatto che, quando faccio un esorcismo, vedo che è il demonio ad aver paura delle preghiere».


 

Corriere della sera 24 dic. 04