Contro il Cristianesimo: L’Onu e l’Unione Europea come nuova ideologia

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E. Roccella – L. Scaraffia, Contro il Cristianesimo: L’Onu e l’Unione Europea come nuova ideologia, Piemme, Casale Monferrato, 2005, pp. 210, € 11,50

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Circola nei mass-media una sorta di leggenda rosa nella quale tutto ciò che ha attinenza con l’attività di organismi internazionali come l’Onu e l’Unione europea riveste un valore positivo. E’ così che si leggono o sentono frasi del tipo: ‘l’Europa ci guarda, ci giudica’, ‘cerchiamo di non perdere il treno dell’Europa’, ‘di non sfigurare nei suoi confronti’ e tante altre simili. Lo stesso accade per quanto concerne l’Onu: per la televisione ed i giornali, in ogni situazione di crisi internazionale, si attende infatti una sua risoluzione oppure l’arrivo dei c.d. caschi blu come se ciò costituisse la soluzione di ogni male Tutti sono pronti a cooperare con cieca fiducia per le raccolte di fondi promosse dai suoi organismi e così via. 
Poco o nulla, invece, si conosce di cosa realmente accade nelle miriadi di organismi che dall’Onu e dall’UE dipendono o che, comunque, da esse traggono i propri finanziamenti e, soprattutto, ignoto è, in genere, il contenuto dei sempre più numerosi documenti di natura giuridica (dichiarazioni, direttive, discussioni, congressi internazionali) che tali istituzioni sfornano a getto continuo.
Si tratta invero di realtà della massima importanza. Infatti, questi Onu ed Ue gestiscono risorse economiche che, spesso, superano il bilancio di interi stati per cui sono in grado di condizionare la vita interna di molte nazioni subordinando il mantenimento degli aiuti internazionali all’attuazione di misure da loro dettate.
Ebbene, non appena li si vada ad esaminare un po’ più da vicino, appare evidente come Onu ed Ue non sono istituzioni, per così dire, neutre, ispirate, tutt’al più, ad una vago umanitarismo ma veri e propri dispositivi ideologici al servizio di una politica della quale è difficile definire la natura secondo i consueti schemi parlamentari.
Alla sua analisi è appunto dedicato il libro che presentiamo. Ne sono autrici Eugenia Roccella, giornalista ed esponente del movimento femminista negli anni ’70 e Lucetta Scaraffia, docente di storia contemporanea all’Università di Roma.
Secondo le autrici, all’interno di Onu ed Ue ed, insieme, nel vasto universo degli organismi che ad essi fanno capo o che con essi collaborano (istituzioni internazionali, O.N.G, foundation più o meno note), si è affermata negli anni un’ideologia che ha profondamente modificato la nozione di diritti dell’uomo da cui essi invece dovrebbero invece trarre ispirazione. Infatti alla loro nozione di diritto fondato sulla natura dell’uomo che, del resto, nasce prima di tutto dal comune buon senso, se n’è sostituita un’altra di tipo eugenetico ed anti-natalista. Essa nasce da una combinazione di più di un filone di pensiero: la critica strutturalista al concetto di natura umana immutabile; preoccupazioni pseudo-scientifiche sulla c.d bomba demografica e le paure che ne derivano circa le future condizioni di vita del pianeta ed, infine, un certo femminismo radicale. Da tutto questo, deriva quella che è una vera e propria ossessione degli organismi internazionali in esame a favore di ogni tipo di controllo delle nascite per cui cospicui finanziamenti sono erogati a tutti gli stati che introducono ogni sorta di pratica anti-natalista: uso di contraccettivi, sterilizzazione e, perfino, aborto. Tutto questo fino a considerare nazione non affidabile ad esempio, la Polonia, perché non ancora allineata al resto del mondo con la legislazione in materia di aborto mentre invece si sorvola su ben più significative violazioni dei diritti della donna quali ad esempio quelle dei paesi islamici. Emblematico poi il caso dell’Iran dove l’ayatollah Khomeini, con un pronunciamento teologico (fatwa) a favore della c.d. pillola, ottenne fiumi di denaro. Del tutto logiche poi, le conseguenze di questa ideologia anche in punto di eugenetica ed eutanasia con ogni tipo di favore per ogni pratica diretta a … liberare l’umanità dal peso di soggetti non voluti perché inabili. Infine, sempre come ulteriore logica conseguenza, la concezione della pratica sessuale in un’ottica puramente erotica: scissa cioè da ogni fine procreativo. Non è dunque difficile comprendere come, inevitabilmente, questo modo di vedere il sesso finisca anche per giustificarne l’uso non ricreativo per eccellenza: quello omosessuale.
Ecco dunque spiegata la profonda, radicale ostilità che negli organismi internazionali si respira contro la Santa sede e gli Usa quantomeno quando essi –con la Presidenza Reagan negli anni ’80 e, poi, di nuovo con l’attuale- hanno adottato politiche decisamente ostili ad aborto ed eugenetica.
Ed ecco anche il motivo per cui quando, ad esempio, gli Usa hanno tolto cospicui finanziamenti ad ONG che incentivavano politiche abortive, l’Ue è corsa immediatamente in loro soccorso reintegrando i fondi venuti a mancare.
Inevitabilmente poi anche le –poche- voci che, in occasione di questo genere di dibattiti, si sono levati a ricordare come ben altri siano i diritti della donna nel mondo (ad esempio, quelli ad una reale assistenza durante la gravidanza e, soprattutto, ad una maternità tutelata) sono rimaste prive di ogni minima risonanza: in aula ed, ancor più, all’interno dei pesanti apparati burocratici che veramente gestiscono la politica dei due organismi: Onu ed Ue.
Questi appena indicati sono solo alcuni degli spunti che si trovano nell’interessante libro delle due autrici che ha l’ulteriore pregio di essere, se non andiamo errati, il primo in Italia ad alzare il velo sulla cortina di abili silenzi creati intorno alla politica di questi due organismi internazionali.
Andrea Gasperini