Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta

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Roberto de Mattei, Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta, Lindau Edizioni 2010, EAN 9788871808949, pagine 632, Euro 38

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Sconto su: http://www.theseuslibri.it

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E’ inutile nascondersi dietro a un dito: tutti stiamo rigirando tra le mani l’ultima fatica di Roberto de Mattei.

Il fatto è che probabilmente siamo di fronte alla ricerca più importante che sia mai stata scritta da uno storico cattolico sulla Chiesa degli anni precedenti e successivi al Concilio. Si tratta di un lavoro poderoso, di oltre 600 pagine, con molti documenti inediti e d’archivio, reperiti anche all’estero, specialmente tratti da diari di protagonisti del Concilio. Già. Perché De Mattei non è un millantatore, ma è davvero un professore universitario statale di storia moderna, come risulta dal sito del Ministero per l’Università (1).

Il suo lavoro è di fatto la prima e unica risposta "scientifica" alla faziosa Storia del Concilio del comunista G. Alberigo & compagni. Infatti, il piccolo libro di padre Ralph Wiltgen (The Rhine Flows into the Tiber: the Unknown Council; Hawthorn Books, New York 1967) non è mai stato tradotto in italiano, mentre la pur coraggiosa opera di Mons. Agostino Marchetto (Concilio Vaticano II contrappunto per la sua storia) è piuttosto una risposta apologetica all’opera di disinformazione svolta dai dossettiani di Bologna, che una vera e propria ricerca storica.

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Prima di proporre questo libro ai propri lettori, totustuus.it è stata colta da dubbi provocati da recensioni apparse sulla stampa e vari siti internet.

Quelle contrarie al libro, tuttavia, ci sono sembrate permeate dalla preoccupazione di conservare la propria rispettabilità: De Mattei è indubbiamente uno studioso scomodo e "crudo". Quelle favorevoli, non ci sembra che abbiano colto l’originalità del lavoro del professore romano.

A noi pare che la portata di quest’opera non possa essere ridotta alle sviste (pur presenti) sull’ermeneutica della continuità (Agnoli e Gnocchi con Introvigne) o etichettata banalmente come una storia del Concilio scritta da un punto di vista conservatore (l’ex prete Gianni Gennari e Melloni con Tornielli).

Ai primi va detto che, se è chiaro che l’unico modo corretto di leggere i testi del Concilio è alla luce dell’immutabile dottrina cattolica, è anche vero che il lavoro di uno storico va valutato per la sua scientificità e non per dei giudizi (per giunta controproducenti) forse provocati dal dolore per l’efficienza di chi vuol distruggere la Chiesa dall’interno.

Ai secondi, invece, basta far notare che il liquidare come "lefebvriano" uno studioso serio non solo non elimina la realtà dei fatti, ma ricorda tanto la democrazia dei soviet. Se, invece, le intenzioni di liquidare l’opera sono "buone", si deve ricordare che Benedetto XVI ha parlato della situazione della Chiesa dopo il Concilio come di "una battaglia navale nel buio della tempesta" (22-12-2005): ci sembra pertanto poco responsabile esibire un ottimismo superficiale o, come gli struzzi, nasconder la testa sotto la sabbia. Certo, è evidente che quest’opera piacerà anche agli eretici sedicenti tradizionalisti, ma costoro costituiscono ormai un fenomeno sociologicamente irrilevante e meritevole di cure.

Così, la nostra decisione di recensire questo libro è dovuta ai seguenti
motivi:


– il libro non seminerà dubbi nei semplici fedeli perché non lo leggeranno in
quanto troppo lungo e complesso;


– l’opera farà invece un gran bene ai nostri lettori vescovi, docenti
universitari e, in genere, ai christifideles che abbiano il cuore ben
saldo alla Cattedra di Pietro, spingendoli alla vita di pietà e ad atti di
riparazione più intensi;
– i rari (e opinabili) giudizi dell’autore sono lontani
dalla tesi – controproducente e sbagliata – che caratterizza un recente testo di Mons. B. Gherardini
sull’ermeneutica della continuità;
– tutto il testo ha nella trama
una filiale devozione alla Madonna Santa, Madre della Chiesa e debellatrice di
tutte le eresie.


Insomma, a noi pare che, al di là dei giudizi eccessivi e di inevitabili
sbavature, il testo di De Mattei contenga una grande opportunità missionaria:
il far conoscere maggiormente l’azione di chi opera all’interno della Chiesa per
distruggerla
.

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Dopo queste premesse veniamo alla descrizione di cosa questo lavoro
contiene.


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Il testo si compone di una Introduzione, un’importante bibliografia, un
capitolo su “La Chiesa nell’età di Pio XII“, uno sul Beato Giovanni
XXIII, quattro capitoli su ciascuna delle sessioni del Concilio, un capitolo sul
cosiddetto post concilio e una Conclusione.

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1. L’introduzione non contiene informazioni e ricerche storiche ma giudizi
(non condivisibili) che rischiano di mettere in cattiva luce il resto della
ricerca: vi consigliamo di saltarla a piè pari anche perché ci è parsa la parte
meno utile e importante del libro.

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2. Diversamente, il Capitolo I è dedicato alle modalità operative degli eretici
modernisti successivamente alla condanna da parte di San Pio X: si tratta
di un’ottantina di pagine davvero uniche che mancavano nella storiografia
autenticamente cattolica. Il prof. De Mattei si era già segnalato per ricerche
importanti sul Modernismo in Italia (2) e questa nuova ricerca ci aiuta a
meglio comprendere le radici de “Il dissenso verso la Sede Apostolica in
Italia (1978-2002)
” (3), cioè le origini della grande ribellione dei teologi
italiani verso Giovanni Paolo II.

Dopo la condanna, come insegna Papa Sarto nella Sacrorum antistitum, gli eretici modernisti assumono un atteggiamento
analogo a quello dei giansenisti all’indomani della condanna, fino a formare
una vera e propria società segreta all’interno della Chiesa
” (pp.
78-79). Questa modalità operativa è resa possibile grazie a persone e strutture
“di fiancheggiamento”, che de Mattei chiama “del Terzo Partito”, analogamente a
quanto accadde dopo la condanna del giansenismo nel 1700. Il “Terzo partito” è
costituito “da ecclesiastici di diverse categorie” che offrono agli
eretici “la possibilità di prosperare all’interno della Chiesa. Tali
ecclesiastici naturalmente non si dichiaravano
” eretici e, anzi, condannavano l’
eresia, ma non la combattevano “e sostenevano la tesi che essa sarebbe
tranquillamente scomparsa se si fosse cessata qualsiasi campagna contraria”
.
Come può constatare ogni cattolico impegnato anche oggi, accanto a posizioni
apertamente ereticali, esistono i “i seguaci dell’autorità romana e il partito
della terza forza, anch’esso opposto ai fedeli di Roma, che accusa di
essere esagerati, intransigenti, nemici della carità
” (p. 45).


Dopo aver indicato il modus operandi, de Mattei passa ad indicare
quattro direttrici d’azione dei modernisti e del loro Terzo partito: l’ambito
biblico, quello liturgico, il movimento filosofico e teologico e l’ambito
ecumenico. Per ciascuno di essi la ricerca indica fatti, date, associazioni e
persone che li hanno connotati. Quasi sempre, accanto agli errori diffusi dai
vari eretici, il prof. De Mattei riporta la dottrina proposta dal magistero
Pontificio.


Biblico. L’infiltrazione delle idee dell’esegeta protestante Rudolf Bultmann nelle
università cattoliche ha come centro il Pontificio Istituto Biblico ed
inizia nel 1930, con il rettorato di Padre Agostino Bea, che dura quasi vent’anni. L’esegesi insegnata “considerava solo il senso letterale dei
testi sacri dissociando i dati storici, filosofici, archeologici, la riflessione
teologica e spirituale
” (p. 49), in contraddizione con il Magistero.


Liturgico. Un benedettino belga, dom Lambert Beauduin, fin dal 1909 da’
vita a centri ed iniziative intese, per usare le sue parole, a
democratizzare la liturgia“. Egli e i suoi seguaci considerano l’azione
liturgica contrapposta alle pratiche di spiritualità e ascesi, specialmente
quelle ignaziane (p. 56). Il movimento prende corpo negli anni successivi
diffondendosi in Francia, Italia (dove nel 1914 viene fondata la Rivista
liturgica
), Germania, ecc. “I riformatori tendevano a cancellare la sostanziale differenza tra sacerdozio
sacramentale dei presbiteri e sacerdozio comune dei fedeli e
insinuavano l’idea di una concelebrazione del sacerdote con il popolo … escludevano altra forma di legittima assistenza al Sacrificio, come la meditazione, il
Rosario … consideravano la comunione ‘extra Missam’, le visite
al Ss.mo Sacramento, l’adorazione perpetua come forme extra-liturgiche
… manifestavano scarsa considerazione per le devozioni al Sacro Cuore, alla
Madonna, ai Santi
” (p- 58-59). A seguito della pubblicazione dell’Enciclica
liturgica Mediator Dei, viene costituita nel 1948 una
Commissione per la riforma liturgica, nella quale compare per la prima volta il
nome di Padre Annibale Bugnini, che verrà cacciato per volere del Beato Giovanni
XXIII dalle Commissioni preparatorie del Concilio e si vedrà proibito l’
insegnamento di Scienze Liturgiche al Laterano nel 1962 (p. 186). Bugnini,
tuttavia, riuscirà a “rientrare dalla finestra” verso la fine del Concilio ed
avrà una grande parte nell’applicazione del decreto sulla liturgia durante il
post concilio.


Filosofico-Teologico. L’azione degli eredi dei
modernisti in questo ambito è sempre stata orientata ad impedire la diffusione
del pensiero di San Tommaso d’Aquino (p. 62). In Belgio, dal 1932, p. Chenu O.P.
pubblica un saggio che ottiene un grandissimo successo e diffusione, venendo
messo all’Indice il 4-2-1942. Ma il suo autore continua ad operare, anche grazie
all’aiuto dei suoi discepoli, primo tra tutti P. Congar O.P. (p. 66),
occupandosi, tra l’altro, della diffusione delle opere di Jacques Maritan (p.
70). Negli stessi anni, in Francia, l’azione anti-tomista si svolge attraverso la
diffusione delle opere di P. Theilard de Chardin S.J., sebbene fin dal 1926
costui fosse stato sospeso dall’insegnamento e negato l’imprimatur a varie sue
opere (p. 67). Altre condanne e provvedimenti disciplinari contro de Chardin si
susseguono, ma i suoi seguaci si moltiplicano grazie all’azione di P. De Lubac e
P. Danielou, entrambi gesuiti, che nel 1938 iniziano a lavorare con il gruppo di
P. Chenu O.P. e P. Congar O.P. (p. 69).


Ecumenico. Tra il 1921 e il 1926, nel salotto del
Card. Mercier in Belgio, si svolgono molte conferenze tra cattolici e anglicani:
sono le c.d. Conversazioni di Malines (p. 72). Seguono altre iniziative simili
prima in Francia (tra cattolici, protestanti e ortodossi), e poi nel resto d’
Europa. I promotori di queste iniziative sono grosso modo quelli delle tre
precedenti direttrici d’azione, aiutati dalle loro organizzazioni e riviste, di
anno in anno sempre più forti. Va ricordato che a quel tempo la Sede Apostolica
proibiva fermamente questo genere d’incontri: l’ecumenismo diventerà lecito solo
durante il Concilio Vaticano II.


Il prof. De Mattei conclude questo drammatico capitolo con una riflessione:
Nella storia della Chiesa i movimenti di vera riforma, come quelli dell’XI o del XVI secolo,
sono stati caratterizzati per un verso dal recupero del ruolo del Papato e
dell’autorità della Chiesa; per altro verso da un eroico slancio verso l’
ascesi e da un profondo spirito di penitenza e preghiera. La strada indicata
dai novatori era diversa
“. E sui problemi della Chiesa di quegli
anni inserisce un bello scambio di lettere tra San Giovanni Calabria – “Da
anni con crescente insistenza sento ripercuotersi, in fondo al mio cuore, il
lamento di Gesù: la mia Chiesa!
” – e il Beato Ildefonso Schuster: “anche
la Santissima Vergine piange sui mali della Chiesa e sul castigo che incombe al
mondo
” (p. 101).

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3. Il Capitolo II, “Verso il Concilio“, tratta degli anni che vanno dalla morte di
Pio XII a quelli dell’elezione del Beato Giovanni XXIII. Il Conclave subisce
da un lato le pressioni diplomatiche di Stati Europei – Unione Sovietica compresa – e dall’altro vede per la prima volta l’azione organizzata
degli esponenti delle “nuove idee”. Così, lo Spirito Santo sceglie per la Chiesa
un uomo buono, ma con un insospettato carattere forte. Dai dati forniti da De
Mattei, Papa Roncalli non sembra inquadrabile tout court tra i
novatori.


In merito all’opportunità di un Concilio il prof. De Mattei riporta una
risposta profetica del card. Billot a Pio XI, quando nel 1923 il Papa gli aveva
chiesto il suo parere: “La ripresa del Concilio (Vaticano I, N.d.R.) è desiderata dai
peggiori nemici della
Chiesa, cioè dai modernisti, che già s’apprestano – come ne
fanno fede gli indizi più certi – a profittare degli stati generali della Chiesa
per fare la Rivoluzione, il nuovo ’89, oggetto dei loro sogni e
delle loro speranze. Inutile dire che non ci riusciranno, ma noi rivedremmo i giorni
tanto tristi della fine del pontificato di Leone XIII e dell’inizio di
quello di Pio XI: vedremmo ancora peggio, e sarebbe l’annientamento
dei felici frutti dell’enc.
Pascendi che li aveva ridotti
al silenzio
” (p. 121-122).


Per preparare il Vaticano II il Papa fa svolgere una consultazione dell’
episcopato al fine di ricevere proposte sui temi da trattare. “Le richieste dei
futuri Padri conciliari , considerate nel loro insieme, non esprimono il
desiderio di una svolta radicale, e tantomeno di una ‘Rivoluzione’all’
interno della Chiesa. Se le tendenze antiromane di alcuni episcopati
affiorano nettamente in alcune risposte come quelle del Card. Alfrink,
arcivescovo di Utrecht … La maggioranza dei
vota chiedeva una condanna
dei mali moderni, interni ed esterni alla Chiesa, soprattutto del comunismo, e
nuove definizioni dottrinali, in particolare riguardanti la Beata Vergine
Maria
” (p. 136). Il card. Alfrink darà l’imprimatur al c.d.
“Catechismo olandese”, diffusosi in un lampo in tutto il mondo e che meriterà
una condanna da parte di una commissione cardinalizia il 15-10-1968.


Tra le tante risposte che il Papa riceve, sembra lucidissima quella del
vescovo di una piccola diocesi brasiliana: “A me sembra che debba essere
creata una strategia cattolica e un centro della battaglia metodica contro la
rivoluzione in tutto il mondo
La battaglia contro i nemici della
Chiesa spesso mi sembra una battaglia di ciechi contro coloro che vedono.
Ignoriamo il fine, il metodo, la dinamica, la strategia e le armi
Se il Concilio
presentasse un programma positivo di azione e di costruzione della Cristianità, con
le sue parti concrete, e convocasse a tal fine i cattolici, ritengo che
ci sarebbe l’aurora del Regno del Sacro Cuore di Gesù e dell’Immacolato Cuore di Maria
” (p. 143).


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4. Seguono 4 densi capitoli, uno per ciascuna delle sessioni del Concilio,
per complessive 330 pagine, che qui è impossibile riassumere.


In essi, il docente romano documenta con accuratezza le mire e le macchinazioni degli eredi
del modernismo, che disponevano di un’imponente macchina propagandistica
sia tra i padri conciliari che all’esterno, nel mondo mediatico
e politico. In ogni fase dello svilupparsi dei documenti conciliari il “partito
dei teologi” (p. 213), ossia la setta dei novatori, tentò – con diabolica
intelligenza e abilità – di inserire nei testi conciliari errori ed eresie:
noi, oggi, abbiamo la conferma che lo Spirito Santo e la Madonna non abbandonarono
la Chiesa. Ma purtroppo dimentichiamo di trarre profitto da quell’esperienza e mettiamo così a dura prova la pazienza di Dio.


Il fronte fedele al Papa, invece, iniziò ad operare tardi e senza alcun mezzo a
disposizione. Il prof. De Mattei riporta molti e consolanti interventi di questi
bravi vescovi, che contribuirono a migliorare i testi conciliari definitivi.
Ma dai diari e archivi emerge la sostanziale incomprensione della potenza
dell’organizzazione avversaria anche da parte dei Pastori fedeli al Papa
– tra cui i cardinali Siri e Ottaviani – purtroppo, in alcuni casi, affetti da
protagonismo. Paradossalmente, il vescovo italiano più umile, attivo e
intelligente fu Mons. Luigi Maria Carli, pastore della piccola Diocesi di Segni
(4).



Tornando al “partito dei teologi”, è utile evidenziare come, tra i quasi 500
periti conciliari e consiglieri che i vescovi avevano portato come aiutanti,
molti “erano stati sospettati di eterodossia” (p. 214). Tra questi, oltre a
quelli già citati più sopra, vanno segnalati il “moralista della situazione” Bernard
Haring (5), l’oggi sospeso a divinis Hans Kung (6), il pluri condannato
Edward Schillebeeckx (7) e Karl Rahner (8). Dall’America Latina venne
uno dei più importanti organizzatori della rete dei novatori, Mons. Helder
Camara, amico personale di Fidel Castro e “padre occulto” della Teologia della
Liberazione. Se Mons. Camara agiva dietro le quinte, ma sempre in collaborazione
con Mons. Suenens, la sua voce in pubblico era quella di Mons. Silva Henríquez,
che favorì il regime comunista cileno di Allende.


Tra i periti e consiglieri gli italiani spicca la figura di Giuseppe
Dossetti, teologo del Card. Lercaro e fondatore della “Officina bolognese”, così
descritto: “Se Rahner dettava le linee teologiche, Dossetti, sulla base della sua
formazione di giurista e della sua esperienza parlamentare, suggeriva la strategia
procedurale … Il 10 novembre 1962 padre Chenu annota questa frase
di Dossetti: La battaglia efficace si gioca sulla procedura. E’sempre per
questa via che ho vinto
” (p. 224). A fianco di Dossetti è Giuseppe Alberigo: sì,
proprio il curatore della più faziosa storia del Concilio mai scritta, alla quale
quest’opera di De Mattei cerca di fare da contraltare.


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5. Il Capitolo VII, “L’epoca del Concilio (1965-1978)“, è dedicato alle
tecniche e macchinazioni utilizzate al sorgere del post concilio (9). Vengono
sinteticamente descritti attori ed associazioni che promossero, tra l’altro, il Nuovo Catechismo Olandese, l’organizzazione della generale ribellione
all’Enciclica Humanae vitae, la partecipazione e, in alcuni
casi, promozione della Rivoluzione sessantottina da parte cattolica, il modo di
diffusione della c.d. “Teologia della Liberazione”, le prime prese di posizione
di Paolo VI rispetto al post concilio, la c.d. Ostpolitik verso i paesi
socialisti e, infine, i trucchi utilizzati per aggirare la Costituzione
Conciliare sulla liturgia.


Il libro si conclude con la professione di fede del prof. De Mattei e un suo
atto di venerazione verso Benedetto XVI.


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Ritenendo di aver sufficientemente messo in guardia gli utenti di
totustuus.it rispetto ai giudizi meno condivisibili del libro, li invitiamo a
prenderne visione per rinnovare il proprio slancio missionario: Ut inimicos
Sanctæ Ecclesiæ humiliare digneris
(Litanie dei santi).


per totustuus.it, Fra’ Luigi Maria Grignion, T.O.D.
Epifania di N.S. Gesù Cristo 2011


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Note



(1) Cfr. http://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/cerca.php
.


(2) Riportate nella categoria “Ap – Nemici della Chiesa”
di pagine cattoliche.ithttp://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=categories&op=newindex&catid=7


(3) Cfr. http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=article&sid=
594
.


(4) Tra i libri scaricabili gratuitamente da totustuus.it si può leggere il
suo bellissimo “Nova et Vetera. Tradizione e progresso nella Chiesa dopo il
Vaticano II
” (http://www.totustuus.it/modules.php?name=Downloads&d_op=
getit&lid=131

). Anni dopo, per un misterioso disegno mariano, tale diocesi ospiterà la
nascita di una delle Congregazioni più vicine a totustuus.it, i Padri del Verbo
Incarnato.


(5) Il 27-2-1978 il padre redentorista tedesco Bernhard Haring, per anni docente all’
Accademia Alfonsiana di Roma, viene convocato dalla Congregazione per
la Dottrina della Fede che gli chiede l’impegno solenne di non criticare più
l’Humanae vitae, enciclica con cui, nel 1968, Paolo VI aveva ripetuto l’immoralità dei metodi contraccettivi non naturali. A seguito del rifiuto il p.
Haring incorre nelle previste censure canoniche.


(6) Cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, 18 dicembre 1979: revoca
della missio canonica (l’autorizzazione all’insegnamento della teologia
cattolica).


(7) Cfr. Le ultime tre condanne da parte della
Congregazione per la Dottrina della Fede http://www.ratzinger.us/modules.php?name=News&file=article&sid=4
; http://www.ratzinger.us/modules.php?name=News&file=article&sid=8
;http://www.ratzinger.us/modules.php?name=News&file=
article&sid=51
.


(8) Su Karl Rahner si veda tra i libri scaricabili gratuitamente da
totustuus.it “La svolta antropologica di Karl Rahner” del Padre Cornelio Fabro: http://www.totustuus.it/modules.php?name=Downloads&d_op=

getit&lid=230 .
Più in breve, P. Julio Meinvielle, La predica missionaria della chiesa
scoraggiata in Karl Rahner
, in http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=
article&sid=1576

.

(9) Per una sintesi cronologica si veda: http://www.internetsv.info/IPdd.html